Bloody Priest

Bloody Priest, il male alla conquista del mondo

Bloody Priest, il male alla conquista del mondo. La nostra recensione del romanzo breve edito Montag Edizioni (2024)


Bloody Priest
Bloody Priest – La copertina del romanzo

Dopo la pubblicazione del racconto Paura nella città dei rabbiosi, lo scrittore Alessandro Falanga ci regala una nuova avventura ed esperienza nel mondo horror con il romanzo breve Bloody Priest edito da Montag.

Diciamo subito che è un Falanga in gran forma creativa e di scrittura. Riesce fin da subito ad accalappiare l’attenzione del lettore, impossibilitato a interrompere la lettura arrivando in men che non si dica al termine dell’avventura. E con il dispiacere sottile ma non troppo che il finale non sia quello sperato.

Le azioni si svolgono nello sperduto paese di Paglierino, sito al confine tra Campania e Basilicata. Non affrettatevi a cercarlo su Google Maps, perché Paglierino è frutto della fervida fantasia dello scrittore.

Il paese ha le caratteristiche proprie dell’avamposto che divide due territori, tra queste il fatto di essere considerato una sorta di porto franco. Dove organizzazioni malavitose fanno transitare grossi quantitativi di droga e quant’altro e dove come si scoprirà le sostanze stupefacenti sono il minore dei problemi.

Come ogni piccolo centro, anche a Paglierino esistono storie divenute poi leggende che vengono tramandate da padre in figlio. Si pensa sempre che queste novelle vengano raccontate ai bambini per quietarli o semplicemente per spaventarli. Ma mai come questa volta i racconti sono una terribile e orrenda realtà.

Il protagonista e narratore in prima persona è il commissario di polizia Franco Paddi, natio del luogo ed uomo integerrimo, ha affrontato e risolto molti casi nella sua carriera. Ma quello che si troverà a sfidare andrà oltre la sua più fervida immaginazione e cambierà per sempre la sua vita.

La scomparsa e la successiva uccisione di due bambini del paese da il là agli eventi. Sembra un caso facile per Paddi che scopre il parroco del paese in flagranza di reato. Ma da quel momento Paglierino rimane come sospeso in un limbo, all’interno del quale tornano a galla storie di streghe risalenti al 1600, con tanto di uccisioni atroci e simboli esoterici.

Il centro degli eventi è la chiesa di Sant’Evaldo che da luogo di accoglienza e ristoro delle anime, come ogni credente considera, diventa al contrario un luogo del male. All’interno del quale, nei secoli, è vissuta ed è cresciuta una creatura che ha come unico obiettivo espandere il suo regno in tutto il mondo.

Ovviamente non è possibile andare oltre nel riassunto di Bloody Priest senza incorrere nel rischio di rovinare la lettura per cui mi fermo qui.

Ancora un accenno però doveroso alla scrittura di Falanga che con grande capacità di sintesi, che non trascende la capacità di trasferire la sua immaginazione a chi legge, regala al testo un ritmo e un pathos incredibili. Che, come detto, rendono la lettura appassionante, quasi famelica…..e la parola famelica non è usata a caso.

1  Luca Di Lonardo

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