batman the animated series

Batman, la serie animata anni novanta

Batman: The Animated Series in brevissimo tempo è diventata una delle serie più amate e osannate da pubblico e critica. La nostra recensione


Nel 1992 quando esce Batman: The Animated Series il Pipistrello vive una vera e propria seconda giovinezza. I fumetti di Frank Miller e Alan Moore avevano riacceso interesse nei confronti del Cavaliere Oscuro. Nel 1989 Tim Burton aveva portato sul grande schermo Batman. Nel 1992 aveva alzato la posta in palio con Batman Returns, ancora più dark del precedente film.
Nello stesso periodo Bruce Timm e Eric Radomski sono al lavoro per creare una serie animata dedicata a Batman.

La serie è influenzata dai cartoni animati su Superman degli anni quaranta e dai due film di Tim Burton. Timm e la sua squadra si sono divertiti a inserire riferimenti al cinema noir e alla letteratura.

Il risultato è una serie di 65 episodi – ce ne saranno poi altri 20 nella seconda stagione chiamata The Adventures of Batman & Robin – che ancora oggi mantiene inalterato il suo fascino. La serie è stata elogiata per la sua complessità tematica per il tono dark. Ma anche per la qualità artistica e l’estetica noir.
Ma soprattutto per la modernizzazione tanto di Batman quanto dei suoi nemici.

IGN ha definito la serie come il miglior adattamento su Batman mai realizzato, il miglior cartone animato tratto da un fumetto e la seconda miglior serie animata di sempre (dopo I Simpson). La rivista Wizard ha inserito la serie al secondo posto tra i più grandi show televisivi animati di tutti i tempi.
TV Guide ha classificato la serie animata al settimo posto tra i più grandi cartoni di sempre.
I grandi elogi da parte della critica hanno portato la serie a vincere ben quattro Emmy Awards. 

Quello che salta agli occhi in Batman: The Animated Series è che l’atmosfera degli episodi è cupa come nei film di Burton o come in The Dark Knight Rises e Year One, mescolata ad un particolare gusto retrò e con un pizzico di ironia, per potersi accattivare le simpatie del pubblico giovane.
Le storie spaziano dalla classica lotta al crimine, con fughe e acrobazie, fino ai polizieschi in cui Batman esegue rilevamenti come un poliziotto della scientifica.

La serie animata sembra perfettamente in continuity con i film di Tim Burton. Vuoi per la sigla iniziale – che riprende il tema di Danny Elfman – vuoi per l’atmosfera noir che circonda ogni singolo episodio della serie.

Molti episodi sono stati scritti da noti autori della serie a fumetti che hanno trasposto alcuni dei loro personaggi più famosi, ad esempio Dennis O’Neil e Neil Adams per Ra’s Al Ghul.

Tra gli antagonisti più noti sono presenti ovviamente Joker, il Pinguino e Catwoman.

Dopo aver perso i suoi genitori per mano di un taccheggiatore, il giovane miliardario Bruce Wayne, a seguito di anni di allenamento, decide di conseguire una lotta contro il crimine per rendere più sicura la sua città natale, Gotham.

Per farlo, il miliardario trasforma la sua uniforme da vigilante in qualcosa che possa incutere timore nei suoi nemici, un pipistrello: nasce così Batman. Ad aiutare Batman vi sono il maggiordomo di Bruce, Alfred Pennyworth. Il suo figlio adottivo Dick Grayson, che indossa i panni dell’assistente di Batman Robin. Ed infine il commissario Gordon, ignaro dell’identità del vigilante, e sua figlia Barbara Gordon, che indossa, all’insaputa di tutti, la maschera di Batgirl.

Ad affrontare il Cavaliere Nero, sono dei coloriti e curiosi criminali sfigurati o dotati di alcuni poteri soprannaturali. Come già detto c’è Joker, il pagliaccio principe del crimine che Batman accidentalmente creò quando buttò un gangster anonimo in un vascone di acido chimico. C’è l’aristocratico Oswald Cobblepot, noto come il Pinguino.

