Dahmer

Dahmer, storia di un mostro americano

Dahmer, storia di un mostro americano. La nostra recensione della serie tv targata Netflix


Dahmer
Dahmer – La locandina

Quando si giudica una serie tv o un film lo si fa commentando il prodotto di finzione, la sua regia, il suo cast. E non la storia vera oggetto del suo racconto.

Pochissimi conoscono i fatti realmente accaduti, ma qui si parla della serie televisiva; Dahmer ha diviso nettamente il pubblico: la critica lo ha lodato (e ci mancherebbe, storia creata da Ryan Murphy, regia di Jennifer Lynch figlia di un certo David  e cast da paura).
Il pubblico si è diviso tra chi ha amato la serie e chi si è chiesto se fosse giusto portare sul piccolo schermo la storia di un mostro come Jeffrey Dahmer.
Dahmer è la storia di un mostro, magnificamente interpretato da Evan Peters, e di come questo mostro sia riuscito a farla franca nell’America razzista dei primi anni novanta.
E’ una storia di incompetenze (da parte della polizia), orrori e di enormi sensi di colpa.
Il Mostro di Milwaukee è stato per un decennio buono un incubo vivente. Lasciato in libertà nonostante i sospetti dei suoi vicini, sceglieva accuratamente i suoi obiettivi tra gli omosessuali di colore ed asiatici all’interno di un quartiere controllato poco e male dalla polizia del luogo.
Dahmer
Dahmer – Una scena della serie tv

La serie racconta tanto il carnefice quanto le vittime: numerose, lasciate sole, abbandonate.

Se la prima parte della serie si concentra sul mostro e sulla sua nascita ecco che la seconda parte mette in luce le vittime, la vicina di casa di Dahmer, i suoi genitori.
Non è una serie che mitizza il cattivo, anzi cerca di studiarlo per capirne i comportamenti.
Non una serie per tutti, e non può esserlo. Chi guarda Dahmer può restare traumatizzato da diverse scene forti.
Chi ama la serie televisive – e tutto il catalogo di Ryan Murphy – non può che applaudire per come la storia viene messa in scena. Con flashback che spaziano dagli anni settanta agli anni novanta – e per come viene interpretata.

L’idea di Murphy, a scanso di qualsiasi futile polemica, è quella di parlare di un personaggio che, volente o nolente, fa parte della cultura di massa degli Stati Uniti.

Dahmer, la serie Netflix, si fa portavoce di un’importante denuncia sociale, in difesa della comunità nera, bersaglio del killer, e a sfavore della polizia e dei media americani.

Antonio Soda

1 thoughts on “Dahmer, storia di un mostro americano”

  1. *Giusto portare in tv una storia del genere
    *Giusto mettere in evidenza gli errori della polizia che continuano a tralasciare certi tipi di richieste d’aiuto
    *Cosa vuol dire “mitizza”?
    *Chi guarda la serie: 1) se è uno squilibrato imparerà i segreti del mestiere 2) chi vive senza pensieri saprà di stare più attento e non fidarsi sempre 3) io che ho paura anche del buio, sono riuscita a guardare tutte le puntate per capire meglio la criminologia

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