Trappola d'ardesia

Trappola d’ardesia, un thriller per riscoprire il proprio io

Trappola d’ardesia, un thriller per riscoprire il proprio io. La nostra recensione del romanzo di Roberta De Tomi edito Saga Edizioni (2021)


Trappola d'ardesia
Trappola d’ardesia – La copertina del romanzo

La riscoperta e la valorizzazione del proprio io. Tra amori vecchi e nuovi che sconvolgono le vite dei personaggi. Il tutto immerso in un’ambientazione thriller dai tratti affascinanti.

Trappola d’ardesia (Saga Edizioni, 2021) di Roberta De Tomi è un avvincente lavoro che non solo mostra le qualità dell’autrice. Ma anche una spiccata abilità nell’intrecciare una trama complicata ma mai banale.

La storia narra le vicende di Serena Balti che salvata sul ciglio della strada da Maddalena Incerti, anonima commessa di provincia, scatena una serie di reazioni a catena che scompaginano la vita dei tanti soggetti che si presenteranno sulla loro strada.

Trappola d’ardesia presenta due elementi fondamentali. Che da soli reggono l’intero scritto e permettono allo stesso un’evoluzione naturale.

Il primo è dato dalle protagoniste femminili. Donne fragili ma allo stesso tempo forti nell’affrontare situazioni difficili. Donne distrutte dalle vicende vissute ma in grado di ricostruirsi nel presente. Ma soprattutto donne in grado di ripartire da zero e capovolgere una realtà che le stava inghiottendo senza possibilità di fuga.

Il secondo, invece, è l’amore. Inteso in diverse forme, tutte protagoniste tra loro.

C’è infatti l’amore tra uomo e donna. Quello tra fratelli. Quello platonico e spesso non corrisposto. E principalmente quello per se stessi. Che non solo permette di sovvertire un destino imposto dagli eventi, ma anche di ribaltare le etichette che la società ci impone.

A questi due grandi parti si affianca quella delle tematiche trattate.

Dalla violenza domestica fino al trattamento della donna, vista spesso solo come un trofeo da sfoggiare, si cerca di stimolare una riflessione attenta verso la quotidianeità tramite uno sguardo critico.

Dal punto di vista tecnico si rilevano diversi tratti che rendono Trappola d’ardesia una piacevole lettura.

Detto della trama ben organizzata, cosa non scontata considerando le diverse sottotrame e i temi differenti, ciò che risalta è dettato da ulteriori due punti.

Il primo è quello del falso diario. Attraverso una narrazione che riprende date e ore precise a ogni inizio capitolo, l’autrice detta magistralmente i tempi e impone una scansione precisa che conduce al naturale epilogo descritto.

Tutto ciò si collega alla fugacità dei capitoli stessi, in cui viene concentrato tutto ciò che è necessario narrare.

Attraverso questo espediente il lettore sente il bisogno di sapere ciò che accade dopo, divorando pagina dopo pagina il romanzo.

La scorrevolezza nella scrittura, infine, chiude un lavoro veramente ben fatto.

Alessandro Falanga

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