Natale a 30 anni

Natale a 30 anni, i nostri auguri di buone feste

Natale a 30 anni, i nostri auguri di buone feste con la recensione del nuovo lavoro dei Minimad


Natale a 30 anni
Natale a 30 anni – Una scena del cortometraggio

Augurare il Natale con goliardia guardando al presente e al futuro. Portando alla luce tutti gli stereotipi di quella che è la nostra quotidianità.

Natale a 30 anni, del duo comico Minimad, è una parodia che in poco meno di 4 minuti ci sbatte in faccia la cruda realtà strappandoci però anche una risata, seppur amara.

Il titolo è riduttivo, in termini di età. Perché risulta calzante anche per i 40enni e magari anche per i 50enni.

Il giovane figlio che nonostante l’età crede ancora all’esistenza di Babbo Natale come panacea di tutti i mali. Che attraverso sedute dall’osteopata e Gaviscon, si mostra un bravo bambino e un bravo contribuente. Che con il pagamento F24 e fondi pensionistici ha la necessità di voler far credere di avere vari interessi e voglia di crescere per se stesso.

Di fatto la situazione media in cui si trovano molte persone nel range d’età tra i 30 e i 40.

Giovani che nonostante una volontà e intraprendenza nel creare e sviluppare le proprie idee e i propri sogni si scontrano l’amara realtà, con un socio occulto che crea ostacoli burocratici, e che come compenso, sotto forma di tasse, balzelli e quant’altro, prende una cospicua parte del (ipotetico) guadagno.

Ma ecco che il desiderio più grande viene avverato. Il posto fisso!!! (Checco docet). Magicamente scompaiono le ansie, le responsabilità, i doveri e d’incanto iniziano i diritti (dovuti o pretesi): la paga, le ferie, i buoni pasto, l’auto (slitta) aziendale, i buoni benzina (fieno).

E’ anche una descrizione centrata della figura del non più ragazzo ma non ancora uomo di questo primo quarto di secolo con a casa con i genitori, perché il lavoro non gira e per il suddetto socio occulto, con la mancanza di attitudine al rischio e all’uscire dalla confort zone identificata dal tetto genitoriale, assenza di interesse alla vita, intesa come esplorazione, conoscenza interiore e non, sperimentazione.

Come detto sono tante le note amare lasciate da questo prodotto pur ispirato ad una festività che dovrebbe regalare spensieratezza e serenità. Ma le note ironiche e divertenti, tra cui l’accento romano che sdrammatizza la situazione generale, unitamente alle doti espressive degli interpreti e dall’ assurdità della sceneggiatura, rendono il tutto più leggero e armonioso.

Proprio come l’atmosfera di questi giorni.

BUON NATALE DAL DIARIO DI RORSCHACH

1  Luca Di Lonardo

Alessandro Falanga

 

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