Parossismo La Serie Il Frate dal Cappuccio Nero

Parossismo La Serie, un viaggio infernale nel quarto capitolo della seconda stagione

Parossismo La Serie, un viaggio infernale nel quarto capitolo della seconda stagione. La nostra recensione del racconto di Alessandro Falanga Il Frate dal Cappuccio Nero


 

Parossismo La Serie Il Frate dal Cappuccio Nero
Parossismo La Serie Il Frate dal Cappuccio Nero – La copertina del racconto

Il Frate dal Cappuccio Nero è il quarto episodio della stagione due di Parossismo – La serie, una raccolta di racconti horror autoconclusivi.

Ogni storia della stagione due è introdotta da un sinistro personaggio, l’Araldo delle Ombre ideato da Ivo Gazzarrini, che funge da narratore oscuro e guida. Questa arcana figura appare per introdurre e concludere le vicende narrate, avvolto in un’aura di mistero e di minaccia, servendo come legame tematico tra le varie vicende presentate.

La parte introduttiva segue un uomo inseguito che si rifugia in un convento isolato. La sua corsa per la sopravvivenza lo porta attraverso un bosco fitto fino a raggiungere un’apparente oasi di sicurezza. Tuttavia, una volta all’interno, scopre che il convento è governato dall’Araldo delle Ombre. Durante una cerimonia macabra e terrificante, il protagonista viene inchiodato a una croce, un simbolo di salvezza che si trasforma in uno strumento di tortura, in balia dell’Araldo che narrerà la storia al malcapitato, come in ogni episodio.

La storia in questione è Il Frate dal Cappuccio Nero scritta da Alessandro Falanga. L’episodio narra le vicende di Paolo, un giovane che celebra il termine degli esami di maturità attendendosi un’estate di feste e divertimenti insieme agli amici. Il culmine delle celebrazioni dovrebbe essere un rave party in un bosco, ma il viaggio verso l’evento prende una piega inaspettata quando la sua auto si guasta vicino a un antico monastero.

Da questo punto, il racconto si trasforma in un horror gotico: Paolo incontra un monaco dal cappuccio nero e subisce eventi sempre più strani e spaventosi. Si ritrova in un convento labirintico dove frati macabri si dedicano ad atti di cannibalismo e violenza. Paolo cerca di fuggire, ma la serie di incontri terrificanti continua a susseguirsi, culminando in rivelazioni scioccanti sulla natura della sua realtà.

Il Frate dal Cappuccio Nero è un racconto che si adagia nel genere horror con una certa audacia, introducendo elementi spaventosi e splatter che sono ben inseriti nella narrazione. Alessandro Falanga costruisce una trama che inizia con un innocuo scenario giovanile e si evolve in un incubo gotico, rivelando una competenza nel gestire la suspense e l’orrore. La storia, benché ambientata in contesti contemporanei, attinge a tematiche classiche del genere, come il convento isolato e le figure monastiche dalla natura sinistra.

Il testo scorre con una certa fluidità, alternando momenti di tranquilla normalità a picchi di tensione intensa e una volta che la storia entra nel vivo dei suoi aspetti più oscuri, e il ritmo diventa serrato e avvincente.

Falanga mostra una buona maestria nel dipingere scene ricche di dettagli visivi e sensoriali, che contribuiscono all’atmosfera opprimente e claustrofobica del racconto. L’uso di descrizioni dettagliate aiuta a immaginare le scene spaventose e gli ambienti in cui il protagonista si trova.

Il racconto non lesina su scene splatter e dettagli macabri, soprattutto nella rappresentazione dei frati cannibali e delle torture che Paolo deve testimoniare. Questi momenti sono descritti con un’efficacia che potrebbe disturbare i lettori più sensibili ma delizierà gli amanti del genere horror.

Riccardo D’Amato

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