Dylan Dog 32 Dicembre, i nostri auguri di buon anno con la recensione del numero 460 dell’indagatore dell’incubo

La transizione. Il passaggio. L’arrivo del nuovo e la scomparsa del vecchio.
Quando si parla di ultimo dell’anno inevitabilmente si concepisce un pensiero del genere.
A marcare maggiormente questo concetto è il trio Lanzoni, Fumasoli e Dossena. Che ci regala per la fine di questo 2024 una straordinaria storia sull’indagatore dell’incubo.
Dylan Dog 32 Dicembre è infatti un tuffo nel passato che però ci proietta in un futuro tutto da scoprire.
La storia narra del ritrovamento da parte di Dylan di un curioso diario, in cui la data segnata è sempre 32 Dicembre, e del richiamo di una misteriosa donna.
Questo connubio lo porterà, l’ultimo dell’anno, sulla caratteristica isola di Hirta. Dove tutto non è come pare apparire al primo impatto.
Dylan Dog 32 Dicembre rappresenta in tutto e per tutto il perfetto mix tra ciò che è stato e ciò che sarà.
Proprio come la transizione da un anno a un altro, anche questo fumetto rende chiaro il passaggio in questione. Ancorandosi alla tradizione editoriale ma tracciando un percorso del tutto originale e ancora da scoprire.
L’elemento è evidenziato da tre specifici fattori in particolare.
Il primo è, senza dubbio, il chiaro richiamo a L’alba dei morti viventi, indimenticato numero uno della testata fumettistica.
Il secondo è evidenziato, invece, dalle tante citazioni cinematografiche, in cui si omaggia un filone che prende piede con George A. Romero e giunge fino ai giorni nostri con Danny Boyle.
Il terzo è il richiamo a quello che sarà di Dylan Dog, senza mai dimenticare quello che è stato per tutti noi in questi anni.
Ogni cosa, chiaramente, si ricollega ad alcune innovazioni che la storia porta alla luce. Dove a un protagonista che agisce in solitaria, con tanto di rimpiazzo personale della parte comica data la presenza di Groucho solo nelle prime pagine. si associa una ancor più marcata razionalità dello stesso man mano che scorrono gli eventi.
Le tante tavole senza dialoghi, poi, esprimono al meglio tanto l’inquietudine iniziale quanto il messaggio finale, lasciando al lettore la riflessione su quanto presentato. E immergendo tutto in un alone di mistero che è tangibile sin dall’inizio.
I disegni di Francesco Dossena, infine, sono la ciliegina sulla torta di un volume di per sé meraviglioso. Con una resa fantastica delle creature e un tratto levie che mette in risalto sia la cupezza della storia che l’enigmaticità della narrazione.
Insomma, un volume da leggere tutto d’un fiato.
“Vivi Dylan. Perché solo la vita può sconfiggere la morte”
BUON ANNO DAL DIARIO DI RORSCHACH