La signora del martedì

La signora del martedì, il noir oltre il noir

La signora del martedì, il noir oltre il noir. La nostra recensione del nuovo lavoro di Massimo Carlotto


La signora del martedì
La signora del martedì – La copertina del romanzo

Nel 1972, con Sbatti il mostro in prima pagina, Marco Bellocchio portava alla luce la tendenza a giudicare (e condannare) sommariamente gli individui da parte della stampa.

Questa situazione si è drasticamente aggravata negli ultimi anni anche a causa dell’avvento dei social.

Attraverso questi – e il classico lavoro dei media tradizionali – la possibilità di creare un mostro (vero o presunto) diventa ancor più facile.

Ciò è divenuto ancor più usuale a causa della voglia matta di chiunque di stanare e colpevolizzare qualcuno, al di là della veridicità dell’accusa.

Il dato in questione viene fatto proprio e rielaborato da Massimo Carlotto ne La signora del martedì, nuovo lavoro dello scrittore edito E/O (2020).

Nell’affrontare la tematica in questione, però, Carlotto decide di intraprendere una strada del tutto nuova.

Una strada che conduce verso un nuovo genere letterario.

Che facilmente si caratterizza per alcuni elementi ma che, indubbiamente, li supera grazie ad un’impostazione del tutto differente.

La trama de La signora del martedì ruota attorno a tre figure cardine.

Bonamente Fanzago, Alfonsina Malacrida e il Signor Alfredo Guastini.

I tre, totalmente differenti tra loro per pecularità e vissuto personale, si trovano ad affrontare un’oscura realtà dopo un susseguirsi di eventi particolari nella loro vita.

Con questo nuovo romanzo, l’autore padovano riesce a creare un genere del tutto particolare.

Che ben si inserisce nel classico noir ma che lo supera e lo modella a suo piacimento grazie ad una spettacolare amalgama di generi e storie presenti.

La signora del martedì, infatti, è una storia d’amore che si intreccia con la tipica letteratura di Carlotto ma che riesce anche ad unirsi ad un mondo a sè stante.

Questo nuovo esperimento si lega fortemente ad un elemento molto caro allo scrittore.

L’attualità.

Se con gli scritti precedenti Carlotto è stato in grado di descrivere quanto accaduto attorno, con il nuovo lavoro inserisce lo scritto direttamente nel quotidiano.

In pratica sembra quasi che, al contrario del passato, questa volta sia stata la quotidianità ad inghiottire quanto lo scrittore aveva da dire.

L’odio immotivato, la ricerca spasmodica di un colpevole e il vizio di ergersi a giudice pronto a condannare sono alcuni degli elementi cardine del libro.

La signora del martedì
Massimo Carlotto

A tutto ciò, inoltre, si aggiunge la perfetta caratterizzazione dei personaggi.

Ai tre protagonisti, in cui c’è molto dell’autore, vengono affiancate figure al limite tra luci ed ombre che dipingono esattamente lo stereotipo del cittadino comune.

Il dato, per nulla insignificante, è riscontrabile anche nel messaggio presente ne La signora del martedì.

Carlotto non racconta la storia di uno specifico personaggio ma la storia di un’intera popolazione.

Una popolazione troppo abituata a guardare l’altro tanto da renderlo il nemico per eccellenza, pur non conoscendo totalmente i fatti.

In sintentesi, questa nuova fatica letteraria si presenta come strumento di riflessione che avvolta nello splendido stile dello scrittore mira a scuotere le coscienze su quanto creato nei giorni nostri.

Alessandro Falanga

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