Gigi Riva

La cavalcata trionfale dell’Italia e di Gigi Riva alla conquista del Campionato Europeo 1968

La cavalcata trionfale dell’Italia e di Gigi Riva alla conquista del Campionato Europeo 1968


Gigi Riva
Gigi Riva

Il 22 gennaio ci ha lasciato un altro pezzo della grande storia calcistica italiana.

Gigi Riva è morto entrando nella leggenda e lasciando tuttora record imbattuti.

In questo articolo vogliamo ricordarlo con la maglia azzurra vincitrice del Campionato Europeo 1968. In realtà il suo esordio con la maglia della nazionale avvenne nel 1965 a soli 20 anni grazie alla lungimiranza dell’allora Commissario Tecnico Edmondo Fabbri che lo schiera in un’amichevole con l’Ungheria.

Poi non trova però spazio nella nazionale che disputò i mondiali del 1966 in Inghilterra, manifestazione che ancora oggi ricordiamo per la cocente e sconcertante sconfitta contro la modesta Corea del Nord.

Quell’evento scosse in modo repentino il sistema calcio italiano che a quel punto decise di ripartire da zero.

I nomi dei due tecnici che avrebbero avuto l’ingrato e arduo compito di ricostruire una nazionale dalle macerie dell’esperienza inglese erano quelli di Helenio Herrera e Ferruccio Valcareggi.

All’inizio della nuova gestione Riva non riuscì a trovare subito spazio in quanto il Mago Herrera prevaricò sulle idee di Valcareggi formando la squadra convocando prevalentemente i giocatori della sua Inter. Il binomio Herrera-Valcareggi duro circa un anno, dopo di che il Mago scelse di dedicarsi solo alll’Inter lasciando campo libero al solo Valcareggi.

Il girone di qualificazione sorrise all’Italia che pescò dall’urna Romania, Cipro e Svizzera.

Le prime due gare vedono le nette vittorie degli azzurri contro la Romania (3-1 a Napoli) e in trasferta contro Cipro (2-0). Nel marzo 1967 si spalancano finalmente le porte per Riva della Nazionale in occasione di un incontro amichevole contro il Portogallo di Eusebio. Purtroppo non fu un esordio felice. Sotto di un gol, cercando di sfruttare un passaggio in profondità che avrebbe potuto portare al pareggio, si scontra con il portiere lusitano in uscita spericolata, Rombo di Tuono non tira indietro il piede e il risultato è la frattura del perone che lo terrà lontano dai campi di gioco per circa 6 mesi.

Gigi Riva
La nazionale italiana all’Europeo del 1968

Durante la sua assenza la nazionale prosegue il suo cammino nel girone battendo la Romania a domicilio per 1-0. Il ritorno dell’attaccante di Leggiuno fu di quelli degni del suo soprannome. Piazzò una tripletta nella facile vittoria con Cipro (5-0) e un’altra doppietta nel pareggio a Berna con la Svizzera (2-2). Mentre il sesto gol in nazionale in 3 partite arrivò nella gara di ritorno con la Svizzera giocata a Cagliari in cui l’Italia si impose con un rotondo 4-0.

La strada per Riva in Nazionale sembra ormai segnata, ma ancora una volta guai fisici lo costringono a fermarsi. Una fastidiosa pubalgia lo colpisce nel mese di Marzo 1968 e lo costringe a saltare gli ultimi impegni di campionato con il Cagliari e con la Nazionale.

Concluso il girone di qualificazione ampiamente al primo posto, ai quarti di finale ci attende l’insidiosa Bulgaria. La gara di andata si gioca a Sofia in uno stadio che dal primo all’ultimo minuto incita la propria nazionale. Valcareggi decide di sostituire l’infortunato Riva con Pierino Prati e la mossa alla lunga si dimostrò esatta. La partita fu un’autentica battaglia che vide imporsi i padroni di casa con il risultato di 3-2. Tutto si sarebbe deciso nella gara di ritorno che si svolse a Napoli. Si trattò del primo capolavoro del cammino europeo degli azzurri, il commissario tecnico fece esordire in quella partita Dino Zoff, che fu fondamentale nel proteggere la nostra porta, e ripropose al centro dell’attacco Prati. Che segnò la rete del vantaggio italiano nel primo quarto d’ora di partita e con la squadra che la chiuse nel secondo tempo una rete di Domenghini su punizione.

