Bambini di piombo, una serie per ricordare e non commettere gli stessi errori. La nostra recensione della mini serie Netflix sulla Polonia del 1974

Una frase che spesso si sente dire è: ricordiamo il passato per evitare di commettere gli stessi errori.
Purtroppo l’assunto ad oggi non è del tutto ascoltato. Ma, grazie alle tante espressioni artistiche, è possibile continuare a indirizzare un monito in tale senso. Proprio come fa Bambini di piombo.
La serie polacca Netflix, del 2026, che narra le vicende storiche e, allo stesso tempo, mette in guardia il pubblico dal perseverare nelle consuete scelte infelici.
La storia si svolge nella Polonia del 1974, dove la dottoressa Jolanta Wadowska-Król scopre che la strana anemia dei bambini di Targowisko è in realtà un’intossicazione da piombo causata dalla fonderia di Szopienice.
Nel tentativo di rendere edotta la popolazione, scettica sulle sue tesi, e la segreteria del partito, la dottoressa si troverà a scontrarsi con la realtà che la circonda facendo i conti anche con la polizia segreta che, in ogni modo, cercherà di ostacolarla.
Bambini di piombo è un ottimo sceneggiato che riesce a raggiungere un duplice obiettivo.
Infatti, mentre racconta le vicende e la quotidianità di quegli anni, mette in guardia dall’indifferenza verso la questione ambientale dei giorni nostri.
Il monito della serie è potente e diretto. Che mira alla coscienza della gente senza girarci troppo attorno.
A questo grande messaggio, si aggiunge quello che investe direttamente la protagonista.
La forza e la tenacia di Jolanta Wadowska-Król, che arriva a sfidare ogni cosa dell’ambiente in cui vive, mette in risalto una figura che sacrificato tutto della sua vita, dalla carriera alla famiglia, pur di far emergere la consapevolezza che la ragione non genera mai dei mostri. Magnificando tanto il suo essere donna, cosa non scontata per il contesto e gli anni in cui agisce, quanto le sue competenze mediche, non sempre apprezzate di fronte all’interesse economico e politico (anche ai giorni nostri).
Infine, non è possibile non citare l’accuratezza del lavoro svolto.
Una fantastica fotografia, che ricorda un vecchio documentario, la ricostruzione degli ambienti e la descrizione dei fatti, avvalorata da flashback mirati, esaltano un prodotto di ottima fattura. Che, attraverso queste specifiche peculiarità riesce a trattare con attenzione un argomento che appassiona e mette in guaardia lo spettatore.