Lost

Lost, storia di un fenomeno televisivo

Lost è stato un fenomeno mediatico senza precedenti che ha acceso in tutto il mondo la passione per le serie televisive. Raccontiamo la storica serie


Il 23 maggio 2010 andava in onda negli Usa l’ultimo episodio di Lost, la serie cult della ABC, chiudendo le sei stagioni iniziate nel 2004.
Per molti aspetti Lost è considerata una delle serie più importanti di tutti i tempi. Amata da pubblico e critica è stata premiata ai Golden Globe e agli Emmy.
Una serie che ha riscritto le regole della serialità televisiva.

Lost è stato un prodotto seriale coraggioso e innovativo. Ha acceso l’interesse degli spettatori di tutto il mondo per l’universo delle serie tv.

Ma andiamo con ordine. L’idea alla base di Lost è tanto semplice quanto geniale. Lost racconta le storie di diversi sopravvissuti allo schianto del volo 815 della Oceanic Airlines, precipitato su un’isola sperduta del Pacifico il 22 settembre 2004. I soccorsi non arrivano e i superstiti devono cavarsela da soli.
Il primo aspetto da segnalare è la storia. Le serie televisive si sono sempre concentrate su una cerchia ristretta di personaggi, pensiamo a The Sopranos di qualche anno prima.

Qui i protagonisti sono tanti e gli spettatori possono scegliere il proprio preferito o il più odiato. Raccontando diverse storie ci si concentra sul passato – altro aspetto di non poco conto – e in particolare sulla vita che i protagonisti facevano prima della caduta sull’isola. Ma non è tutto qui.
L’isola mette a dura prova il carattere dei protagonisti. Si assiste a rivoluzioni ed evoluzioni del carattere dei protagonisti. Chi è buono può diventare un despota. Chi è antipatico può diventare all’improvviso un leader e così via. Le scelte possono mettere a dura prova persino la stabilità dell’intero gruppo.

Altro aspetto innovativo è il mix di generi che caratterizza Lost. La storia è quella della caduta di un aereo su un’isola del Pacifico. Quest’isola, si scopre presto, non è un’isola normale. Ma è piena di misteri. E di sorprese. Ci sono fenomeni magici, inspiegabili. Ci sono sogni e visioni.

Una storia così potente non può non avere dei personaggi forti. E infatti i personaggi di Lost sono entrati nell’immaginario collettivo. Matthew Fox è il chirurgo Jack Shepard, che si impone come il leader del gruppo di superstiti. Evangeline Lilly è Kate Austen, personaggio con un passato complicato e fuggitiva ricercata dalle forze dell’ordine. 

Josh Holloway interpreta James Sawyer Ford, un truffatore dal carattere irascibile che si rivelerà uno dei personaggi più amati della serie. 

Uno dei personaggi più carismatici del gruppo è John Locke, che prima dello schianto era in sedia a rotelle e invece grazie all’isola riacquista l’uso delle gambe. Una sorta di guida spirituale dell’isola.

Naveen Andrews è Sayid Hassan Jarrah, ex militare iracheno e uno dei leader dei sopravvissuti sull’isola. Yunjin Kim è Sun, la donna sud-coreana in crisi con il marito. Daniel Dae Kim è Jin, il marito di Sun, impiegato tuttofare dell’azienda di famiglia della consorte. 

Jorge Garcia interpreta Hugo Reyes, per tutti Hurley, personaggio amatissimo che prima dello schianto era diventato milionario vincendo alla lotteria grazie a una serie di numeri che risulteranno una delle chiavi per i misteri della serie. Dominic Monaghan è Charlie Pace, musicista in declino ed eroinomane.

Vengono instaurati giochi di linee temporali molto intriganti che permettono ai produttori di fare uno scavo psicologico, caratteriale e narrativo ricco di sfaccettature.

Il solo pilota di Lost è costato qualcosa come 12 milioni di dollari.

Durante le sei stagioni assistiamo a innumerevoli sorprese. Se la prima stagione è quella dell’introduzione – i personaggi più importanti vengono presentati e viene mostrato il loro passato – la seconda stagione approfondisce alcuni aspetti che avevano tenuto testa durante la prima stagione.
In primis, ovviamente la famosa botola. La botola viene scoperta da John Locke e tenuta nascosta al resto del gruppo. Il finale della prima stagione mostra due eventi: l’apertura della botola e la fuga di Sawyer, Jin, Michael e Walt con una zattera.

La seconda stagione prosegue con l’apertura della misteriosa botola e le conseguenze che ne derivano. E’ chiaro sin da subito che nella seconda stagione ci sono due personaggi chiave ovvero John Locke (l’uomo di fede) e Jack Shepard (l’uomo di scienza). Agli spettatori spetta decidere da che parte schierarsi.

Altro aspetto importante della seconda stagione è che mostra nuovamente la caduta dell’aereo, ma questa volta dal punto di vista di un altro gruppo di sopravvissuti, quelli della coda dell’aereo.

