Bang Bang Baby

Bang Bang Baby, un successo internazionale targato Prime Video

Bang Bang Baby, un successo internazionale targato Prime Video. La nostra recensione della serie diretta da Michele Alhaique, Giuseppe Bonito e Margherita Ferri


Bang Bang Baby
Bang Bang Baby – La locandina

Tra le tante produzioni televisive, negli ultimi anni quelle italiane sono riuscite ad emergere con forza sul piccolo schermo.

Ai più celebri Romanzo Criminale e Gomorra, si sono palesati al pubblico anche altri grandi lavori che hanno ricevuto elogi non solo nazionali.

In questo ambito è possibile citare Suburra, Liberi tutti e L’Alligatore che non solo hanno stupito gli utenti nostrani, ma si sono fatti apprezzare anche in diverse parti del mondo.

All’interno di questa nuova cerchia è possibile trovare anche un nuovo prodotto televisivo: Bang Bang Baby.

Ispirata al romanzo autobiografico di Marisa Merico L’intoccabile, e distribuita da Prime Video, Bang Bang Baby è la serie giusta al momento giusto.

La storia che si articola nei dieci episodi della prima stagione racconta le vicende di Alice, sedicenne di Milano, che viene catapultata in una realtà a dir poco tremenda.

Difatti, dopo aver scoperto che suo padre è ancora vivo, entra in contatto con l’ambiente delle ndrine che a fine anni ottanta stanno cercando di allargare il proprio dominio nel nord Italia.

Sono tanti i tratti che distinguono questo sceneggiato tricolore. E tutti ci hanno piacevolemnte sorpreso per qualità e peculiarità del progetto.

Innanzitutto, Bang Bang Baby può essere definita come una serie psichedelica.

Al netto dei colori utilizzati per le scritte, che catturano nettamente lo spettatore, si viene proiettati direttamente in un viaggio mentale da cui è difficile uscire.

Il dato in questione, che rende il lavoro apprezzabilissimo, è strettamente collegato a due elementi strutturali: il tempo e i protagonisti.

Il primo, centrale per comprendere il contesto in cui ci si muove, è colmo di riferimenti di ogni tipo all’epoca.

Le serie TV di allora, le location in cui si muovono i personaggi e dei brani musicali di quegli anni caratterizzano al meglio lo sceneggiato.

Proprio gli ultimi rappresentano la vera ciliegina sulla torta. Perché ogni momento è perfettamente scandito da un brano che ha una duplice capacità. Rappresentare al meglio il momento considerato. E dipingere efficacemente il soggetto che compie l’azione.

Il secondo elemento, invece, mette in mostra tanto le capacità degli attori quanto la magnificenza dei personaggi.

In questo ambito, riteniamo necessario concedere spazio a due specifiche categorie.

Le donne sono il pilastro di tutto il lavoro. Alice, Nonna Lina, Gabriella, Giuseppina, Assunta e tutte le altre si prendono tutta la scena e ne diventano degne protagoniste di un prodotto ben al di sopra della media.

Sono donne forti, capaci di influenzare le scelte proprie e altrui e in grado di evolversi e far evolvere le differenti situazioni.

Nella seconda categoria, invece, rientra una coppia che ha lasciato il segno in Bang Bang Baby: i cugini Ferraù.

Giorgia Arena e Andrea Gerardi si presentano sullo schermo grazie ad un’amalgama particolare. Sono diversi, ma uguali. Distanti nei modi di fare, ma più simili di quanto si pensi. Ed entrambi con un sogno, che va al di là della loro appartenenza, che riescono a distruggere con le loro mani senza volerlo veramente.

Menzione speciale, infine, va a Adriano Giannini.

Il figlio d’arte, non solo rivela una grande abilità recitativa. Ma, con un baffetto che ricorda tanto il padre Giancarlo, si rende degno di raccogliere un testimone come attore in grado di affrontare qualsiasi realtà territoriale, al pari del genitore.

Alessandro Falanga

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