F is for family, una quarta stagione tra presente, passato e futuro

F is for family, una quarta stagione tra presente, passato e futuro. La nostra recensione dei nuovi episodi dedicati ai Murphy e il loro mondo


F is for family
F is for family

Li avevamo lasciati alle prese con l’ennesima sfida familiare.

E ora i Murphy, dopo quasi due anni, sono comparsi nuovamente per cercare di rimettere a posto tutti i tasselli.

F is for Family, serie animata targata Netflix ideata da Bill Burr e Michael Price, è tornata infatti con una quarta stagione degna di quelle precedenti.

La base di questo nuovo lavoro è esattamente la stessa.

Quel tipico andamento a fisarmonica che ha caratterizzato gli episodi precedenti, di cui avevamo ampiamente parlato nel nostro precedente articolo, si ripresenta come pilastro. Ma questa volta si arricchisce anche di nuovi, fondamentali, elementi.

La storia riprende da dove si era concluso il ciclo precedente.

Sue è in attesa del suo quarto figlio, Frank si trova costantemente a combattere nella Mohican Airways nel suo nuovo ruolo di responsabile. E Kevin, Maureen e Bill sono alle prese con i loro problemi personali tra scuola, vita sociale e nuove esperienze.

Il tutto condito da quel particolare rapporto di amore/odio che contraddistingue l’intera famiglia.

A questo quadro, però, si aggiunge una nuova – e singolare – personalità: William Murphy, padre di Frank.

Nel nuovo scenario a primeggiare sono, in maniera specifica, due elementi: la storia (che spesso e volentieri si ripete) e il conflitto generazionale.

Il primo punto, peculiare per questa quarta stagione, si materializza proprio con l’arrivo di William Murphy.

William non è mai stato un genitore modello. E ciò ha avuto forti ripercussioni su suo figlio.

Il cambio di atteggiamento con i nipoti, però, rappresenta una forte scossa per il gruppo. Che peggiora, inevitabilmente, i rapporti tra i singoli.

L’elemento in questione conduce, quindi, a due distinte strade.

Il riproporsi degli errori di suo padre nei rapporti familiari da parte di Frank, che nonostante i tentativi finisce per complicare le relazioni nel gruppo.

L’evoluzione del legame padre – figlio, in cui si hanno ulteriori alti e bassi a causa dell’identico carattere dei soggetti.

Questo dato è chiaramente legato al secondo.

F is for family
F is for family – Una scena della quarta stagione

Il conflitto generazionale, così come nelle altre stagioni, è ai massimi livelli.

Nei nuovi episodi, però, viene portato ad un ulteriore standard in cui è necessario un ragguaglio generale per venire a capo di tutte le problematiche emerse.

Con nonno William, difatti, la contesa viene indirizzata su un differente binario dove presente, passato e futuro si scontrano tra loro per avere la meglio. Trovando poi un’unione insperata solamente con lo scorrere degli eventi.

A tutto ciò, inoltre, associa anche la tipica metafora della realtà.

Attraverso la metafora degli anni passati (lo sceneggiato si svoglie negli anni ’70) gli autori mettono a nudo la realtà di tutti i giorni, tramite la discussione su tematiche, ahimè, ancora attuali.

La condizione della donna nella società, il razzismo diffuso e il lavoro vengono messi in risalto dagli autori e sbattuti in faccia agli spettatori tramite le vicende dei singoli personaggi (significativo è l’episodio interamente dedicato a Rosie Roosevelt e la sua famiglia).

Il finale in sospeso lascia presupporre a una nuova stagione (come annunciato dagli stessi Bill Burr e Michael Price).

E noi non vediamo l’ora di continuare a godere delle disavventure di questa fantastica famiglia americana.

Alessandro Falanga

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