Red Hot Chili Peppers

Red Hot Chili Peppers, la californicazione del rock

La storia dei Red Hot Chili Peppers, tra l’amore per il funk, ascese incredibili e cadute inaspettate. Nel nome di John Frusciante


La storia dei Red Hot Chili Peppers è piena di sorprese, tragedie, ritorni inaspettati. Prima del grande successo ci sono due ragazzi, il bassista Flea appassionato di jazz e il suo amico Anthony Kiedis. I due formano nei primissimi anni ottanta il nucleo originario dei Red Hot. Dopo le prime timide esibizioni nei locali di Los Angeles, la band riesce a ottenere un contratto con la EMI. Nel 1984 esce The Red Hot Chili Peppers.

Gli altri elementi del gruppo sono all’epoca Jack Sherman alla chitarra e Cliff Martinez alla batteria. Prodotto da Andy Gill dei Gang Of Four, l’album non ottiene successo commerciale e il tour non dà risultati migliori, soprattutto a causa dei contrasti del chitarrista con Kiedis e Flea. Ci sono anche screzi con il produttore Andy Gill: non saranno i primi né gli ultimi problemi. Nel frattempo Sherman viene licenziato, ed Hillel Slovak amico di lunga data dei due, entra ufficialmente nel gruppo.

Il primo disco dei Red Hot Chili Peppers si segnala per l’alchimia sonora che vede rock, riff hard rock tipicamente anni ottanta, il basso funk di Flea, le ritmiche serrate di Martinez e i testi rappati di Kiedis. E’ un disco immaturo, ma si intravede l’enorme potenziale sonoro.

George Clinton, genio creativo dei Parliament e dei Funkadelic viene ingaggiato per la produzione di Freaky Styley che esce nel 1985. Grazie alla grande alchimia che si era creata tra la band e il produttore il disco risulta più a fuoco rispetto all’esordio. L’LP fonde in maniera convincente la miscela di generi che diventerà il marchio di fabbrica del gruppo. Freaky Styley vede un netto miglioramento anche tecnico dei musicisti. 

Il disco consente, grazie al discreto successo del singolo Hollywood (Africa) di intraprendere un tour americano e due apparizioni nel Vecchio Continente.
Nel frattempo si segnala anche un altro cambio. Il batterista Jack Irons prende il posto di Cliff Martinez. Martinez cambierà la sua carriera reinventandosi musicista per colonne sonore dei film di Steven Soderbergh (QUI la recensione di The Knick).

Il loro terzo album The Uplift Mofo Party Plan esce nel 1987, ed è il primo ad inserirsi nella classifica Billboard. Prodotto da Michael Beinhorn, l’LP viene promosso anche da un tour in Europa. Il 27 giugno 1988 Hillel Slovak viene trovato morto per overdose in un albergo di Los Angeles.
Colpito dalla gravità del fatto Irons lascia la band. Diventerà il batterista dei Pearl Jam a metà anni novanta.

Kiedis e Flea non si perdono d’animo. Ingaggiano Chad Smith alla batteria e il giovanissimo John Frusciante alla chitarra. Frusciante è l’erede naturale di Hillel Slovak. Nel 1989 la band pubblica Mother’s Milk. L’enorme potenziale della band viene messo in mostra ma la sensazione è che manchi ancora qualcosa per fare il grande salto.
Chad Smith si segnala per la potenza della sua batteria, Frusciante per i suoi riff eclettici e fantasiosi. Anche questa volta la band ha problemi con il produttore che vorrebbe un sound più pesante e meno funk. Nonostante tutto il disco ottiene un buon successo.

Per la produzione del nuovo album viene scelto il celebre produttore Rick Rubin, noto per aver lavorato anche con i Dickers, i Beastie Boys, gli Slayer e i Run DMC. Rubin sceglie un’imponente villa a Laurel Canyon dove lui e il gruppo si isolano. Come titolo per l’album viene scelto Blood Sugar Sex Magik.

