Dylan Dog My splatter Valentine, una sanguinosa festa degli innamorati. La nostra recensione del numero 473 dell’indagatore dell’incubo targato Bonelli Editore

Delle tematiche molto delicate. L’intenzione di trattale in maniera seria e ampia. E l’utilizzo di uno dei mezzi più semplici e diretti di sempre.
Dylan Dog My splatter Valentine, numero 473 del fumetto targato Bonelli, riesce a mettere insieme due concetti agli antipodi in maniera perfetta. Costruendoci sopra una oscura storia che conduce il lettore a un’attenta riflessione.
Una serie di omicidi di giovani coppie portano Megan a rivolgersi all’indagatore dell’incubo.
La ragazza è tormentata da un terribile sogno, dove una filastrocca segna la strada della sua esistenza al compimento dei ventuno anni.
Dylan Dog My splatter Valentine è un lavoro molto crudo e immediato. Che non lesina parti dedicate alla violenza e che avvolge il tutto in uno scenario legato tanto al soprannaturale che al reale.
Il fulcro del numero è, senza dubbio, il racconto di ciò che accade nella quotidianità.
Gli abusi, i soprusi e le colpe scaricate sempre sulle stesse persone, spesso più giovani, sono lo specchio di un mondo che cerca sempre un colpevole ma non si pone mai domande.
Così facendo, il duo Chiaverotti – Marinetti, non solo cerca di far comprendere cosa siamo diventati. Ma anche come si sia messa in moto una macchina tenebrosa che al giorno d’oggi è difficile fermare.
La metafora horror si inserire in un contesto del genere a pennello. Gestendo il tutto in maniera misteriosa e facendo scivolare gli eventi verso un epilogo non del tutto scontato.
Date le tematiche trattate, a fungere da controcanto c’è il fedele Groucho.
Gli interventi dell’assistente di Dylan sono innumerevoli, con freddure che si fiondano nella scena quando meno ce lo aspettiamo.
Grazie a questo espediente, l’autore cerca di mitigare la durezza del racconto. Lasciando al lettore la possibilità di riposare gli occhi dalle tante scene splatter.
I disegni di Marinetti rendono ancora più esplicita la storia con tanti primi piani, che risaltano le diverse figure, e tratti a volte duri, a volte morbidi.
Menzione alla copertina di Raul e Gianluca Cestaro, che accende la curiosità dei lettori e svela solo in parte ciò che potrebbe esserci all’interno.