Nictofobia

Nictofobia, l’horror secondo Angelo Parisi

Nictofobia, l’horror secondo Angelo Parisi. La nostra recensione della raccolta di racconti edita Editrice Hermanion (2023)


Nictofobia
Nictofobia – La copertina della raccolta di racconti

Storie normali. A volte eccessivamente ordinarie. Che, però, si tramutano in un attimo in atroci scenari degni del genere.

Nictofobia (Editrice Hermaion, 2023) di Angelo Parisi è un lavoro molto interessante. In cui non solo si cerca di creare tensione attraverso diversi espedienti letterari. Ma anche sviluppare una metrica a sé stante in cui inserire dei racconti degni di nota.

La raccolta di storie dell’autore potentino, infatti, è variegata sotto tanti punti di vista. Andando a mescolare vari elementi che rendono godibile questa opera.

Ciò che emerge con forza è dato dalla normalità degli scenari presentati.

In sostanza Parisi in ogni suo scritto breve presenta una situazione tipo della vita di tutti i giorni. Questa, però, con il passare delle pagine diventa sempre più oscura, fino a evidenziare l’aspetto horrorifico al suo interno.

Le vicende descritte non sono sempre frutto di causalità. Ma spesso, e volentieri, si verificano a causa di un passato mai celato, avidità, sopraffazione e crudeltà.

Da questo specifico dato, quindi, si evincono le tematiche trattate all’interno di Nictofobia.

L’autore, difatti, cerca di portare alla luce gran parte dei mali che si annidano nella nostra società. E che spesso sono celati sia da un’indifferenza che da una maschera dietro cui il carnefice si nasconde.

Attraverso questo sguardo sulla realtà lo scrittore pare cercare tanto non dimenticare, quanto riscattare le vittime inserendole spesso in ambientazioni specifiche.

Molto importante, inoltre, è l’influenza dei tempi passati.

La fine degli anni ’80 e gli anni ’90 sono molto presenti nel libro, al punto da rendersi protagonisti in diversi passi con citazioni musicali e cinematografiche molto esplicite.

Infine, non è possibile non citare la metrica utilizzata da Parisi nel suo Nictofobia.

I periodi brevi o brevissimi, interrotti spesso da un punto, e la frammentazione di concetti complessi da un lato fa aumentare l’attenzione del lettore e dall’altro conduce a un pathos crescente fino alla horrorifica conclusione.

Alessandro Falanga

 

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