Capodanno a 30 anni

Capodanno a 30 anni, la ricetta perfetta per affrontare il 31 dicembre

Capodanno a 30 anni, la ricetta perfetta dei Ware en Valse per affrontare il 31 dicembre. I nostri auguri di buon 2020 con i cortometraggi


Capodanno a 30 anni
Ware en Valse – Capodanno a 30 anni

Quando ci si accorge di essere cresciuti?

Semplice!

Attraverso segnali impercettibili che ti fanno capire che non si è più in grado di affrontare qualcosa come lo si faceva a 20 anni.

Capodanno a 30 anni, nuovo lavoro del gruppo marchigiano Ware en Valse, tende ad evidenziare proprio questo aspetto.

Con la classica ironia che contraddistingue le produzioni, Capodanno a 30 anni è un vero e proprio manifesto per l’età matura.

La trama, come di consueto, è molto semplice e diretta.

In pieno stile Ocean’s Eleven, un gruppo di trentenni organizza una strategia per sopravvivere alle ore piccole dell’ultimo dell’anno.

Si architettano ricette di ogni tipo e a dir poco sopra le righe, accompagnate dall’immancabile caffè – bevuto in maniera spropositata dai personaggi – del cenone.

Il gruppo rimane sveglio fino alla fatidica mezzanotte ma, proprio mentre è in corso un brindisi di buon augurio, irrimediabilmente cadono tutti tra le braccia di Morfeo.

Con questa nuova uscita in attesa del 2020 i Ware en Valse propongono uno spaccato di vita reale.

Il messaggio, infatti, è chiarissimo.

L’età è il metro di tutto e solamente con espedienti di ogni genere – spesso inutili – si può cercare di replicare esperienze passate, non più riproponibili.

Capodanno a 30 anni
Capodanno a 30 anni – Una scena del cortometraggio

I tanti riferimenti alla quotidianità, inoltre, fungono da perfetta cornice all’idea di base.

I rapporti di coppia, in particolar modo, e limiti di un’età mai del tutto accettata raccontano in tono scherzoso ciò che ognuno di noi vive giornalmente.

A tuttò ciò si associa anche la caratterizzazione dei personaggi.

Ad un Brunelli leader carismatico, difatti, viene affiancato il gruppo di eroici amici guidato da un Giuseppe Puocci in grande spolvero, anche grazie alla sua presenza nei tanti flashback.

Infine non si può non citare quel tocco di politicamente scorretto che distingue tutti i lavori del gruppo.

Lo xanax, l’effetto Presidente e l’omologazione dettata dai festeggiamenti a tutti i costi non solo puntano a presentare la realtà nuda e cruda ma tentano di portare ad una riflessione su quanto siano particolari gli anni che viviamo.

Alessandro Falanga

 

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