The Flash

The Flash, la serie tv anni novanta

Nel 1990 fa la comparsa nel piccolo schermo The Flash che con il tempo diverrà un piccolo grande caso televisivo, non senza grandi rimpianti


Dopo l’exploit di serie supereoistiche come Batman e Incredibile Hulk negli anni settanta, il decennio successivo fu invece molto restio verso le storie tratte dai fumetti. Nel 1989 Tim Burton aveva sbancato il botteghino con la sua versione cinematografica di Batman. La CBS si convinse a dare una possibilità a una serie tv su un supereroe e, dopo varie opzioni, scelse proprio The Flash, chiamando a scrivere la sceneggiatura Danny Bilson e Paul De Meo. 

Il punto in comune con il film di Burton è senz’altro la presenza di Danny Elfman che anche in questo caso scrive la colonna sonora dei titoli di testa. Anche l’atmosfera noir è abbastanza vicina a quella del film del 1989.

The Flash è un personaggio molto antico. La sua prima apparizione fumettistica risale agli anni trenta. Da allora la torcia dei poteri e dell’identità del velocista rosso sono state passate a più personaggi nel corso dei decenni, i quali sono stati ognuno la propria versione di The Flash quasi a scandire il passaggio fra le Ere del fumetto statunitense. Jay Garrick durante la Golden Age. Barry Allen durante la Silver Age. Wally West durante la Bronze Age.

La serie Flash ha come protagonista Barry Allen, un poliziotto che lavora alla Scientifica.

Una notte, mentre Barry sta facendo gli straordinari nel laboratorio, viene colpito da un fulmine che lo scaglia contro uno scaffale pieno di sostanze chimiche. Barry si rende conto di essere capace di muoversi a velocità impensabili. Scoprire questo cambiamento lo spaventerà e cercherà in segreto di capirci meglio e possibilmente di guarire. Si rivolgerà in via ufficiosa alla dottoressa Cristina McGee.

Cristina inizia a studiare la condizione di Barry, sottoponendolo a vari test. Nel frattempo la città – la fittizia Central City – è piagata da una gang criminale capeggiata dal misterioso Pike, per fermare il quale viene istituita una speciale squadra di poliziotti, comandata dal fratello di Barry, anch’egli poliziotto.

Pike tende una trappola alla Squadra e sebbene Barry corra per avvisare il fratello, non arriva in tempo e lo trova già morto. A quel punto Barry decide di prendere in mano al situazione personalmente e dopo aver fatto creare a Cristina la tuta da immersione in quello che sarà il costume di Flash diventerà un vero e proprio supereroe. Barry continua ad essere Flash, affrontando varie minacce per i ventidue episodi della stagione.

Barry Allen è fondamentalmente un insicuro. Lavora alla Scientifica, ma ha il rimpianto di non essere diventato un poliziotto vero e proprio. Ha diverse ragazze ma non riesce a legare con nessuna, probabilmente è innamorato di Cristina come possiamo notare nella 1×02 Out Of Control. Flash è un eroe veloce, perfetto, incorruttibile. 

L’attore John Wesley Shipp è perfetto per la parte. Così come Amanda Pays nei panni di Cristina McGee che in pratica crea Flash. Assieme a Shipp e alla Pays, la serie si contraddistinse subito per un ottimo cast di comprimari. Tra questi da ricordare i due agenti Murphy e Bellows, interpretati rispettivamente dagli attori Biff Manard e Vito D’Ambrosio.

I due simpatici poliziotti di pattuglia erano difatti i protagonisti di alcuni dei momenti più soft della stagione: il povero Bellows  assisteva sempre alle apparizioni del velocista scarlatto, mentre il collega, per un motivo o per l’altro, non riusciva mai a essere testimone delle incursioni dell’eroe di Central City, prendendo sempre l’amico per un mezzo svitato.

Oltre a loro non sono da dimenticare Julio Mendez (Alex Desert), collega di Barry alla scientifica nonché suo migliore amico che prova a farlo fidanzare con mezza Central City e l’iracondo tenente Warren Garfield (Mike Genovese). Quest’ottimo personaggio sarà al centro delle vicende nell’episodio 1×08 Shroud Of Death.

Oltre ai personaggi regolari, The Flash aveva anche un buon cast di personaggi ricorrenti. 

Da citare l’investigatrice Megan Lockhart (Joyce Hyser), che scopre l’identità di Flash nella puntata 1×03 Watching The Detectives e la figura del Dr. Desmond Powell (Jason Bernard) alias l’Ombra della Notte.

E poi ancora Priscilla Pointer nel ruolo di Nora Allen, Richard Belzer in quello dell’insopportabile giornalista Joe Kline e del mitico Dick Miller. Nell’episodio 1×14 Be My Baby compare come guest star un giovanissimo Bryan Cranston, futuro protagonista di Breaking Bad.

Impossibile poi non citare i tre celebri villain dei comics. Capitan Cold (Michael Champion), Mirror Master (David Cassidy) e il più importante di tutti, Trickster, interpretato splendidamente da Mark Hamill (il Luke Skywalker di Star Wars), che Flash affronta in due dei migliori episodi della serie.

Per Trickster gli sceneggiatori avevano tratteggiato il personaggio in maniera abbastanza particolare, donandogli le stesse caratteristiche fumettistiche che lo avevano contraddistinto negli anni. A tutto questo gli hanno affiancato una complessa personalità da psicopatico serial killer, che nella resa su piccolo schermo di Hamill ne fecero un villain che ancora viene ricordato.

La volontà da parte degli autori di mescolare classico e moderno è ben presente nella scelta scenografica di presentare una Central City dove il tempo pare essersi in parte fermato. Ambientata negli anni novanta, la serie vede comparire al suo interno automobili e oggetti degli anni cinquanta. Quella di mescolare la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta con gli anni cinquanta sembra essere quasi una moda. Basti pensare a Batman di Tim Burton o a Twin Peaks di David Lynch.

Nonostante un’ottima scrittura e un cast perfettamente assemblato, The Flash non ebbe la possibilità di essere rinnovato per una seconda stagione, il tutto per una serie di sfortunate coincidenze oltre ad alcune decisioni assurde prese dalla dirigenza della CBS.

Andato in onda per la prima volta il 20 settembre 1990, il telefilm dovette infatti subire un continuo cambiamento di palinsesto. La CBS lo usò come tappabuchi tra una partita e l’altra dell’NBA, facendolo spesso scontrare coi Simpson in prima serata. Fu così che gli ascolti negli U.S.A. furono bassi, o almeno non abbastanza alti da giustificare il budget di un milione e quattrocentomila dollari a puntata.

La serie fu trasmessa in Italia in prima visione su Italia 1 nel 1992 con due episodi ogni sabato sera. In Italia, come un po’ in tutto il mondo, The Flash ebbe un ottimo successo. Divenne un appuntamento fisso per bambini e ragazzini che per la prima volta conobbero un supereroe diverso rispetto ai classici Batman e Superman. 

Perfino gli effetti speciali fanno ancora oggi la loro figura. Stan Winston, il mago di Hollywood, confeziona il costume di Flash.

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