La Casa De Papel

La quarta parte de La Casa De Papel è uno stallo (alla spagnola)

Il nuovo blocco di puntate de La Casa De Papel continua da dove aveva lasciato gli spettatori, mantenendo intatta la coerenza narrativa. Può bastare?


Nulla cambia, tutto cambia. Sembra essere questo il mood della quarta parte de La Casa De Papel. I rapinatori più famosi di Spagna sono alle prese con un po’ di problemi non da poco, come la presunta morte di Lisbona e quella quasi certa di Nairobi. La Casa De Papel continua doveva aveva lasciato gli spettatori un anno fa. Con una differenza non da poco. Nello svolgimento delle puntate infatti si da spazio ai flashback – il matrimonio di Berlino – e alle love story tra i rapinatori. E meno alla rapina in sé.

Non pensiate che tutto fili lisci tra i rapinatori. Avvengono una serie di ribaltamenti come la cacciata di Palermo in favore di Tokyo che prende in mano il comando del gruppo. Ci sono rapporti che si incrinano, altri che si deteriorano, altri ancora che nonostante la tempesta provano ad andare avanti. Sembra essere questo il cuore pulsante delle nuove otto puntate.

Le prime puntate della serie spagnola sono un’apologia dei sentimenti in barba a quello che è il vero motivo – la rapina dell’oro alla Banca di Spagna – ma il tutto viene reso sapientemente dalla regia e dall’atmosfera della serie. Una serie che non cambia nulla – la ricetta è cosa conosciuta – che non osa mai alzare il livello e che fa, a volte, del nonsense il suo cavallo di battaglia.
Un paio di esempi? Ti Amo di Umberto Tozzi cantata da Berlino durante il suo matrimonio o Centro Di Gravità Permanente di Franco Battiato con tanto di frati che ballano, sempre durante il matrimonio di Berlino.

Se da un lato questi momenti ammorbidiscono i toni – e lo ammettiamo, fanno anche sorridere – viene meno la tensione che si era creato e accumulata nel finale della terza parte quando si parlava di una guerra. Insomma alcune promesse non vengono rispettate. Il che è un peccato capitale quando si parla di serie televisive.

Il trucchetto della quarta parte de La Casa De Papel sta nel mettere da parte il cuore della serie per raccontare il vissuto dei protagonisti. Le loro paure. I loro ricordi. Lo spettatore prova simpatia per i personaggi perché ne conosce aspetti sempre più intimi. Può scegliere se schierarsi con Palermo o con Tokyo, con Rio o con Denver. Non è importante che la rapina venga rimandata alla prossima parte.

Poco importa se alcuni personaggi muoiono (ma siamo così sicuri?) tanto grazie ai flashback è come non averli mai persi. Poco importa se, messi davanti a un ex soldato come Gandìa – addetto alla sicurezza – i nostri protagonisti riescono quasi sempre a cavarsela.

Anche questa volta gli autori hanno creato una serie di puntate scoppiettanti e adrenaliniche. Ogni finale di puntata alimenta sempre di più il binge watching in quanto ogni puntata termina sempre con un colpo di scena. E con il desiderio impellente di dover subito vedere un’altra puntata.

La Casa De Papel nonostante i suoi numerosi limiti – sono sempre quelli, inutile stare a ripeterli – riesce a coinvolgere, intrattenere il pubblico. Anche questo è quello che conta.

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