San Antonio Spurs 2013-2014

San Antonio Spurs 2013-2014, la squadra più internazionale dell’NBA

San Antonio Spurs 2013-2014, la squadra più internazionale dell’NBA. Il nostro omaggio agli speroni di coach Popovich

San Antonio Spurs 2013-2014
San Antonio Spurs 2013-2014

L’amore tra il basket NBA e quello internazionale (soprattutto europeo) non è sbocciato immediatamente.

Solamente dopo le Olimpiadi di Seul del 1988 (con la clamorosa sconfitta USA da parte dell’URSS) il campionato più ambito ha definitivamente aperto le proprie frontiere.

Da quel momento hanno calcato i parquet a stelle e strisce diversi giocatori. Da Sabonis e Drazen Petrovic, per passare a Vlade Divac e Toni Kucoc, fino ai nostri beniamini tricolore.

Nel 2013-2014, però, una squadra riesce a fare meglio di altre sotto questo punto di vista.

I San Antonio Spurs di quell’annata, infatti, hanno battuto qualsiasi record. Diventando ufficialmente la squadra più internazionale dell’NBA fino ai giorni nostri.

Ma partiamo dal principio.

La stagione 2012-2013 si è da poco conclusa con la mirabolante vittoria, in gara-7 proprio contro gli Spurs, dei Miami Heat di LeBron James.

Greg Popovich e i suoi, però, hanno un gran voglia di vendicare la cocente sconfitta e decidono, solamente, di modellare un roster di per sé competitivo.

Arriva Marco Belinelli da Chicago e vengono confermati praticamente tutti gli altri a roster.

Rispetto a tutte le altre franchige, quei San Antonio Spurs 2013-2014 hanno una particolarità.

Dieci giocatori su quindici non sono statunitensi.

Ci sono, oltre a Belinelli, anche tre francesi (Parker, De Colo e Diaw). Due australiani (Mills e Baynes). Un canadese (Joseph). E anche un argentino (Ginobili) e un brasiliano (Splitter).

Grazie al genio di Pop in panchina e ad un’amalgama (dettata anche dai diversi stili di gioco) i San Antonio Spurs 2013-2014 diventano, praticamente, una corazzata perfetta.

Arrivano secondi nellla Western Conference (con il record di 62-20). E ai Playoff, dopo aver penato con Dallas al primo turno (4-3), passeggiano su Portland (4-1) e Oklahoma (4-2).

In finale, esattamente dopo un anno da quella cocente sconfitta, gli speroni ritrovano i Miami Heat di Lebron, Wade e Bosh.

La squadra guidata da Spoelstra, come quella di Pop, è praticamente invariata.

Rispetto agli avversari, inoltre, ha praticamente dominato la grigli dei PO. Eliminando gli Charlotte Bobcats per 4-0, i Brooklyn Nets per 4-1 e gli Indiana Pacers per 4-2.

San Antonio Spurs 2013-2014
San Antonio Spurs 2013-2014

Rispetto all’anno precedente, però, la storia è totalmente diversa.

Gli Spurs cosmopoliti, difatti, concedono solamente una vittoria (gara 2, finita 96-98) agli Heat. E poi li divorano definitivamente nelle gare 4 e 5, dove si impongono con uno scarto di venti punti a partita.

In quella serie ogni giocatore riesce a dare un contributo significativo per la vittoria finale. Che grazie al perfetto melting pot di giocatori consente di mettere in piedi un perfetto equilibrio tra difesa granitica e attacco mortifero.

Nessun’altra squadra ripeterà quanto fatti dagli speroni quell’anno. E, sicuramente, nessun’altra riuscirà a far esultare diverse parti del mondo contemporaneamente per la vittoria di un anello NBA.

Alessandro Falanga

 

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