La fame della foresta

La fame della foresta, incubi e leggende ad alta quota

La fame della foresta, incubi e leggende ad alta quota. La nostra recensione del lavoro di Debora Parisi edito Delos Digital (2022)


La fame della foresta
La fame della foresta – La copertina del romanzo

L’orrore della guerra ad alta quota. Il tutto immerso in uno scenario dominato da miti e leggende. Che fa da sfondo a una più cruda realtà in cui la sopravvivenza supera i limiti della dignità umana.

La fame della foresta (Delos Digital, 2022) di Debora Parisi è un concentrato di horror che facilmente si può trasposto in una situazione reale come quella descritta.

L’ambientazione è quella del 1941. Con l’esercito sovietico accampato in Finlandia nel tentativo di sconfiggere il nemico e portare a casa la pelle.

Il Capitano Viktor Sokolov e il suo esercito combattono per sopravvivere, ma, preda della fame e del freddo, si tramutano pian piano in bestie feroci.

Il punto forte, a nostro parere, de La fame della foresta è dettato dalle sensazioni forti che l’autrice genera nel lettore.

Le descrizioni puntuali, condite da sensazioni vissute dai protagonisti, non solo immergono lo spettatore nell’atmosfera presente tra le pagine. Ma lo rendono protagonista delle vicende, e delle sofferenze, che attanagliano gli uomini della storia.

L’oscura situazione, inoltre, è avvolta nel mistero grazie a un ottimo escamotage letterario che porta diversi quesiti: Cosa spinge i soggetti a fare quello che fanno? Sono realmente vittime di qualcosa di più grande, oppure sono solo impazziti a causa delle condizioni in cui vivono?

Grazie a questo alone di mistero Parisi da un lato rende il tutto più dark, attribuendo quel lato horrorifico all’intera vicenda. Dall’altro fa evolvere i fatti in modo tale da poter lasciare un’interpretazione precisa di ciò che accade a chi si ritrova il libro tra le mani.

Infine, non è possibile non citare il protagonista: il Capitano Viktor Sokolov.

Le peculiarità e il background di questo personaggio sono tali da far emergere sentimenti contrastanti nei suoi confronti.

Si prova compassione all’inizio per la situazione in cui si trova. Lo si condanna quando comincia a rendere evidenti i primi segni di squilibrio. Lo si odia quando si scopre tutta la verità sulla sua figura.

In sintesi, in poche pagine Debora Parisi porta alla luce un testo gradevole e più che godibile. Che oltre a far appassionare sulla cultura norrena, tende a guardare il mondo che viviamo con sguardo differente.

Alessandro Falanga

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *