Jackie Brown – L’eroina vintage di Tarantino

Jackie Brown

The Eight Basterds è una rubrica del Diario di Rorschach che si occupa del Cinema di Quentin Tarantino. Oggi parliamo di Jackie Brown, film del 1997


Quentin Tarantino nasce nel Tennessee nel 1963 e passa la maggior parte della sua infanzia in giro per l’America tra uno Stato e l’altro. Tutti questi spostamenti influiscono sul suo carattere e sulle difficoltà ad avere amicizie durature. C’è un elemento che accompagna il piccolo Quentin sin da piccolo. E’ la passione per il Cinema. Il piccolo Quentin vede di tutto – dallo spaghetti western di Sergio Leone ai film di Hong Kong restandone fortemente impressionato – e grazie alla sua infinita cultura cinematografica riesce a lavorare presso diversi videonoleggi e a scrivere numerose sceneggiature. Alla fine degli anni Ottanta ha scritto il lungometraggio My Best Friend’s Birthday, True Romance – che diventerà un film diretto da Tony Scott – e Natural Born Killers che sarà affidato alla regia di Oliver Stone nel 1994.

Tutta questa introduzione per parlare di Jackie Brown è presto spiegata. Chi pensava che Tarantino avrebbe riciclato all’infinito Pulp Fiction si sbaglia di grosso. Jackie Brown – film del 1997 tratto dal romanzo Rum Punch di Elmore Leonard, già questa è una novità – è un film diverso rispetto ai primi due. E’ il primo film di Tarantino tratto da un romanzo ed è la storia di Jackie, una hostess che contrabbanda denaro per Ordell Robbie, un criminale appassionato di armi.

La vita di Ordell si mette male quando Jackie viene fermata alla frontiera, perquisita e costretta a collaborare per incastrarlo. Jackie Brown è un film più serioso, verboso e statico rispetto ai capolavori di Tarantino. E’ un omaggio alla biaxploitation, genere tra i tanti amati dal regista di Knoxville. La biaxploitation ha grande successo nei primi anni Settanta. Sono film per afroamericani, con protagonisti di colore e registi quasi sempre di colore. Anche la musica è importante. Quasi sempre funky o soul. In ogni film del genere biaxploitation c’è una protagonista femminile. L’eroina di turno, sempre assetata di vendetta.


Jackie Brown dietro le quinte
Jackie Brown dietro le quinte

Pam Grier è l’eroina del film. Era già stata citata in Reservoir Dogs e Tarantino desiderava lavorare con lei da diverso tempo, anche per scrollarsi di dosso le accuse di razzismo e misoginia che gli sono piovute addosso con l’inevitabile successo. Pam Grier ebbe grandissimo successo proprio negli anni Settanta, salvo poi sparire dai radar e tornare in auge grazie al lungometraggio di Tarantino. Un po’ come avvenne con John Travolta qualche anno prima.

Ci sono elementi in comune con altri film. Ad esempio la celebre ripresa dal bagagliaio, presente in tutti i film del regista. O ad esempio la scena dello scambio di denaro, che viene filmata dal punto di vista dei tre protagonisti. C’è un uso intelligente della musica come quando ad esempio Ordell uccide Beaumont con la musica che si allontana dall’inquadratura. C’è Samuel L. Jackson – già presente in Pulp Fiction e amico fidato di Tarantino – che regala una prova di tutto rispetto. E ci sono i nuovi arrivati come Robert De Niro che pur di lavorare con Tarantino accetta un ruolo di secondo piano, Robert Forster, Michael Keaton, Bridget Fonda e Chris Tucker.
Il montaggio è affidato a Sally Menke, mentre la fotografia è di Guillermo Navarro. 

Alla sua uscita il film ha una fredda accoglienza, nonostante una nomination ai Premi Oscar e due ai Golden Globe. Soltanto diversi anni dopo il film verrà rivalutato appieno. Una cosa è certa: Jackie Brown riesce nell’impresa di risollevare il genere biaxploitation che in quegli anni conosce una seconda giovinezza. In definitiva, è un film coraggioso, spiazzante.
Dal canto suo Tarantino si prende una lunga pausa dal Cinema, cercando di capire come meglio organizzare il suo prossimo film. Più che un film, un regalo. Un regalo di compleanno a Uma Thurman.

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