The Clash

The Clash, in the name of Joe Strummer

Padrini del punk, musicisti curiosi e sopraffini. The Clash un fenomeno musicale e politico senza precedenti, nel nome di Joe Strummer


Londra, 1976. La prima ondata del punk made in England muove musicisti ansiosi di farsi ascoltare. Tra loro Mick Jones, chitarrista e fan di gente come New York Dolls e Mott The Hoople. Suona nei London SS, il cui manager è Bernard Rhodes detto Bernie. Proprio Rhodes un giorno incontra Paul Simonon. Sarà Jones ad impartirgli lezioni di basso. Il gruppo è formato da Jones alla chitarra, Simonon al basso, Keith Levene alla chitarra.

Come cantante i quattro reclutano Joe Strummer dai 101’ers. Joe Strummer è dotato di una voce roca e graffiante e di un’innata capacità di scrivere testi. I ragazzi si installano in un edificio abbandonato, adibito a sala prove, il Rehearsal Rehearsals, che diventa la base operativa del gruppo.
Alla batteria venne chiamato Terry Chimes.
Nascono i Clash.


Il loro primo concerto si tiene nel luglio del 1976 al Black Swan di Sheffield come spalla dei Sex Pistols. La performance si rivela un mezzo insuccesso, ma il gruppo presenta pezzi che diventeranno veri e propri inni come Janie JonesLondon’ s Burning1977.

Proprio nel 1977 – dopo un lungo periodo a portare in giro per il Regno Unito il carrozzone punk – Strummer e Jones pongono le basi per la realizzazione del primo LP. Esce il singolo White Riot che anticipa l’album The Clash che esce ad aprile ed ottiene un successo considerevole nel Regno Unito. Solo dopo due anni viene pubblicata negli USA una versione modificata del disco con il brano I’m So Bored With The U.S.A. censurato.
L’album, dal suono ruvido e dai testi rabbiosi e politicizzati, è ancora oggi tra i classici del punk rock.

A seguito della pubblicazione del loro primo album ingaggiano Nick Topper Headon alla batteria. Headon possiede una notevole tecnica musicale e si rivelerà l’arma in più del quartetto negli anni successivi.

Agli inizi del 1978, Jones e Strummer compiono un viaggio in Giamaica, per approfondire la conoscenza della cultura rasta. In questo momento nascono i Clash politici, quelli della coscienza sociale: il viaggio, che li porta a toccare tutta la povertà nell’isola, porta alla creazione di brani come (White Man) In Hammersmith Palais e Safe European Home.

Give ‘Em Enough Rope – questo il titolo del secondo LP del quartetto – viene pubblicato verso la fine del 1978 e debutta al numero due della classifica britannica, ma non riusce ad entrare nei primi cento nel mercato statunitense. Le pressioni dell’etichetta discografica per ottenere un sound più pulito vengono accolte ingenuamente dalla band che dà vita a un disco interessante ma troppo accomodante e distante dal sound sporco del primo, mitico The Clash.

Give ‘Em Enough Rope è il primo album dei Clash ad essere pubblicato da un’etichetta statunitense e per promuoverlo il gruppo si imbarca nel suo primo tour oltre Manica che si rivela un grande successo.


Per la produzione del terzo album i Clash si affidano a Guy Stevens. Questa volta i quattro hanno le idee chiare: niente influenze da parte dell’etichetta discografica, libertà di azione e di creazione del materiale sonoro.
London Calling 
è considerato una pietra miliare e canzoni come Train In VainClampdown e London Calling sono ascoltabili con regolarità nelle stazioni radio di musica rock ancora oggi.
Il tema politico è molto frequente: Spanish Bombs racconta della guerra civile spagnola. The Guns of Brixton – composta e cantata da Paul Simonon – parla della situazione del quartiere popolare londinese abitato da immigrati. Clampdown è al tempo stesso un ricordo dei crimini nazisti ed una critica al sistema capitalista.
Koka Kola uno sguardo spietato sulla realtà statunitense. Revolution Rock è il vero manifesto politico della band.

