The Batman

The Batman, un pipistrello detective al cinema

The Batman, un pipistrello detective al cinema. La nostra recensione del film di Matt Reeves con Robert Pattinson


The Batman
The Batman – La locandina del film

Un film tanto atteso e con una travagliata storia che lo ha condotto a diverse fasi. Che avrebbe riscritto i canoni sia dell’Universo Cinematografia della Dc Comics che del pipistrello. E che finalmente è arrivato nelle sale italiane, dove ha mostrato tutto il suo fascino agli spettatori.

The Batman (2022) di Matt Reeves, infatti, è una pellicola totalmente sopra le righe che, oltre a presentare un vigilante mai visto sugli schermi, ha introdotto un differente modo di vedere i cinecomics.

Negli anni ci siamo abituati a prodotti di un certo tipo, che affrontano queste produzioni con una visione del tutto originale. E come Joker , La trilogia del Cavaliere Oscuro e i film di Burton, anche quello di Reeves riesce nell’intento, attraverso una strada ben precisa.

La trama del film narra le gesta del mascherato dopo due anni di attività a Gotham, una città oscura, malridotta e avvolta nel malaffare.

All’improvviso, però, il pipistrello dovrà fare i conti con un nuovo criminale, l’Enigmista, che tra uccisioni cruente e rivelazioni sconcertanti sui cittadini in vista della città, si inserirà nel crudele mondo in cui sguazzano già personaggi come il Pinguino e Carmine Falcone.

The Batman è un lavoro straordinario dove, grazie ad un punto di vista particolare sul personaggio, si presenta qualcosa che segnerà pesantemente il corso cinematografico della casa editrice.

Innanzitutto, non si ripercorrono le origini. Al contrario di altri film, quello con Pattinson parte da un vigilante già presente nella città, che da due anni cerca di cambiare le cose nel luogo in cui vive.

Il dato, seppur impercettibile, segna immediatamente una strada a sé stante. In cui non è necessario riprendere quanto sin troppo conosciuto, ma addentrarsi subito nella realtà del pipistrello.

A questo si ricongiunge la diversa visione del protagonista. Le scene di azione sono presenti, e rimarcano perfettamente lo stile dell’eroe, ma ciò che emerge con forza è specificato in due elementi.

Il primo è quello di un Batman alle prime armi, impacciato in alcuni casi e fin troppo violento, che cerca in ogni modo di vendicarsi della sua città natale.

Il secondo, come è presente nei fumetti, un’indole da detective che si impone pesantemente nella caratterizzazione del personaggio e nell’andamento della trama.

Entrambi i punti, non solo determinano ciò che è stato realmente sulla carta stampata l’eroe. Ma sottolineano anche i punti cruciali del soggetto.

Tutto ciò, inoltre, porta a un dualismo tra Bruce Wayne e Batman.

Il primo è molto tormentato e spesso travolto dal suo passato, tanto da avere diversi scontri anche con Alfred.

Il secondo, invece, è determinato, maturo, centra sempre l’obiettivo e pare voglia sostituire in tutto e per tutto il suo alter ego civile.

Fondamentali sono anche i comprimari, che è importante suddividere in pro e contro la causa del pipistrello.

Nel primo gruppo, oltre ad un Alfred sopra le righe che assiste fattivamente nelle indagini Batman, si ritrovano Gordon e Cat Woman.

The Batman
The Batman

I due, seppur in maniera differente, cercano di supportare i propositi del protagonista, andando spesso contro la loro natura di individui specificamente inquadrati.

Il secondo gruppo, invece, comprende una schiera di villain di tutto rispetto.

L’Enigmista, il Pinguino e Carmine Falcone sono cattivi a tutti tondo, con un loro retaggio e un loro specifico bagaglio personale che determina le loro vite e quelle della città.

Tra i tre, una menzione speciale va fatto per l’eccezionale Paul Dano. L’attore statunitense non solo rende al meglio una figura fuori da ogni schema, ma la dipinge in maniera perfetta rendendola quasi un prodotto di Gotham, in maniera non dissimile al Joker di Todd Phillips.

Il tocco di classe del regista, però, si nota nei tantissimi riferimenti alla cultura fumettistica.

Difatti, da un lato si ritrovano pienamente storie come Anno Uno, Hush o il Lungo Halloween. Dall’altro, albi come Festà del papà, soprattutto nel rapporto con Alfred, JLA The Secret Society of Super Heroes o Gotham Central, presente soprattutto nel rapporto di amore/odio tra il dipartimento cittadino e il Cavaliere Oscuro.

Ad un ottima regia, supportata da un valente fotografia di Greig Fraser, si affianca poi la memorabile colonna sonora.

Il tema di Michael Giacchino è semplicemente epico e non sfigura minimamente al cospetto di altri mostri sacri come Danny Elfman o Hans Zimmer e James Newton Howard.

Se tutto questo non fosse sufficiente, aggiungeteci poi Something in the Way dei Nirvana che porta lo spettatore direttamente al settimo cielo.

Alessandro Falanga

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