Ghostbusters

Ghostbusters, la nascita di un fenomeno socio-culturale

Ghostbusters, il film che ha segnato un’epoca. Il nostro saluto a Ivan Reitman


Ghostbusters
Ghostbusters – La locandina del film

Il 1984 è stato un anno molto particolare per quanto rigurda la cinematografia di genere.

Infatti, sulla scia di un horror sempre più particolare e una commedia sui generis in via di sviluppo, nasce un film che diventerà un’icona per intere generazioni: Ghostbusters.

Ideato da Dan AykroydHarold Ramis e affidato alle sapienti mani di Ivan Reitman, sia nelle vesti di produttore che di regista, Ghostbusters ha una storia singolare.

All’inizio lo script prevedeva una storia futuristica e molto poco vicina a ciò che divenne in seguito. E anche i protagonisti avrebbero dovuto avere altre facce rispetto a quelle che conosciamo oggi.

La morte di John Belushi e il rifiuto di Eddie Murphy, già in coppia con Aykroyd in Trading Place ma impegnato con Beverly Hills Cop, cambiò definitivamente i programmi. E generò quel capolavoro che tutti abbiamo adorato – e adoriamo ancora oggi – nel tempo.

Ghostbusters narra le gesta di un gru ppo di ricercatori (Egon Spengler, Ray Stantz e Peter Venkman) che dopo essere stati cacciati dall’università, concepiscono un nuovo mestiere grazie a innovative scoperte.

A questi si aggiunge Winston Zeddemore e parte una caccia ai fantasmi di New York fino allo scontro finale con la divinità sumera Gozer.

Ghostbusters è una pelliola affascinante in quanto riesce, in un sol colpo, ad unire diversi generi attorno ad un quartetto di comici che rende il tutto leggero e godibile.

Soft horror, commedia e thriller, infatti, si mescolano e si modellano a vicenda, giungendo ad uno straordinario melting pot che rende unico il lavoro.

Ghostbusters
Ghostbusters – Una scena del film

A questo si uniscono due pilastri dell’intero film: la caratterizzazione dei personaggi e la trama lineare e di intrattenimento.

Per il primo punto è necessario specificare che ogni soggetto ha una propria peculiarità che lo contraddistingue dagli altri, rendendolo unico. E, allo stesso tempo, gli permette di interagire perfettamente con tutti gli altri comprimari, in cui si evidenziano le fantastiche performance di Sigourney Weaver (Dana Barrett), Rick Moranis (Louis Tully) e Annie Potts (Janine Melnitz).

Questi, quindi, si muovono all’interno di un contesto uniforme e semplice che da un lato scandisce dei tempi precisi e dall’altro rende più che gradevole la visione.

Infine è impossibile non citare gli effetti speciali e la celebre colonna sonora.

Il lavoro fatto per rendere al meglio degli spettri non totalmente legati alla tradizione horrorifica e il motivo del tema principale di Ray Parker Jr., consentono a Ghostbusters il salto di qualità. Facendolo entrare direttamente nel cuore degli appassionati grazie ad un fenomeno socio-culturale mai sopito.

CIAO IVAN

Alessandro Falanga

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