La suadente e sfuggente amante degli animali Selina Kyle, che veste i panni della ladra Catwoman, e per un breve momento alleata dell’amato Batman. L’ex procuratore distrettuale Harvey Dent, che a seguito di un’esplosione che ha sfigurato metà del suo corpo è divenuto lo schizofrenico Due Facce. Pamela Isley, alias Edera Velenosa, che può controllare tutte le piante e ipnotizzare la gente.

L’ex-professore e ricercatore della paura Jonathan Crane, che semina terrore con i suoi intrugli e gas sotto le vesti di Spauracchio. L’ex-pugile e fenomeno da baraccone Killer Croc, temuto uomo metà coccodrillo; il geniale e temuto fanatico degli indovinelli Edward Nigma, alias l’Enigmista; il pericoloso pompato Bane, armato di uno steroide, il Veleno, che gli garantisce una forza incredibile.

L’attore Matt Hagen che a seguito del troppo utilizzo di un cosmetico facciale, diventa l’Uomo d’Argilla. Il curioso Ventriloquo Arnold Wesker, comandato a bacchetta dalla bambola di Scarface. Il genio del controllo mentale Jervis Tetch, che ha ispirato la sua figura criminale al personaggio di Alice nel Paese delle Meraviglie, il Cappellaio Matto. La pazza assistente e amante del Joker, Harleen Quinzel, meglio nota come Harley Quinn, ex-psichiatra del manicomio di Arkham. L’immortale Ra’s al Ghul e sua figlia Talia al Ghul, che tramite il Pozzo di Lazzaro vivono nei secoli che vengono col tentativo di purificare la Terra dall’umanità.

Il gelido scienziato del freddo, Mr. Victor Freeze, addolorato per la presunta perdita della moglie durante un incidente che gli impedisce di sopravvivere in temperature sopra lo zero.

I diversi episodi della serie mostrano Batman, Robin e i loro alleati sconfiggere il criminale di turno affrontando diversi ostacoli e talvolta il passato loro o del criminale finché Batman non esce vittorioso dallo scontro e arresta il criminale.

Diversi personaggi vengono creati in questa serie: tra questi vi sono Harley Quinn, Renee Montoya, il Re dei Condimenti e Lock-Up.

Altro elemento molto importante è il doppiaggio. Nella versione originale diversi attori hanno prestato la voce ai protagonisti della serie. Il più importante di tutti è sicuramente Mark Hamill che presterà la voce a Joker per questa serie e per i successivi film tratti dai fumetti. Per Hamill si tratta di una seconda vita, dopo aver interpretato il personaggio di Trickster nella serie The Flash. Ron Perlman doppia Uomo d’Argilla. Henry Silva doppia Bane.

La serie è stata talmente influente che i successivi film di Batman hanno tentato di prendere come riferimento proprio la serie animata. Alcuni dei villain dei successivi film di Batman vengono fuori proprio da Batman: The Animated Series.

L’estetica della serie è piuttosto matura, ispirata anche dalla Gotham visionaria e a tinte fosche che era stata già veicolata dai film di Burton. La città e le ambientazioni hanno una dimensione quasi atemporale esattamente come nei due film. I grattacieli art deco coesistono con i dirigibili futuristici della polizia e le atmosfere fumettistiche si fondono con una più generale patina hard boiled, ispirata ai film noir.

Come scritto in precedenza tutti gli antagonisti subiscono un restyling piuttosto convincente e ad ognuno viene dato spazio per raccontare la propria storia. Una storia che aggiunge profondità psicologica. L’Enigmista è frustrato dal fatto che la sua intelligenza non lo porti al successo. Mr. Freeze è un dottore disperato dal non poter salvare l’amata moglie Nora. Harley Quinn è intrappolata in un rapporto di abuso e manipolazione con il Joker.

Non ci sono solo scazzottate e inseguimenti, nei 65 episodi di Batman: The Animated Series. Certo, l’azione non manca, ma al tutto viene unito un approfondimento psicologico dei protagonisti, un’atmosfera da film noir e citazioni di film e fumetti. Con il passare degli anni – e con i flop dei film di Joel Schumacher – Batman: The Animated Series si è dimostrato un prodotto che ha retto il peso del tempo in maniera magistrale.

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