London Calling è un disco rivoluzionario. Il genere è sempre improntato sul punk ma viene arricchito da fiati, incursioni jazz e ska.

Sul finire del 1980 i Clash fanno seguire a London Calling un triplo album intitolato Sandinista!.
Il risultato è un lavoro vasto, l’apice compositivo della band che continua e accresce la sua sperimentazione nel reggae e nel dub –
Let’s Go Crazy – e si espande in altri stili musicali e tecniche di produzione. Ancora una volta jazz – Look Here –  il rap rock di The Magnificent Seven, che assieme a Rapture dei Blondie è ritenuta la prima incursione in quel genere da parte di un gruppo di bianchi.
C’è persino il valzer di
Rebel Waltz, collage di loop registrati su nastro – Mensforth Hill e tanto rock come nel caso di Police On My Back.

Non mancano i brani con una piena valenza politica, tra i quali spicca certamente Washington Bullets, fortissima denuncia verso il coinvolgimento statunitense in America Centrale ed in Sudamerica, a loro parere di chiaro stampo fascista. Assieme ai Police i Clash sono sperimentatori, innovatori, musicisti assetati di nuovi generi da portare a un pubblico variegato.


Combat Rock viene pubblicato il 14 maggio 1982 ed è il loro album più venduto.

Contiene i singoli Rock The Casbah scritto dal batterista Topper Headon e Should I Stay Or Should I Go, entra nella Top Ten statunitense e al secondo posto di quella britannica. Ghetto Defendant vede la partecipazione di Allen Ginsberg, mentre Red Angel Dragnet cita il film Taxi Driver con frasi di Robert De Niro campionate dal film originale. Da parte di alcuni appassionati della band è sempre stata espressa perplessità verso questo album, che a loro parere aveva perso la caratterizzazione fortemente politica e punk, anche a causa dei dissapori crescenti tra la band che di lì a qualche anno ne avrebbero causato lo scioglimento.

Dopo questo album i Clash iniziarono a disintegrarsi. Topper Headon venne cacciato a causa della sua dipendenza dall’eroina, che ormai rendeva difficile lo svolgimento dei concerti e lo aveva sempre maggiormente allontanato dal resto del gruppo. Il batterista originario, Terry Chimes, venne ripreso per suonare nei concerti successivi.

Terry Chimes lascia la band dopo il Combat Rock Tour del 1982. Nel 1983, dopo una lunga ricerca per un nuovo batterista, viene reclutato Pete Howard, che si esibisce con la formazione originale in diverse date minori negli USA e davanti al più grande pubblico mai avuto dai Clash, allo US Festival di San Bernardino in quella che sarà ricordata come l’ultima apparizione di Mick Jones con i Clash. Nel settembre 1983 Strummer e Simonon cacciano Jones dal gruppo, citando il suo comportamento problematico e la divergenza nelle aspettative musicali. E’ la fine della formazione classica dei Clash.


Strummer porta la band a girovagare per l’Inghilterra del nord e la Scozia, suonando gratis agli angoli delle strade e nei bar. Il gruppo fa gli ultimi concerti in alcuni festival europei del 1985. Nel frattempo venne pubblicato l’album, Cut The Crap, che riceve una scarsa accoglienza. Cut The Crap non fu nemmeno incluso nella discografia ufficiale redatta dai Clash alcuni anni dopo, dato che Joe Strummer rinnegò il lavoro.

Nel corso del 1986 il gruppo tenta di rimettersi insieme con una nuova formazione. L’idea non ebbe seguito e di lì a poco venne dato l’annuncio ufficiale dello scioglimento dei Clash.

Nel corso degli anni si è tentato in ogni modo di rimettere insieme i quattro ma la morte di Joe Strummer, avvenuta il 22 dicembre 2002, pone fine ai sogni di gloria dei fan della band. Quello che resta oggi, trent’anni dopo lo scioglimento dei Clash sono una serie di dischi epocali. E una band epica, una delle ultime della storia del rock ad aver impresso così fortemente l’immaginario collettivo a suon di parole e note infuocate. 

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