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Supersex, l’altro volto del cinema hard

Supersex, l’altro volto del cinema hard. La nostra recensione sulla Serie TV Netflix dedicata alla vita di Rocco Siffredi


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Supersex – La locandina

Raccontare la storia e l’evoluzione del cinema hard, attraverso le vicende di uno dei suoi maggiori esponenti, senza cadere nel volgare.

A compiere questa impresa, realizzando un ottimo prodotto, è stato il colosso streaming Netflix. Che con Supersex, serie tv del 2024, è riuscita ad andare oltre le banalità dell’argomento trattato.

Lo sceneggiato in questione narra la vita di uno degli attori più popolari della scena hard: Rocco Siffredi. Partendo dalla sua infanzia e sviscerando le vicende che hanno condotto Rocco Antonio Tano all’apice di questo mondo.

Il punto di forza del prodotto è proprio dato dalla coscienziosità con cui è stato realizzato e presentato al pubblico.

Perché Supersex è molto più del semplice approccio del protagonista con una specifica realtà. Ma una vera e propria evoluzione di ciò che una persona ha dovuto affrontare negli anni. Che lo ha portato dapprima a scontrarsi con una realtà particolare, legata a canoni precisi imposti e radicati nel tempo. Poi modificare il suo modo di vedere le cose grazie alla conoscenza di altri luoghi. E infine a confrontarsi nuovamente con una quotidianità che lo vedeva solo per quello che appariva.

A questa premessa si associa un cast fenomenale.

Borghi (Siffredi), Giannini (Tommaso), Jasmine Trinca (Lucia) e tutti gli altri attori coinvolti sono a dir poco straordinari. Non solo perché riescono a calarsi perfettamente nella parte. Ma anche perchè sono riusciti a rendere al meglio i diversi soggetti, facendoli muovere nel mondo descritto in base al loro background sociale e culturale.

Accanto al lavoro eccellente di chi ha partecipato attivamente alla serie, è necessario citare sceneggiatore e registi.

Matteo Rovere, Francesco Carrozzini, Francesca Mazzoleni e Francesca Mainieri (sceneggiatrice e ideatrice di Supersex), da un lato sono riusciti a raccontare i fatti dell’esistenza di Rocco Siffredi. E dall’altro hanno abilmente messo in scena il romanzo delle vicende, trasponendolo al grande pubblico sotto forma di metafora.

Alessandro Falanga

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