Il disco esce il 24 settembre 1991. L’album vende qualcosa come tredici milioni di copie e li rende tra i musicisti più influenti del mainstream. Il successo del disco arriva grazie ai singoli e ai video di Give It Away e alla ballata Under The Bridge, dedicata alle difficili esperienze di Anthony Kiedis con l’eroina.
Nel maggio del 1992 Frusciante, alle prese anche lui con l’eroina e coinvolto in contrasti con gli altri Red Hot, lascia il gruppo durante la tappa giapponese del loro tour. 

Il 12 settembre 1995 esce One Hot Minute. Il disco incorpora elementi classicamente funk e rock, ma si distingue soprattutto per le influenze psichedeliche e in parte metal derivanti dal nuovo chitarrista Dave Navarro.
One Hot Minute vende cinque milioni di copie grazie a pezzi come WarpedMy FriendsAeroplane e la conclusiva Transcending, dedicata all’attore e vecchio amico River Phoenix. Nonostante il buon successo del disco Navarro lascia i Red Hot nel 1997, a causa delle loro divergenze, ma anche a causa di propri problemi fisici derivati dalla tossicodipendenza.

Nel 1998 John Frusciante torna nella band. 

Dopo più di un anno di produzione insieme a Rick Rubin, l’8 giugno 1999 esce Californication, il loro album di maggior successo commerciale con quindici milioni di copie vendute. L’album viene trainato da Scar Tissue, Around The World, Otherside e dalla title track. Musicalmente il disco si orienta su un funk rock maturo e sporco quanto basta. Ci sono momenti rock e altri più introspettivi come Porcelain o la conclusiva Road Trippin’.

Californication è il degno sequel di Blood Sugar Sex Magik. E’ un disco più rock, più maturo. Più potente, anche se la produzione di Rick Rubin viene pesantemente criticata per la masterizzazione sonora. E’ fuori dubbio che questi due dischi siano quelli che meglio raccolgono l’essenza della band californiana: se avete dubbi ascoltatevi anche le b-sides del periodo. 

Dopo aver girato il mondo per la promozione del loro disco, il 9 luglio 2002 esce By The Way, prodotto ancora da Rick Rubin. Rispetto agli altri dischi del gruppo è meno funk e contiene molte – troppe? – ballate. Il sound di By The Way è molto influenzato dalle scelte melodiche di John Frusciante a discapito di uno stile più rock. Una costante che inizierà a cambiare la chimica nel gruppo. Nonostante le critiche dei fan storici la band è sempre sulla cresta dell’onda, raccogliendo anzi nuove schiere di fan in tutto il globo.

Nel 2006 i Red Hot pubblicano il doppio e ambizioso Stadium Arcadium: un contentino per tutti i fan. Nelle ventotto tracce infatti c’è spazio per tutti i generi musicali: si passa da brani funk rock come Hump De Bump o Storm In A Teacup a brani più rock come Stadium Arcadium, Dani California o Wet Sand. C’è spazio anche per le ballate di Hey o Desecration Smile

Il 14 dicembre 2009 inaspettatamente John Frusciante annuncia la nuova uscita dalla band per dedicarsi esclusivamente ai progetti solisti, dichiarando che il gruppo si sarebbe messo al lavoro con Josh Klinghoffer, che aveva già affiancato la band come secondo chitarrista durante i precedenti tour.
Il risultato di questa nuova formazione è il sobrio I’m With You che esce nel 2001. Il disco mostra una band più coesa, quasi libera dal peso creativo di un genio come John Frusciante.
Il disco è scorrevole e alterna momenti rock a momenti più movimentati, oltre a presentare buone ballad.

Nel 2016 la band presenta, dopo un silenzio di cinque anni, il nuovo disco The Getaway. La formula resta invariata: si passa da momenti di puro funk rock ad altri più introspettivi. Il suono cambia: per la prima volta a produrre non è Rick Rubin ma Danger Mouse.
Il sound diventa meno chitarristico e spazia tra diversi generi data l’assenza di Frusciante, ma la band se la cava egregiamente.

Il 15 dicembre 2019 – a dieci anni dall’abbandono di John Frusciante – la band annuncia clamorosamente l’uscita dal gruppo di Klinghoffer e il simultaneo ritorno proprio di Frusciante. Al momento i quattro sono impegnati per realizzare un nuovo album, con un ritorno di Frusciante che alza le aspettative nei confronti di una band che non sa cosa vuol dire arrendersi.

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