I Soprano

I Soprano, la serie cult sulla mafia italoamericana del New Jersey

I Soprano, la serie cult sulla mafia italoamericana del New Jersey. La nostra recensione dello sceneggiato sul crimine d’oltremanica


I Soprano
I Soprano – La locandina

Tony Soprano è il male. Tony Soprano è un boss di una famiglia malavitosa del New Jersey. Tony Soprano è un boss spietato. Che uccide chi intralcia il suo cammina, tradisce la moglie, ha un rapporto conflittuale con la madre Livia. E ama solo gli animali.

Tony va in analisi dalla dottoressa Melfi perché ha frequenti attacchi di panico. Questa condizione è legata alla sua famiglia che si sta frammentando e al rapporto con la madre e lo zio Junior.
Attraverso l’analisi (e quindi i sogni, i pensieri, le aspettative di Tony) lo spettatore può farsi un’idea approfondita di chi si cela dietro il doppiopetto e il sorriso malandrino.
Grazie all’analisi scopriamo la storia di Tony, e ci scopriamo a simpatizzare per questo boss.
Tutto quello che accade – il rapporto con la famiglia, con gli affiliati, con il mondo esterno e con un’America che cambia ogni giorno – viene filtrato attraverso lo sguardo di Tony. E poi riportato alla dottoressa Melfi.
Le vicende della famiglia Soprano, i colpi di scena, le morti eccellenti, i rapporti con gli altri boss. Tutto viene analizzato e filtrato dal rapporto tra Tony e la dottoressa Melfi.
Tony Soprano e i suoi affiliati di origine italiana incarnano le contraddizioni dei cittadini americani del Ventesimo secolo. Schiacciati dal peso di conflitti familiari e responsabilità sempre più insostenibili.
A far da sfondo un’America colpita dall’11 settembre che ancora non si fida di questi italiani arrivati qualche generazione prima.
Nonostante le origini avellinesi e le relazioni con la camorra, ben poco di italiano è rimasto in lui. Giusto qualche inflessione partenopea dentro al suo accento del New Jersey, o qualche avanzo culinario – dagli ziti al forno agli spaghetti al pomodoro – sulla tavola di casa.
Praticamente nessuno dei personaggi della famiglia sa parlare italiano. E i loro sport preferiti sono quelli dell’americano medio.
A suggellare tutta la distanza tra i mafiosi di Newark e il loro paese di origine è l’episodio in cui Tony vola a Napoli per una trasferta di lavoro: il divario tra i due mondi apparirà così incolmabile da rendere difficile anche solo la comunicazione.
Nel corso delle sei stagioni lo spettatore finisce per empatizzare con Tony. Si emoziona conoscendo le sua forza e le sua debolezza.
Fino al finale, uno dei più lynchanie famosi della storia delle serie tv.

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