Marco Belinelli

Marco Belinelli, da San Giovanni in Persiceto al sogno NBA

Marco Belinelli, la guardia italiana che ha conquistato l’NBA. Il nostro omaggio al giocatore di San Giovanni in Persiceto


Marco Belinelli
Marco Belinelli ai tempi della Fortitudo Bologna

LNBA è il sogno di qualunque giocatore.

Se sei un giocatore europeo, e per di più italiano, quel sogno può spesso diventare un’utopia.

Ma la storia non va sempre così.

Soprattutto se ti chiami Marco Belinelli.

Belinelli muove i suoi primi sul parquet con le giovanili della Virtus Bologna dove vince ben 4 campionati provinciali e regionali.

E’ sull’altra sponda bolognese che però la guardia cresce definitivamente.

Con il passaggio alla Fortitudo Bologna nel 2003 ottiene la piena consacrazione e le prime soddisfazioni sportive.

Sotto l’ala protettiva di coach Repesa, infatti, vince uno scudetto, nel 2004-2005, e sfiora la grande impresa in Eurolega l’anno successivo.

Le prestazioni offerte in maglia bianco – blu non lasciano indifferenti gli scout di mezzo mondo.

Ma l’obiettivo della guardia è soltanto uno.

Nel 2007 si presenta, difatti, l’occasione di una vita.

Dichiaratosi al Draft, viene scelto alla numero 18 del primo giro dai Golden State Warriors.

Marco raccoglie la sfida con entusiasmo nonostante tutte le difficoltà del caso.

Ad Oakland non vede spesso il parquet nonostante prestazioni eccelse come quella da 23 punti contro i Toronto Raptors di Bargnani.

Marco Belinelli
Marco Belinelli ai Warriors

Nel 2009 sono proprio i Raptors ad accaparrarsi i suoi servigi  in cambio di Devean George.

In terra canadese la vita, però è ancora più dura.

Il talento di DeRozan lo porta diverse volte a guardare la partita dal campo e, addirittura, a fare un’esperienza in D-League.

Passata la stagione, inoltre, i dirigenti non lo considerano più parte del progetto.

I sogni di gloria sembrano ormai svaniti ma la vita sportiva del giocatore cambia definitivamente l’anno successivo.

Viene scambiato nuovamente, per Julian Wright, con i New Orleans Hornets.

E a New Orleans Marco vive una seconda giovinezza cestistica.

Parte nel quintetto titolare, assieme a giocatori del calibro di Chris Paul – Trevor Ariza – David West – Emeka Okafor, riesce a stabilire ottime percentuali e si specializza nel mortifero tiro da tre (40%).

In questo periodo conosce anche la post-season, contro i Los Angeles Lakers, e nonostante la sconfitta riesce a farsi notare ancor di più nel basket a stelle e strisce.

L’anno successivo è quello della definitiva maturazione.

Coach Thibodeau lo porta a Chicago e la sua presenza garantisce alla squadra punti, difesa e anche prestazioni da grande giocatore (chiedere ai Boston Celtics per conferma)

Marco Belinelli
Marco Belinelli agli Spurs

Nonostante l’ottima annata, i Bulls decidono però di non rinnovarlo… Facendo un grosso errore.

A questo punto della sua carriera non poteva non arrivare l’occasione d’oro che gli viene offerta dai San Antonio Spurs.

Nella prima stagione con gli speroni Belinelli diventa un giocatore di livello superiore.

Aggiorna per due volte il suo carrer hig, con 28 e 32 punti (contro i Knicks di Bargnani), e con la percentuale del 44% al tiro da tre viene invitato all’All Star Game dove si aggiudica la gara dalla lunga distanza.

A questo trofeo aggiungerà anche quello più ambito da ogni cestita.

Il 15 giugno 2014 stabilisce un nuovo record diventando il primo italiano a vincere un titolo NBA.

Dopo quella straordinaria stagione inizia a girovagare un pò per gli States.

Kings, Sixers (dove l’accostamento con Rocky diventa definitivo) e Hawks fanno da cornice ad una carriera al di sopra di ogni aspettativa.

Il ritorno da Pop, infine, sembra quasi scontato.

Il resto è storia recente.

Le sue giocate continuano a far impazzire i tifosi di mezza America.

E le su triple continuano a far sobbalzare i cronisti degli Spurs che ancora oggi ad ogni suo tiro urlano…OH MAMMA MIA!!

Alessandro Falanga

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