Storie di sport – Eccentrici di natura: i cinque portieri più bizzarri della storia del calcio

Storie di sport racconta le gesta dei giocatori più eccentrici nel calcio. I cinque portieri più bizzarri della storia su Diario di Rorschach

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Il portiere è uno dei ruoli centrali nel gioco del calcio.

Di solito, quando una squadra è in difficoltà, è lui – assieme all’allenatore – ad essere additato come colpevole ed è sempre lui ad essere al centro dell’attenzione ad ogni partita.

Molte volte, però, il portiere viene ricordato anche per le sue magnifiche gesta e per l’esuberanza negli interventi che lo rendono un vero punto di riferimento non solo per la propria compagine ma anche per l’intero movimento calcistico.

Storie di sport, dopo aver elogiato i bomber di periferia, dedica una nuova pagina ai cinque portieri più esuberanti della storia del calcio che, grazie alla loro interpretazione del ruolo, si sono resi celebri in tutto il globo.

 

Storie di sport – Rodrigo Ceni

Rogerio Ceni: La carellata sugli estremi difensori non poteva che cominciare da colui che ha reso fondamentale la sua funzione. Brasiliano con una lunga carriera al San Paolo, dove milita dal 1990 al 2015, è ricordato come uno dei portieri più prolifici di sempre con 129 reti all’attivo. Celebre anche per la sua doppia attività nella vita – lavora per il Banco do Brasil sin dalle prime apparizioni in campo – è stato fondamentale per la sua squadra in diverse occasioni, con le indimenticabili punizioni dal limite, come la conquista di 3 campionati paulista, 3 campionati brasiliani e 1 coppa Libertadores.

 

 

 

 

 

 

 

Storie di sport – René Higuita

René Higuita: Il funambolo dai capelli crespi ed il baffetto in vista – detto El loco (Il pazzo) –  è il secondo, inevitabile, portiere che Storie di sport considera in questo particolare elenco di giocatori. Calciatore giramondo e da un palmares di tutto rispetto – da ricordare la Libertadores vinta con l’Atletico Nacional e la finale di Intercontinentale persa con il Milan di Sacchi – è stato croce e delizia di diversi club e della nazionale. Il suo nome è accostato in particolar modo ad uno dei gesti più inconsueti per il ruolo, quello dello scorpione, che mise in mostra durante una partita contro l’Inghilterra – poi pareggiata 0 – 0 – dopo un pallonetto di Jamie Redknapp.

 

 

 

 

 

Storie di sport – Jorge Campos

Jorge Campos: Soprannominato affettuosamente Chiqui-Campos (il guizzo Campos) è il diretto erede di René Huguita. Fra i pochi eletti che hanno ricoperto degnamente due zone del campo – portiere, appunto, ed attaccante – ha diviso la sua carriera fra Messico e MLS. Il suo bizzarro modo di stare tra i pali viene messo in mostra ai Mondiali statunitensi del ’94, che lo fecero conoscere all’intero movimento calcistico, dove si è messo in evidenza anche per le sue incursioni improvvise palla al piede partendo dalla porta e le maglie sopra le righe (una sorta di precursore per quanto riguarda l’abbigliamento sportivo).  Fra i successi, si possono ricordare quelli con la nazionale – di cui è stato capitano per diversi anni – tra cui una storica Confederation Cup nel 1999.

 

 

 

 

 

Storie di sport – Bruce Grobbelaar

Bruce Grobbelaar:E’ il primo di una lunga lista di portieri odiati dalle tifoserie italiane. Avviato al cricket e con un futuro assicurato nel baseball, lo zimbabwese Grobbelaar è balzato alle cronache sportive per la famosa finale di Coppa dei Campioni contro la Roma nella stagione 1983/1984. Il suo atteggiamento da clown tra i pali, infatti, fu fatale per i giallorosi ai rigori, tanto da mandare fuori fase campioni come Bruno Conti e Francesco “Ciccio” Graziani. Finalista anche con la Juventus nell’84/85, vanta un palmares di tutto rispetto con 6 campionati inglesi, 3 Coppe d’Inghilterra, 3 Coppe di Lega e 5 Supercoppe inglesi.

 

 

 

 

 

 

Storie di sport – Jerzy Dudek

Jerzy Dudek: L’ultimo bizzarro rappresentante di questo ruolo è l’erede di Grobbelaar tra le fila del Liverpool. Come il suo predecessore, anche lui si è reso protagonista durante i rigori di una finale di Champions League ed anche lui contro una squadra italiana (il Milan). Dopo la rimonta impensabile dallo 0 – 3, Dudek iptonizza letteralmente i calciatori rossoneri grazie  ad una serie di movimenti in sequenza che innervosiscono dagli undici metri gente del calibro di Serginho, Pirlo e Shevchenko (non proprio gli ultimi della classe a calciare rigori). Dopo la trionfante galoppata con i Reeds, con cui vince anche la Supercoppa Europea, si accasa al Real Madrid dove contribuisce in parte – essendo secondo del più quotato Casillas – alla conquista di un campionato spagnolo, una Coppa di Spagna ed una Supercoppa spagnola.

 

 

 

 

 

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