Maus

Maus, quando il fumetto divenne opera d’arte

Uscito nel 1980, in brevissimo tempo Maus è diventato un fumetto potente. E’ la storia di Vladek e del suo periodo passato ad Auschwitz


Maus è la storia di Art Spiegelman. Maus è la storia di suo padre Vladek. Ma è anche lo scontro tra due generazioni. Il fumetto inizia con Art che va a trovare suo padre Vladek a Rego Park, Stati Uniti. Non lo vede da molto tempo: il rapporto tra i due non è molto solido. Art di reca da suo padre per una ragione specifica, vuole scrivere un fumetto sulla sua vita, sulla sua storia.

Vladek, dal carattere duro e autoritario, è uno spilorcio attaccato ai beni materiali. Ma ha anche avuto una vita intensa. Era un giovanotto di bell’aspetto nella Polonia di fine anni trenta e in quel periodo si innamora della bella e intelligente Anja: la sua famiglia è molto ricca e per un breve periodo la storia d’amore tra i due sembra andare bene, anche se Anja ha la tendenza a essere triste. I due hanno anche un figlio, Richieu.

Ben presto la storia diventa sempre più scura e pessimista. Lentamente e inesorabilmente l’incubo del nazismo inizia a diffondersi in tutta Europa, in particolar modo in Polonia. Vladek porta sua moglie Anja in una clinica in Cecoslovacchia per ritrovare il sorriso e vede per la prima volta una svastica. Nel 1939 Vladek viene richiamato nell’esercito per combattere contro l’invasione nazista nel suo paese.

Vladek conosce la prigonia per qualche mese, riesce a fuggire e assieme alla moglie e al figlio inizia una lenta e dolorosa traversata in cerca di rifugi, nascondendosi in stalle o in case di amici. O presunti tali. La storia di questa piccola famiglia di ebrei polacchi diventa in breve una questione di sopravvivenza, di mercato nero, di baratto, di scambi di oro per cibo e viceversa. Vladek e sua moglie vengono scoperti e condotti ad Auschwitz dove vengono separati e costretti ad ogni trucco per sopravvivere ad un incubo che pare non avere fine.

La storia di Maus è una storia di per sé molto potente. A questo aggiungete la potente metafora dei personaggi – i protagonisti gli ebrei perseguitati, sono rappresentati da dei topi e sono contrapposti ai nazisti dipinti come gatti, i francesi diventano rane, i polacchi maiali, gli americani cani – e avrete tra le mani un capolavoro del fumetto. Anzi, qualcosa di ancora più sconvolgente.

Accanto alle vicende dello sfortunato ma risoluto Vladek c’è quella di suo figlio Art che ha vissuto per anni con addosso il senso di colpa per il suicidio della madre e con la presenza del fantasma del fratello Richieu, scomparso durante il conflitto.
Maus è una storia di traumi, una storia di scontri tra generazioni tra chi ha vissuto l’incubo dell’Olocausto e chi invece è nato nel benessere. 

Maus è fortemente autobiografico. All’inizio del primo capitolo della seconda parte, Spiegelman esprime direttamente al lettore i suoi dubbi ed i problemi affrontati circa la realizzazione del suo ambizioso progetto, come la paura di non rispettare le tante vittime dell’Olocausto con un’opera forse inadeguata, al di là della difficoltà tecnica della realizzazione.

Nonostante i dubbi dell’autore il libro scuote sin dalla sua uscita il grande pubblico, tanto da vincere lo Special Award del Premio Pulitzer. Ottiene un forte apprezzamento di critica e pubblico in tutto il mondo, anche come riconoscimento di un immane lavoro di illustratore e scrittore. Mostra per la prima volta le potenzialità del fumetto. La nona arte diventa uno strumento innocente per raccontare una storia di dolore, perdita, trauma.

Il fumetto – o faremmo meglio a dire la graphic novel? O il romanzo? – è diviso in due parti: la prima si intitola Mio padre sanguina storia e racconta della vita di Vladek e Anja Spiegelman, i genitori di Spiegelman prima di finire ad Auschwitz. La seconda si intitola E qui sono cominciati i miei guai e racconta gli anni successivi, descrivendo la vita all’interno del campo di concentramento. Alle parti ambientate negli anni Trenta e Quaranta si alternano quelle ambientate nel presente, in cui lo stesso Spiegelman è uno dei personaggi e parla con suo padre per farsi raccontare la sua storia.

L’opera di Art Spiegelman può essere letta da numerosi punti di vista. Quello che non cambia è l’aspetto drammatico dell’opera, un’opera che non può non scuotere il lettore. Un’opera che dovrebbe essere fatta leggere a scuola. Nella semplicità del fumetto Maus racconta una storia di dolore, ma lo fa in maniera originale e poetica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.