Da 5 Bloods

Da 5 Bloods, il Vietnam di Spike Lee

La recensione di Da 5 Bloods, nuovo film di Spike Lee che racconta le vicissitudini di quattro afroamericani sopravvissuti al Vietnam


La storia di Da 5 Bloods è la storia Paul, Eddie, Otis e Melvin. I quattro sono veterani afroamericani, sopravvissuti alla guerra in Vietnam. Insieme a Stormin’ Norman, il loro caposquadra caduto in battaglia, formavano i Five Bloods, un gruppo la cui unione andava di là dell’appartenenza al plotone di fanteria. A unirli erano un legame speciale e un tesoro sepolto, insieme a Norm, nella giungla del Vietnam. Cinquant’anni dopo i quattro amici ritornano laggiù per recuperare l’0ro e i resti di Norman.

Come in molti dei suoi film Spike Lee usa un plot semplice semplice e poi lo infarcisce di Storia, Musica, Cultura nera. Il film è un lungo ragionamento sulla condizioni dei neri d’America oggi. Per puro caso il film è uscito proprio mentre nel mondo esplodeva la protesta del Black Lives Matter dimostrando, ancora una volta, l’importanza non solo cinematografica di un regista come Spike Lee.

I neri di oggi, quelli che sono sopravvissuti al Vietnam, sono molto diversi rispetto a quelli di qualche decade prima. Alcuni fanno parte del sistema che hanno combattuto – l’apparente benestante Melvin – altri invece sono arrabbiati e persi, come Paul, che ha votato Donald Trump e che indossa il noto cappello che cita la frase “Make America Great Again”.

Eppure la loro gioventù non è stata facile. Negli anni del Vietnam i neri erano l’11 per cento della popolazione. In guerra ne è stato mandato il 32 per cento. Durante quegli anni ci sono state rivolte, violenze, le denunce di Ali – celebri le sue frasi contro la guerra, riportate anche nel film – c’è stata la morte di Martin Luther King.

I neri d’America sono andati a combattere in Vietnam, a difendere un Paese che in quello stesso periodo li respingeva: questa contraddizione è alla base di Da 5 Bloods.

Visivamente il film si diverte a citare i film di guerra – tra tutti Apocalypse Now – e a usare formati differenti in base al momento in cui si svolge la storia: le scene ambientate negli anni della guerra sono in 16 millimetri (nello stile dei cinegiornali di allora) e con schermo in 4:3. Per il presente, ci sono invece scene in widescreen e anche scene girate in 1,85:1. 

Nelle scene in flashback i quattro veterani non sono in nessun modo ringiovaniti o interpretati da attori più giovani. Gli stessi attori che interpretano i veterani dei giorni nostri interpretano i combattenti di mezzo secolo fa. Il quinto di loro, invece, è interpretato da un attore più giovane: Chadwick Boseman.

Da 5 Bloods alterna in maniera improvvisa – come molte volte accade nei film di Spike Lee – momenti leggeri ad altri più profondi. Alcune scene sono veramente drammatiche come ad esempio la scena delle mine.
È un film con tanti eventi che si susseguono, ma non è solo un film d’azione o di avventura. È un western. Una caccia al tesoro. Una storia di avidità, onore, lealtà. E’ una vicenda di traumi e vendetta. Una commedia amara su un gruppo di uomini che invecchiano e guardano al loro passato. È un film di commilitoni che affrontano una pericolosa missione. E’ una critica aspra all’America e a come ha trattato i suoi figli. E’, infine, un dramma familiare, un’avventura.

Spike Lee ama parlare della Cultura Afroamericana nei suoi film: durante la missione i quattro cantano What’s Going On di Marvin Gaye.

Il cast vede la presenza di Delroy Lindo, Clarke Peters, Norm Lewis, Isiah Whitlock. Da segnalare anche la presenza di Jean Reno e di Chadwick Boseman.

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