La seconda stagione di Lost aggiunge elementi alla narrazione. Compaiono nuovi personaggi – il più affascinante è Mr. Eko – e altri ancora da decifrare come Henry Gale.
Il misterioso personaggio afferma di essere caduto con il paracadute sull’isola e di aver perso la moglie. La sua presenza dividerà il gruppo. Le ultime puntate della seconda stagione mostrano stravolgimenti di fronte. Alcuni personaggi buoni cambiano carattere pur di salvare la propria pelle.

La terza stagione mostra nuovamente la caduta dell’aereo, questa volta dal punto di vista degli Altri che nelle ultime puntate della seconda stagione si erano guadagnati il centro della scena. Scopriamo finalmente la vera natura del carismatico Ben e, almeno durante le prime puntate, abbiamo modo di conoscere meglio Jack, Sawyer e Kate i quali vengono rapiti dagli Altri. La terza stagione ruota attorno agli Altri, alla loro storia e mostra, in parte i segreti dell’isola.

La terza stagione celebra anche Desmond e il suo triste passato. Capitolo a parte meritano Nikki e Paulo e la loro vicenda, in una delle migliori puntate di tutta Lost.
La terza stagione termina con una morte celebre ma anche con il tentativo di abbandonare l’isola da parte dei superstiti. Attenzione però, gli sceneggiatori si sono divertiti a inserire il futuro di Jack, mostrando che abbandonare l’isola non è stata, forse, la migliore delle idee.

La quarta stagione di Lost restringe il cerchio. Sappiamo che sei superstiti hanno lasciato l’isola. E vediamo durante le prime puntate il loro futuro. Si ribalta quindi la ricetta di Lost. Se nelle prime tre stagioni veniva mostrato il presente sull’isola e il passato, dalla quarta stagione viene mostrato il presente sull’isola e il futuro lontano da essa. Ormai il gruppo è completamente diviso tra chi vuole lasciare l’isola e chi come John Locke e Sawyer non la vuole abbandonare, consapevole che là fuori non c’è più nulla.

La quinta stagione mostra effetti fantascientifici di primo livello. L’isola viene nascosta da Ben per evitare che il nemico Charles Widmore la trovi. Coloro che sono rimasti sull’isola assistono a sbalzi temporali e vivono l’isola in differenti periodi storici. Nel frattempo coloro che hanno lasciato l’isola si trovano in enormi difficoltà. Ben prova a convincerli a tornare, per salvare l’isola e per salvare John Locke. 

I viaggi nel tempo sono il cuore della quinta stagione. L’isola è la protagonista indiscussa di queste nuove puntate, mostrando sé stessa in differenti momenti storici. Jack, Kate, Sayid, Hugo ritornano sull’isola, ma sull’isola del 1977, mentre Ben, Locke e Sun atterrano sull’isola nel 2007. Il finale di stagione è molto drammatico e potrebbe risolvere finalmente tutte le questioni legate all’isola. Facendo scoppiare una bomba si ritornerebbe al 22 settembre 2004, coi protagonisti che atterrano regolarmente e riprendono le loro vite.

E’ quello che accade con la sesta stagione. Lost ha sempre raccontato due storie parallele e questa volta racconta il 2004 alternativo e il 2007 sull’isola dove si ritrovano finalmente tutti i naufraghi. La sesta stagione è stata fonte di numerose polemiche da parte dei fan. Vero che l’evento del finale della quinta stagione doveva chiudere un capitolo della storia (quello appunto relativo alla caduta dell’aereo nel 2004), ma non convince il fatto che i naufraghi siano ancora sull’isola.

Nonostante questo la sesta stagione regala molte emozioni anche per il ritrovarsi dei naufraghi nel 2004 alternativo.

Lost è stata una serie che ha vissuto – anche – di citazioni, citazioni che non si riducono soltanto ai nomi e i libri inquadrati. Le conversazioni e le immagini rimandano alle influenze culturali da cui gli autori hanno attinto a piene mani. Autori come Philip K. Dick, Stephen King, Fyodor Dostoevsky, George Orwell, Julius Verne, Herman Melville, Jack Kerouac, Ray Bradbury si affiancano a grandi classici come l’Odissea, Alice nel Paese delle Meraviglie e testi di carattere religioso/spirituale come la Bibbia, l’Iching e il Libro della Legge.

Una serie così avanti nel lontano 2004 è stata una rivoluzione. Una dramma corale non si vedeva dai tempi di Twin Peaks e infatti i paragoni con la serie di David Lynch si sono sprecati durante gli anni della messa in onda. Lost è arrivata al posto giusto nel momento giusto. La diffusione di internet consentiva ai fan di tutto il mondo di relazionarsi sulla puntata appena vista dando vita ai forum ricchi di teorie. Le puntate venivano scaricate e condivise sui p2p creando una mitologia pazzesca.

Lost è stata la serie che ha fatto conoscere a tutto il mondo il talento di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber. Gli scrittori della serie hanno avuto fortune alterne; J.J. Abrams ha diretto un Mission Impossible e gli ultimi Star Wars. Damon Lindelof ha scritto The Leftovers e Watchmen, mentre Lieber è sparito dalle scene. 

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