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Cité, la storia del comissario Bernadette Bourdet. La B.B. di Marsiglia

Cité, la storia del comissario Bernadette Bourdet. La B.B. di Marsiglia. La nostra recensione del fumetto di Carlotto – Carbone – Bissantini


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Cité – La copertina del fumetto

Negli ultimi anni, il noir italiano si è ritagliato un proprio specifico spazio nell’affascinante universo dei fumetti.

Nella galassia delle pubblicazioni, infatti, abbiamo avuto modo di apprezzare prodotti come Alligatore Dimmi che non vuoi morire, 5 è il numero perfetto e Ballata per un traditore con il suo seguito Refrain.

Anche questo 2022 ha portato alla luce una piacevolissima sorpresa nello stesso ambito. E anche questa volta, centrale è uno degli autori più amati dal nostro sito: Massimo Carlotto.

Assieme a Irene Carbone (disegni) ed Emanuele Bissantini (sceneggiatura), lo scrittore padovano ci ha regalato un’altra grande perla a fumetti: Cité.

Edito Roun Robin, il volume è un concentrato di puro noir che porta all’ennesima sublimazione di un settore ancora oggi poco considerato.

Cité narra le vicende del commissario Bernadette Bourdet, detta B.B., nella città di Marsiglia. B.B. non è ben vista dai vertici della polizia per i suoi metodi sui generis. E anche i malviventi con cui ha a che fare non la digeriscono più di tanto.

Marsiglia, inoltre, è una città molto particolare. Dove il sommerso tende a non emergere, pur condizionando la quotidianità. E la sottile linea che suddivide il lecito dall’illecito spesso si intreccia, fino a rendersi poco distinguibile.

Questo nuovo fumetto del trio CarlottoCarboneBissantini continua perfettamente su quella strada tracciata in passato nel mondo dei fumetti. E consente, allo stesso tempo, di ergersi a ottimo lavoro grazie a diversi elementi che lo rendono unico.

ll punto di forza di Cité è dato, senza dubbio, dal connubio tra Bernadette Bourdet e la città di Marsiglia.

I due soggetti, non dissimili tra loro, si rendono totali protagonisti della storia e dell’andamento delle singole vicende.

Mal visti da coloro che conoscono, ma contemporaneamente amati alla follia. Irriverenti quando serve e rispettosi quando ci sono in gioco delle vite. E sfrontati in determinate circostanze, come schivi in altre. Praticamente due facce della stessa medaglia.

A questo binomio, si aggiunge il modo di agire di B.B. che, secondo il nostro parere, si muove in un modo non dissimile da un classico vigilante.

Nella cupa città, difatti, il commissario si destreggia in modo tale da arrivare a quella giustizia giusta, non sempre perseguita dai canali ufficiali, pur essendo disprezzata per questi panni indossati.

In tal modo B.B. pare quasi ricoprire il ruolo dell’eroe silenzioso che vigila sulla città e che sopporta questo sentimento avverso da parte del resto del luogo. In sostanza, è l’eroe che la città merita ma che, secondo alcuni, non serve.

A rappresentare il tutto in maniera perfetta c’è poi lo straordinario lavoro di Irene Carbone. Il tratto non deciso e le tavole acquerellate non solo rendono tangibile le sfumature di una spettacolare vicenda. Ma costituiscono una perfetta cornice che consente al lettore di comprendere immediatamente i toni e le atmosfere di un’eccezionale storia noir.

Alessandro Falanga

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