Ayrton Senna

Ayrton Senna, la tua stella brillerà per sempre

Ayrton Senna, la tua stella brillerà per sempre. Il nostro omaggio al campione di F1 brasiliano


Ayrton Senna
Ayrton Senna

Ognuno di noi in occasioni di eventi straordinari ricorda esattamente dove si trovava e cosa stava facendo nel momento in cui l’evento stava avvenendo.

Immagino che molti di voi ricordino cosa stavano facendo il primo maggio del 1994.

Chi scrive era all’interno di un bar di paese. In un angolo a guardare l’inizio del Gran Premio di San Marino, mentre la squadra tennistica di cui facevo parte allora stava disputando le partite decisive della giornata.

Ricordo esattamente cosa dissi, a voce bassa.Quando la telecamera dall’elicottero inquadrò il casco giallo appoggiato su un lato dell’abitacolo: “esci da quella macchina, esci da quella macchina”.Dentro di me l’avrei voluta urlare quella frase, ma la situazione non lo rendeva possibile, a meno che non volessi passare per lo squilibrato del giorno.

La morte di Ayrton Senna fu solo l’orribile apoteosi di un week end maledetto. E che per uno scherzo del destino ha fatto in modo che io ne facessi parte anche se da comparsa.

Il giorno prima, in compagnia di un amico, ero ritornato dopo 3 anni su un circuito per vedere i bolidi correre dal vivo, ascoltare il rombo dei motori, respirare l’atmosfera unica che solo un circuito può regalare.

Il ritorno di quel viaggio non fu per nulla allegro. E i sensi di colpa mi colpirono più di quanto mi aspettassi. La morte di Roland Ratzemberger mi aveva sconvolto. E il fatto che durante una giornata che mi ha regalato la gioia di godere dal vivo della mia passione, sia mancato in modo tragico un protagonista di detta passione mi scatenò enormi sensi di colpa.

Ventiquattro ore dopo quell’angoscia tornò a colpire in modo violento e malvagio, in quel bar di paese avrei voluto avere il teletrasporto di Star Trek per riportarmi a casa in una frazione di secondo a sfogare la mia tristezza mista a rabbia tra quattro mura e lontano da chiunque.

Se n’era andato il più grande di tutti. Un talento immenso che ha regalato al mondo imprese incredibili, cominciando dal Gran Premio di Montecarlo del 1984. Quando, sotto un diluvio incredibile, riuscì a portare la sua Toleman al secondo posto, che sarebbe sicuramente diventata una vittoria incredibile se “giochi di palazzo” non fecero in modo di favorire Alain Prost fermando la corsa quando il francese era in testa alla gara. Come dimenticare il giro magico di Donington 1993, quando dalla partenza alla fine del primo giro superò tutti gli avversari passando dal quinto alla prima posizione e anche in quella occasione sotto la pioggia.

Ayrton Senna
Ayrton Senna

Ma Senna non fu solo uno straordinario pilota. Fu anche uno straordinario essere umano, fervido credente, un filantropo che, conscio della sua posizione privilegiata, creò una fondazione tuttora attiva che aiuta i bambini e i ragazzi che vivono nelle favelas di San Paolo ad avere un’istruzione che garantisca loro un futuro che li porti fuori dalla povertà e dai pericoli della vita nelle favelas.

Sono passati trent’anni da quella tremenda domenica e da quell’orribile fine settimana. Le cause dell’incidente sono state appurate, i responsabili non sono stati puniti grazie ai “giochi di palazzo” di cui sopra. Il “sacrificio” di Ratzemberger e di Senna ha fatto in modo che le regole del gioco cambiassero e che le macchine di oggi siano estremamente sicure ed affidabili. Ma il carisma di quel brasiliano dallo sguardo malinconico non ci ha mai abbandonato, sarebbe riuscito a lottare con l’astro nascente Schumacher?, avrebbe mai guidato una Ferrari?, quanti mondiali avrebbe potuto ancora vincere?

Sono domande che, oggi, sono retoriche e prive di senso, ma che i milioni di appassionati nel mondo che lo ricordano ogni giorno e lo osannano ancora come se fosse ancora qui tra noi, si fanno ancora oggi.

P.s.: non voglio in alcun modo fare pubblicità a chi sicuramente non ne ha bisogno, ma chi volesse approfondire la conoscenza di Senna “persona” consiglio la lettura dello stupendo Suite 200 scritto dal grande Giorgio Terruzzi, giornalista sportivo e grande amico di Senna.

1  Luca Di Lonardo

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