Mixed by Erry

Mixed by Erry, la musica e l’Italia di qualche anno fa

Mixed by Erry, la musica e l’Italia di qualche anno fa. La nostra recensione del film diretto da Sydney Sibilia


La musica degli anni novanta. In una Italia che si apprestava ad affrontare diversi cambiamenti. E con un marchio particolare noto ai più.

Mixed by Erry
Mixed by Erry – La locandina del film

Mixed by Erry (2023) di Sydney Sibilia non è solo la storia dei fratelli Frattasio e del celebre timbro che compariva sulle cassette contraffatte. Ma la descrizione di un Paese che si trovava in una tempesta culturale in cui il passaggio agli anni novanta del novecento era accompagnato da tante novità nella vita di tutti i giorni.

La trama narra le vicende, per l’appunto, di Giuseppe, Enrico e Angelo Frattasio. Che a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta si inventarono un modo, non del tutto legale, per sbarcare il lunario.

La forza della pellicola è data, a nostro parere, da un binomio fondamentale: la famiglia e le ambientazioni.

Questi due elementi, che si alternano e si amalgamano tra loro portando a varie evoluzioni, non solo tendono a reggere l’intera impostazione. Ma a portare gli spettatori a ripercorre i tempi passati.

Gli anni che vanno dal 1985 al 1992 sono altrettanto fondamentali. Perché mettono in evidenza ciò che eravamo. E portano alla luce una serie di ricordi dettati proprio da quella stampigliatura che tanto di noi hanno visto sulle cassette.

Così facendo il regista consente tanto ai coloro che hanno vissuto quell’epoca di riviverla nei ricordi. Quantoo alle nuove generazioni di conoscerla tramite i racconti che emergono dal lavoro in questione.

Perché le compilation, i rapporti interpersonali e le dinamiche socialie erano altro rispetto ad ora.

A tutto ciò, infine, si associa il racconto dei fatti e la maestria del regista nell’esporli.

La vita dei fratelli Frattasio, seppur immersa in quella sfera di illegalità, fa emergere qualcosa di più dei tre ragazzi e della loro esperienza. Che parte da un amore per la musica e dalle possibilità ristrette di far emergere questo sentimento se non come fatto.

L’intero dato viene messo in scena perfettamente da Sibilia che, spesso e volentieri, enfatizza il tutto grazie a stupendi primi piani, a riprese dei vicoli di Napoli e grazie a una notevole fotografia di Valerio Azzali.

Alessandro Falanga

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