La nazionale conquista così l’accesso alla fase finale del torneo e il nuovo presidente della Federazione Artemio Franchi riesce nell’impresa di far assegnare all’Italia l’organizzazione della manifestazione.

Il sorteggio determinò le semifinali Italia-URSS e Jugoslavia-Inghilterra. Valcareggi decise di convocare anche Gigi Riva suscitando pesanti polemiche in quanto il calciatore non aveva ancora risolto i suoi problemi fisici.

La semifinale con i sovietici si giocò allo stadio San Paolo di Napoli davanti a circa 75000 persone, fonti ufficiose parlano addirittura di 100mila. E fin da subito ci si rese conto che la squadra russa aveva ben altra caratura tecnica e fisica rispetto alle squadre affrontate fino a quel momento. Fu una nuova battaglia sportiva. Dopo soli 3 minuti si infortuna Gianni Rivera, con il regolamento di allora che non prevedeva la possibilità di effettuare sostituzioni. Per cui praticamente l’Italia giocò l’intera partita in 10 uomini. Al 90’ il risultato era fermo allo 0-0 iniziale e nei tempi supplementari un nuovo infortunio a Bercellino obbliga gli azzurri a difendere la propria porta con le unghie e con i denti riuscendo a mantenere le reti bianche fino al termine dei supplementari. A quei tempi non esisteva la lotteria dei calci di rigore, per cui la squadra finalista venne decisa dal lancio della monetina. Dopo attimi di tensione pura, il capitano Facchetti esce dallo stanzino dell’arbitro esultando e facendo gioire l’Italia intera accedendo alla finale europea dove incontrerà la Jugoslavia che nel frattempo ha regolato con il minimo scarto l’Inghilterra.

La Jugoslavia di quei tempi era considerata una vera e propria corazzata capace di battere qualunque squadra se si trovava nella giornata giusta.

Valcareggi opera dei cambiamenti rispetto alla gara con l’URSS, sostituendo i due infortunati Rivera e Bercellino con Lodetti e Guarneri. In attacco, non potendo ancora schierare Riva, il commissario tecnico conferma Prati a cui affianca un giovane giocatore del Varese tale Pietro Anastasi.

La gara si mette in salita verso la fine del primo tempo quando la Jugoslavia passa in vantaggio e l’inerzia sembra saldamente nelle mani degli slavi. Il secondo tempo arrembante degli azzurri porta al sospirato pareggio a 10 minuti dal termine con Domenghini. L’1-1 così maturato non cambia più e si arriva così alla fine dei tempi supplementari. A differenza della semifinale non ci fu in questo caso il lancio della monetina per stabilire la vincitrice del trofeo, con la gara da rigiocare 2 giorni dopo.

Ed ecco che il secondo miracolo sportivo di Valcareggi prende forma.

Il tecnico cambia cinque undicesimi della prima formazione proponendo al centro dell’attacco Gigi Riva affiancato nuovamente da Anastasi. Il rischio è elevato, Rombo di Tuono non gioca una gara da marzo e sicuramente non è in una forma fisica accettabile, ma fin da subito si applica per ripagare la fiducia concessa dal commissario tecnico. Crea scompiglio nella difesa slava che comprende che questa gara sarà molto diversa da quella di due giorni prima. Nell’arco di pochi minuti Riva prima, su assist di Anastasi, tenta la semi rovesciata, poi si mettein proprio provando a cercare la porta dalla distanza per due volte. La prima lambendo il palo e la seconda costringendo il portiere alla deviazione in angolo. Ma la difesa slava vacillava pericolosamente e cadde al 12’ del primo tempo: un tiro di Domenghini deviato mise in condizione Riva di trovarsi davanti alla porta e segnare il gol del vantaggio e potè finalmente esultare. Dopo venti minuti dal primo gol un assist di De Sisti consentì ad Anastasi di segnare uno spettacolare gol in rovesciata. Nel secondo tempo la partita non ebbe più storia, l’Italia riuscì a gestire il doppio vantaggio e riportare un trofeo calcistico in Italia dopo le vittorie di Pozzo ai mondiali degli anni 30. Gigi Riva viene acclamato ad eroe nazionale, per la caparbietà e la potenza del suo gioco. Due anni dopo in Messico il miracolo era sul punto di ripetersi, ma il grande Brasile di Pelè ci impedì di ripetere il successo dell’Europeo.

Immagini www.figc.it

1  Luca Di Lonardo

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