Iggy Pop

Il 1977 di Iggy Pop

Il 1977 di Iggy Pop, tra David Bowie, Berlino Ovest e due dischi come The Idiot e Lust For Life che faranno storia


Nel 1976 Iggy Pop era finito. Dopo aver bruciato le tappe con gli Stooges ed essere diventato il padrino del punk, il funambolico frontman era entrato nel tunnel della droga che ben presto lo avrebbe distrutto. Incapace di gestire la sua dipendenza nel 1976 Pop si rinchiude in un istituto di igiene mentale. Nello stesso periodo c’è anche un suo amico che stava combattendo la dipendenza dalla droga. E’ David Bowie, amico di lungo corso dell’Iguana.

David Bowie aiuta Iggy Pop a mettere in piedi una carriera solista portandolo con sé durante il tour di Station To Station. Ma siamo solo all’inizio. Nel 1977 i due si spostano a Berlino Ovest per combattere i propri demoni.

In quel periodo Bowie stava lavorando a Low e successivamente a “Heroes” ma trova il tempo per produrre e scrivere i pezzi dei primi due dischi solisti di Iggy Pop, The Idiot e Lust For Life.

The Idiot esce il 18 marzo 1977. I musicisti che collaborano con Iggy Pop sono gli stessi di David Bowie. Carlos Alomar alla chitarra, George Murray al basso, Dennis Davis alla batteria mentre il tecnico del missaggio è un certo Tony Visconti.

La traccia d’apertura dell’album, Sister Midnight, venne composta da Bowie, Pop e dal chitarrista Carlos Alomar e provata dal vivo proprio durante il tour di Station To Station.
I collaboratori dei due musicisti definiranno inquietante la collaborazione artistica tra i due. David Bowie e Iggy Pop non lavorano mai durante il giorno ma solo di notte come dei vampiri moderni. Nightclubbing parla della vita notturna dei due, tra club e giri nella notte in una Berlino divisa a metà.

China Girl narra la storia di un amore burrascoso ispirato a Kuelan Nguyen, partner del cantante-attore francese Jacques Higelin, che stava anch’egli incidendo allo Château d’Hérouville all’epoca. Altre canzoni presenti sull’album includono Funtime, un pezzo proto-goth; Dum Dum Boys, un omaggio/lamento alla ex band di Pop, The Stooges, e Mass Production, uno dei primi esempi di musica industrial elettronica.

The Idiot è un disco freddo, glaciale. Volutamente distaccato. Meccanico. E’ fuori dubbio che parte della darkwave e della musica industriale sia nata proprio con questo disco. E’ un disco oscuro ma funk, elettronico ma con un pizzico di James Brown.

Quando viene rinvenuto il corpo di Ian Curtis, leader dei Joy Division, sul suo giradischi stava ancora girando The Idiot.

Lust For Life esce qualche mese dopo, il 29 agosto 1977.

Le sessioni di registrazione di Lust For Life si svolgono dopo la fine del tour di supporto all’album precedente, che si era concluso il 16 aprile 1977. L’LP viene registrato in maniera veloce, istintiva. Feroce. In appena otto giorni.

A differenza del disco precedente, Lust For Life è un disco rock con alcuni brani che faranno la fortuna di Iggy Pop come Lust For Life The Passenger.

Lust For Life si destreggia magistralmente fra radici garage-rock, echi glam (la mano del Duca si sente eccome) e generose intuizioni post-punk.
Più in retroguardia, gli altri brani fanno comunque la loro figura. Sia il garage’n’roll di Sweet Sixteen, che il glam di Success, sia l’impeto accelerato di Some Weird Sin.

Se il precedente disco era distaccato, in Lust For Life Iggy Pop dimostra di essere un animale da palco, capace di scrivere inni rock che dureranno per sempre.

I due dischi da questo punto di vista si completano: pessimista e freddo il primo, energico e istintivo il secondo.
Alcuni due brani di questi due dischi – Nightclubbing e Lust For Life – ri-diventeranno delle hit nel 1995 quando compariranno nella colonna sonora di Trainspotting, dando ancora una volta nuova vita all’Iguana. Una vita salvata, almeno un paio di volte, da un certo David Bowie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.