Guarda dove vai

Guarda dove vai, l’amore in tutte le sue espressioni

Guarda dove vai, la raccolta di racconti fondata sull’amore. La nostra recensione dell’esordio letterario di Daniele Pratesi


Guarda dove vai
Guarda dove vai – La copertina della raccolta di racconti

L’amore come filo conduttore. All’interno di una serie di situazioni che si rimescolano nella realtà di tutti i giorni tramite un percorso che attraversa diversi momenti della vita di ognuno.

Guarda dove vai, esordio letterario di Daniele Pratesi, è una raccolta di racconti particolare. Che, partendo da una base fissa, giunge in diverse direzioni semplicemente raccontando il mondo che ci circonda.

I sedici brani presentati, infatti, cercano, attraverso un stile tutto personale, di narrare nella maniera più semplice la quotidianità di ognuno. Facendo leva sui tanti contesti in cui si muovono i personaggi presenti.

Questa voglia dell’autore di descrivere l’esistenza, avviene in una maniera molto singolare: attraverso un viaggio.

In pratica, Guarda dove vai, prende piede da uno specifico luogo, che pare essere quello in cui risiede lo scrittore. E poi giunge nei luoghi più sconfinati, grazie a salti letterari specifici in cui il lettore viene catapultato da una parte all’altra del globo.

Il dato in questione rende il tutto peculiare nella raccolta, in quanto sembra includere un messaggio più preciso: ovunque ci si trovi, la matrice è sempre la stessa.

La matrice a cui ci riferiamo è chiaramente l’amore. Che in contesti come quelli descritti dallo scrittore viene sviscerato nei modi più disparati.

Difatti è possibile trovare la passione. L’amicizia. L’amore per il gioco. L’amore perso e poi ritrovato. O quello che non sarebbe mai dovuto sbocciare.

In qualunque forma lo si ritrovi nello scritto, però, c’è sempre qualcosa che riesce ad unire il tutto. E ciò si esplicita nell’epilogo di ogni storia, dove l’amore è la forza trainante, in ogni caso, delle vicende riportate e dei destini dei soggetti coinvolti.

A tutto ciò, inoltre, si associa un ulteriore elemento che ci ha particolarmente sorpreso. Tra una novella e l’altra, l’autore inserisce delle vere e proprie chicche. Che facilmente possono trovare spazio in contesti pulp/noir e che rendono peculiare la scrittura di Pratesi.

Tra queste è possibile citare Mary Lou chiuse gli occhi, molto apprezzata dalla giuria del nostro contest Scrivere è libertà, o Un paese governato da uomini integri. Grazie all’espediente lo scrittore non solo smorza il ritmo andante dettato dalle precedenti storie. Ma rinvigorisce l’attenzione del lettore che si ritrova proiettato in contesti totalmente differenti dai precedenti.

Infine, degno di nota è anche lo stile utilizzato.

I pensieri semplici e diretti, spesso scanditi dal punto, conducono immediatamente ai fatti. Lasciando tanto spazio alla descrizione e molta possibilità di giungere al punto seguendo uno specifico filo logico.

Alessandro Falanga

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