Della Donna Aracnide

Della Donna Aracnide, quando ciò che desideriamo non è sempre ciò che vorremmo realmente

Della Donna Aracnide, quando ciò che desideriamo non è sempre ciò che vorremmo realmente. La nostra recensione del romanzo di Luigi Musolino edito Zona 42


Della Donna Aracnide
Della Donna Aracnide – La copertina del romanzo

E se ciò che desideriamo ardentemente si avverasse proiettandoci in un incubo senza fine?

Con il suo Della Donna Aracnide (Zona 42, 2024), Luigi Musolino ci immerge in un’oscura narrazione in cui la realtà e il passato si intrecciano in una ragnatela tenebrosa senza via d’uscita.

La storia narra le vicende di Martina e Filippo, bambini di 14 e 8 anni di Idrasca, cittadina della bassa piemontese.

Nel luogo giunge il luna park, ma ciò che affascna entrambi in particolar modo è l’attrazione della Donna aracnide.

Una sera, lasciandosi alle spalle la routine quotidiana fatta di litigi e incomprensioni, fanno visita alla roulotte di Serafina, la donna ragno per l’appunto.

Ma ciò che accadrà lì dentro cambierà per sempre le loro esistenze.

Della donna aracnide è un lavoro fantastico. Che in poche pagine sprigiona diversi elementi degni di nota.

A risaltare sono, in particolar modo, le emozioni.

Ansia, inquietudine, rammarico e amore, espresso nel suo senso più profondo, dominando le 180 agine scritte dall’autore. Al punto da rendersi visibili in vari modi ancor prima dell’apparizione vera e propria del mostro che stravolge le vite dei bambini.

Gli elementi, mescolandosi e mostrandosi di volta in volta, portano poi i lettore ad avvertire le medesime sensazioni descritte. Proiettando chi ha tra le mani il volume direttamente nella realtà narrata.

Il dato in questione, oltre a evidenziare le abilità di Musolino, si manifesta ancor di più per il duplice punto di vista che segue il romanzo.

Il passato, con gli infanti protagonisti, e il presente, dove al centro c’è l’età adulta, creano un unicum in cui le vicende si legano indissolubilmente tra loro. Quasi fossero bloccate all’interno di una tela di ragno da cui è impossibile fuggire.

Tramite questo espediente il tutto diventa ancor più oscuro. Violando con forza l’innocenza dell’infanzia e impedendo una piena matuazione dell’esistenza successiva.

Accanto a questo tratto, che ricorda il celebre IT di Stephen King, Musolino affianca anche tematiche quali la famiglia, la solitudine e il rimorso. Che non solo modellano maggiormente i protagonisti nelle loro azioni. Ma li adattano al mondo in cui vivono al punto da condurli a una rassegnazione verso l’unico obiettivo della loro vita: la rivalsa.

La scansione dei tempi e un ritmo incalzante fanno poi tutto il resto. Rendendo Della donna aracnide un vero e proprio gioiello della letteratura horror nostrana. Che ancora una volta si mostra viva e in ottima salute.

Alessandro Falanga

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