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Lodger, il terzo capitolo della trilogia berlinese

Il 25 maggio 1979 esce Lodger, terzo e ultimo capitolo sperimentale della trilogia berlinese di David Bowie


Terminato il tour a supporto del fortunato “Heroes” David Bowie, assieme al fidato Brian Eno si mette a scrivere la terza parte della trilogia berlinese: Lodger. Il primo cambiamento avviene nella formazione che aveva supportato Bowie negli anni precedenti. Robert Fripp, storico chitarrista dei King Crimson che aveva scritto quel riff di Heroes, viene sostituito dal giovane Adrian Belew che diverrà una figura fondamentale nello sviluppo del rock dei decenni successivi.

Lodger è diviso in due. La side one affronta il tema del viaggio. La side two è una critica alla civiltà occidentale.
The Secret Life Of Arabia, traccia di chiusura del precedente LP aveva anticipato lo stile delle canzoni presenti nella prima parte di Lodger.

African Night Flight è un tributo alla musica e alla cultura africana, ispirata da un viaggio in Kenya. La sua trama musicale è stata vista come una premonizione della popolarità che avrebbe raggiunto più avanti la world music. Lodger verrà considerato un precursore dei suoni che saranno sviluppati da Brian Eno e David Byrne con My Life In The Bush Of Ghosts datato 1981.

Move On è un’ode dedicata da Bowie al suo spirito vagabondo che richiama il classico All The Young Dudes scritta qualche anno prima. Yassassin è un improbabile reggae con velature di musica turca. I Litfiba ne faranno una cover nel 1986. Red Sails è ispirata alla musica ambient e al beat motorik tipico di gruppi tedeschi come i Neu! e i Kraftwerk, passione di Bowie nel periodo berlinese.

Il primo singolo estratto dall’album, Boys Keep Swinging, è stato visto dalla critica come un’arguta risposta di Bowie ai Village People ma anche, considerando anche il videoclip, un suo commento all’idea di mascolinità. Pezzo squisitamente pop, è apprezzabile soprattutto per le performance del chitarrista Carlos Alomar e del batterista Dennis Davis, rispettivamente alla batteria e al basso.

D.J. gioca sullo stesso campo (pop) di Boys Keep Swinging. Red Money aggiunge nuove parole ad una melodia già affrontata da Bowie e Alomar in Sister Midnight, canzone che compare nell’album The Idiot di Iggy Pop, scritta da Bowie e Alomar durante lo Station To Station Tour, doveva essere una canzone di Low ma per le sue sonorità finì in The Idiot dove Bowie compare da corista.

La copertina del disco, una delle più famose tra i dischi di Bowie è curata dall’artista pop inglese Derek Boshier. Nel pieghevole originale presente nell’album si vede una foto a bassa risoluzione di Bowie nei panni di una vittima di un incidente, compreso un apparente naso rotto, fatta con una Polaroid SX-70. Il pieghevole comprende anche foto del cadavere di Che Guevara, del Cristo morto del Mantegna, e un’altra di Bowie.

Lodger ha ricevuto relativamente pochi apprezzamenti alla sua uscita. Dal punto di vista commerciale invece ebbe un buon successo: Lodger raggiunse la quarta posizione nelle classifiche britanniche e la ventesima in quelle statunitensi.

Quando esce Lodger Bowie ha già lasciato Berlino, anche se le atmosfere della città del muro sono ancora presenti. Ha chiuso la fase sperimentale che ha messo le fondamenta per quella che poi la stampa musicale identificherà come post-punk o new wave. Durante gli anni Lodger è stato pesantemente rivalutato. In questo disco infatti ci sono i semi della world music, del post punk, della dark wave. Un testamento musicale prezioso, concepito in una città mai uguale a sé stessa, da un artista mai uguale a sé stesso.

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