Il furore e la violenza

Il furore e la violenza, delitti e vendette in preiferia

Il furore e la violenza, delitti e vendette in preiferia. La nostra recensione del romanzo di Ivo Gazzarini edito Skull Press (2023)


Il furore e la violenza
Il furore e la violenza – La copertina del romanzo

Un piccolo centro della Toscana. Un omicidio che scoperchia un vaso di Pandora. E una vendetta che non porta a nulla.

Il furore e la violenza (Skull Press, 2023) di Ivo Gazzarini è il più classico dei thriller psicologici che sconvolge un ambiente considerato dai più tranquillo.

La trama narra la scoperta di un cadavere di una donna a Ponte a Egola. Il ritrovamento non solo mette in moto delle conseguenze dettate da segreti personali. Ma anche un meccanismo vendicativo che destabilizzerà ancor più la comunità.

Il nuovo lavoro dell’autore toscano trova il suo punto di forza nell’ambientazione.

Far svolgere tutto l’accaduto in una periferia considerata lontana dalle brutte storie genera ben due conseguenze.

La prima è che viene ribaltato totalmente il concetto di ridente cittadina a favore di una più realistica visione della quotidianità.

Il secondo dato, invece, mette in evidenza quel tratto distintivo dei piccoli centri, fatto di virtù pubbliche e vizi privati, che spesso e volentieri viene messo in secondo piano.

Dal punto di vista stilistico, grazie a un ottimo espediente, si può dire che l’autore cattura immediatamente l’attenzione del lettore.

La divisione in due parti dello scritto da un lato consente di conoscere alla perfezione i soggetti coinvolti nella storia e il loro passato. Dall’altro porta alla pura descrizione dell’azione che investe Ponte a Egola come un uragano.

Così facendo il lettore si appassiona alle vicende, conoscendole per filo e per segno, e cerca di scoprire tra le pagine quale sarà la conclusione di tutto.

A ciò, infine, si associa la fugacità della narrazione.

Nelle prime pagine lo scrittore pare far prendere una rincorsa ai fatti, che si scatena con tutta la sua forza nella parte centrale per poi rallentare il passo nel finale.

Alessandro Falanga

 

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