Tomka

Tomka, uno straordinario fumetto firmato Carlotto – Palumbo

Tomka, uno straordinario fumetto firmato Carlotto – Palumbo. La nostra recensione del lavoro edito Rizzoli


Tomka
Tomka – La copertina del fumetto

Una storia nella storia. Che al suo interno alterna figure particolari che non solo caratterizzano gli eventi descritti, ma rendono particolare l’intera struttura del racconto.

Tomka, progetto che nasce nel 2003 e viene ripresentato dieci anni dopo da Rizzoli, è un straordinario lavoro che un duo formidabile, Carlotto e Palumbo, rendono unico.

La trama narra le vicende di Tomka, un gitano che dopo i fatti di Guernica si ritrova tra le fila dell’esercito che combatte per la Repubblica nella guerra civile spagnola.

All’interno di un contesto orribile, come quello del conflitto bellico, l’uomo troverà l’amore e si destreggerà in quella situazione atipica.

Dopo diverse peripezie, giungerà una conclusione che descrive nettamente l’orrenda realtà narrata.

Tomka è un lavoro originale che presenta diversi elementi di base che lo rendono unico.

La storia nella storia è di per sé un dato specifico per due ragioni.

In primo luogo vengono raccontati i fatti così come sono andati, con tanto di intermezzi dedicati alle singole situazioni che permettono di comprendere a pieno l’epoca descritta.

In secondo luogo, la storia di Tomka percorre, in maniera parallela, una strada specifica per diversi motivi.

Innanzitutto viene catapultato in un contesto sconosciuto un personaggio come lui che è quanto più distante dalla politica e dalla vita militare. Poi si individua un cammino in cui vengono rivelate, attraverso le vicende del protagonista, le conseguenze tragiche che si porta dietro la circostanza considerata.

Tomka, inoltre, è un fumetto in cui i contrasti la fanno da padrone.

Detto del protagonista è possibile individuarne almeno altri due: la vita e la morte e l’odio e l’amore.

Il fumetto, infatti, è carico di questi quattro fattori che allontanano e avvicinano continuamente i personaggi. E, allo stesso tempo, scandiscono le vicende in base allo scorrere del tempo.

L’assenza di molti dialoghi, con tante tavole dedite alla spiegazione, e i tanti primi piani rappresentano la ciliegina sulla torta.

Palumbo, che fa emergere il proprio estro, cerca difatti di far vivere le emozioni al lettore in questo modo. Preferendo diverse parti dedicate alle sensazioni provate e alla contestualizzazione del racconto ai dialoghi.

Alessandro Falanga

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