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Libro, ovvero come far ridere sulla carta stampata

Libro, ovvero come far ridere sulla carta stampata. La nostra recensione del lavoro di Marcello Macchia alias Maccio Capatonda


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Libro – La copertina del lavoro di Marcello Macchia/Maccio Capatonda

Far ridere è un qualcosa di assolutamente non semplice.

Infatti, come dimostrano diversi casi in circolazione, si rischia di passare da una comicità spicciola e senza contenuti a qualcosa di assolutamente fuori contesto.

Eppure, in questa giungla è possibile ritrovare diversi esempi positivi.

Uno di questi è Marcello Macchia alias Maccio Capatonda.

Il celebre attore e regista abruzzese, che deve le sue fortune a trovate geniali proposte nel tempo (dai trailer alle serie Mario e Drammi Medicali), è riuscito ancora una volta a stupire il pubblico.

E questa volta l’ha fatto, in una versione del tutto inedita, attraverso la carta stampata.

Libro (Mondadori, 2020) è difatti un prodotto totalmente al di fuori di ogni schema (così come l’autore).

Racconti di vita visutta, battute no sense (alla Padre Maronno) e intermezzi tutti da ridere sono il fulcro del lavoro in questione.

Il punto di forza di Libro è dato da due specifici elementi. Che ne caratterizzano il contenuto e ne veicolano la narrazione in maniera particolare.

Il primo è, senza dubbio, la divisione in tre parti dello scritto.

Mentre una prima parte, molto no sense, è dedicata all’infanzia e alla crescita personale (con tanto di foto allegate), una seconda ed una terza raccontano tanto la nascita quanto lo sviluppo di personaggi e situazioni poi divenute celebri.

Questa suddivisione, non solo scandisce un ritmo crescente nella narrazione, ma conduce il lettore attraverso un percorsoche ha reso l’autore quello che è ora.

Strettamente collegato a ciò è il secondo, fondamentale, elemento: il narratore.

Attraverso una geniale gag presente nelle prime pagine, il narratore risulta duplice in tutto lo scritto.

All’inizio è Marcello Macchia che parla, con tanto di ricordi legati alla gioventù e alle prime esperienze.

Successivamente, invece, è Maccio Capatonda, dopo la descrizione della sua nascita e il tentativo di risveglio da parte di Marcello.

A consolidare il tutto gli intermezzi e l’impostazione alla Maccio tra le pagine.

I due dati sono semplicemente geniali, in quanto da un lato spiazzano totalmente il lettore e dall’altro ravvivano l’attenzione, facendo capire di non prendersi troppo sul serio.

Insomma, se avete voglia di una lettura leggera e di farvi qualche risata Libro è il testo giusto.

Alessandro Falanga

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