Dylan Dog L’enciclopedia della Paura 2025, quattro storie per omaggiare l’indagatore dell’incubo. La nostra recensione del volume edito Sergio Bonelli Editore

Quattro storie inedite per celebrare una delle figure più influenti del panorama fumettistico italiano. E un vasto approfondimento su cinema, fumetti, videogiochi e Serie TV.
Dylan Dog L’enciclopedia della Paura 2025 è un numero da gustare in tutto e per tutto. Perché oltre a magnificare l’indagatore dell’incubo, riesce a far emergere quelle atmosfere tipiche che hanno fatto grande il personaggio creato da Tiziano Sclavi.
L’horror puro, con tanto di creature classiche, è la base di tutti i racconti presenti.
Questo tratto, non solo imposta un contesto ben preciso. Ma non lesina sui dettagli, esaltando il genere in questione nel volume.
Doppelgänger, demoni e vampiri infatti si prendono la scena e indirizzano gli eventi, esaltando le gesta del protagonsta e della sua squadra.
Fondamentale è la musica, che con le sue note rende il tutto più armonico o più oscuro in base a ciò che accade di volta in volta. Passando dal classico al metal, fino a armonie popolari e stornelli.
Le donne, come di consueto, sono centrali nei fumetti di Dylan Dog. E in questa Enciclopedia della Paura lo sono ancora di più.
Croce e delizia, tanto per Dylan quanto per il resto dei soggetti, si muovono in un ambiente che a volte le obbliga ad agire in determinati modi per non essere schiacciate dalle mostruosità della loro realtà.
Infine, fantastico è il diverso tratto presente in ogni singola storia.
Si passa difatti da quello più marcato, a quello tipico dell’Old boy, per poi giungere a uno sfumato che rende l’intera opera godibilissima per il lavoro fatto dai disegnatori.
Insomma, Dylan Dog ha sempre il suo fascino. E il lavoro in questione lo esalta al punto da farci innamorare ancora di più di un personaggio che, nonostante i tanti anni sulle spalle, si mostra ancora come una delle più belle figure dell’arte nostrana.