Superman L’ultimo figlio della terra – e se Clark Kent fosse atterrato su Krypton? La nostra recensione del fumetto firmato dal duo Gerber – Wheatley

E se la navicella con Superman invece di partire da Krypton fosse partita dalla Terra?
A questa curiosa domanda Steve Gerber e Doug Wheatley a inizi anni 2000 danno una loro personale risposta. Ideando uno degli Elseworld più interessanti dedicati all’azzurrone.
La storia prende piede dalla scoperta di Jonathan Kent di una catastrofe che colpirà il pianeta Terra. Proprio quando la sua compagna, Martha, gli comunica di essere in attesa.
Con il passare del tempo la situazione peggiora e non vedendo vie d’uscita lo scenziato costruisce un’astronave per salvare il piccolo Clark.
La navicella con il bimbo finirà su Krypton, dove Jor-El la intercetterà e crescerà Clark come se fosse suo figlio, dandogli il nome il Kal- El.
Una volta cresciuto, il giovane Kal, animato dalla curiosità, comincia a smuovere le coscienze degli abitanti. Divenendo pian piano il punto di riferimento per i due pianeti che lo hanno accolto e cresciuto.
Superman L’ultimo figlio della terra è una storia molto ben fatta in cui si cerca, attraverso il capovolgimento della storia, di mettere in risalto diverse questioni.
La prima, centrale in entrambi gli episodi, è quella della diversità.
L’approdo di Kal su Krypto non è ben visto, generando visibili malconenti tra gli anziani. Così come non lo è la sua voglia di comprendere il passato e ravvivare il futuro della sua gente.
Il suo essere, infatti, non solo viene condannato in quanto anomalo. Ma viene anche combattuto perché considerato corruttore della visione comune dell’esistenza.
La sua diversità, tanto fisica quanto comportamentale, verrà però rivalutata. Andando a creare un nuovo modo di vedere le cose che verrà fatto proprio tanto dai genitori adottivi quanto dagli abitanti della ritrovata Terra.
L’elemento è fortemente legato a un’altra questione: ciò che non si conosce o si cerca assimilarlo oppure si tende a distruggerlo.
Il dato in questione è riscontrabile nell’atteggiamento dei due nemici per eccellenza di Superman: Zood e Lex Luthor.
Le due figure, che si alternano nelle due storie, non solo cercano di presentarsi come la soluzione unica ai mali dei due pianeti, finendo per divenire dei veri e propri dittatori. Ma anche come gli unici in grado di rimettere in piedi l’ordine prestabilito delle cose, portando ognuno inevitabilmente verso l’autodistruzione.
La menzione finale è per l’amalgama dei personaggi Dc Comics presenti. A un’assenza di vigilanti, riscontrabile nella narrazione, si accompagna una gradevole fusione fra Lanterna Verde e l’Azzurrone. In cui le abilità di entrambi vengono esaltate al massimo grazie a un fumetto che tende a evidenziare le virtù di questi due fantastici personaggi.