I salmi dell'apocalisse

I salmi dell’apocalisse, gli angoscianti segreti di Palazzo Daleth

I salmi dell’apocalisse, gli angoscianti segreti di Palazzo Daleth. La nostra recensione del lavoro di Miriam Palombi edito Kipple Officina Libraria (2024)


I salmi dell'apocalisse
I salmi dell’apocalisse – La copertina del romanzo

Un viaggio nell’oscurità. In cui gli individui sono costretti a fare i conti con i loro demoni all’interno di un contesto popolato da creature mostruose pronte a gettare nell’oblio l’umanità.

I salmi dell’apocalisse (Kipple Officina Libraria, 2024) di Miriam Palombi è un fantastico lavoro horror psicologico che mette a nudo gli esseri umani. Conducendo a piccoli passi verso un universo parallelo in cui non si ha scelta diversa dal divenire un tutt’uno con il regno delle ombre.

La trama narra le vicende che si svolgono all’interno di Palazzo Daleth, palazzina di un quartiere residenziale di Roma nata da un’idea dell’architetto Luigi Coppedè.

L’edificio nasconde diversi segreti oscuri. Che coinvolgeranno i suoi abitanti negli anni e porteranno nel tempo al compimento di un raccapricciante progetto.

I salmi dell’apocalisse si rende una godibile lettura per diversi elementi. Che unendosi tra loro portano il volume a caratterizzarsi all’interno del genere horror in maniera particolare.

Possiamo dire infatti di essere di fronte a uno scritto in cui l’aspetto psicologico è molto marcato.

Il dato in questione viene evidenziato non solo nelle azioni dei personaggi o nelle evoluzioni degli stessi. Ma anche in una sorta di percorso immaginario che obbliga gli esseri viventi a fare i conti tanto con le loro paure quanto con il loro lato malvagio.

L’elemento, per quanto sottile in determinati passaggi, è fondamentale per l’intera storia. Immergendo il lettore in una riflessione con sé stesso e in un confronto con i propri demoni.

Ulteriore parte importante è data dal simbolismo e dalla numerazione.

Questa, oltre a catapultarci in un distorto mondo biblico, permette di intuire subito alcuni punti da tenere in considerazione sin dall’inzio.

A ciò, inoltre, si associa la divisione in tre parti del lavoro. Che, richiamando la trinità, rimarca ancor di più questa componente centrale de I salmi dell’apocalisse e imposta una scansione temporale dei fatti che si rivela definitivamente nel finale.

La scorrevolezza dello scritto, unità all’abilità dell’autrice nella narrazione, e la fugacità dei singoli capitoli, che crea un pathos crescente tra le pagine, chiudono un cerchio perfetto. Portando I salmi dell’apocalisse a diventare un tenebroso racconto da godere interamente, addentrandosi nelle viscere della nostra esistenza.

Alessandro Falanga

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *