Dylan Dog

Dylan Dog, il re del fumetto italiano

Il 26 Settembre 1986 usciva la prima storia di Dylan Dog. Sono passati più di trent’anni, molto è cambiato. Anche Dylan Dog.


Londra. Groucho Marx. Cinquanta sterline al giorno più le spese. Mostri. Xabaras. Sono questi alcuni elementi utili per addentrarci nel mondo di Dylan Dog. Un mondo, anzi un universo, fatto di mistero, inquietudine, finali a sorpresa e tante tante domande. La bellezza di Dylan Dog sta proprio in questo. Gli albi – specialmente i primi numeri – sono pieni zeppi di domande, misteri, fantasmi, mostri. Dylan Dog è una costante citazione del mondo del Cinema – tra i quali Dario Argento e John Carpenter, ma anche Alfred Hitchcock – e della musica – Dylan ama suonare il clarinetto e ascolta spesso vinili di colonne sonore – oltre che della magia, della filosofia e della Storia.

Per raccontare uno dei fumetti italiani più importanti occorre fare un salto indietro di trent’anni quando Sergio Bonelli – proprietario dell’omonima casa editrice che tra l’altro partorì Tex e Zagor – assieme a Decio Canzio decide di tornare a occuparsi di fumetti più commerciali. Alla loro porta bussa un giovane scrittore, Tiziano Sclavi, con un personaggio appena partorito. Un personaggio che cita Dylan Thomas, che vive a Londra e che ricorda nei lineamenti Rupert Everett.

Dylan Dog non è un solitario. Ha un assistente, più che un assistente una spalla comica. Si chiama Groucho Marx – altra citazione cinematografica – e racconta barzellette o aneddoti buffi, di continuo, infastidendo i clienti.
Già, i clienti.
Dylan Dog si professa indagatore dell’incubo, ha avuto una breve parentesi a Scotland Yard ma decide di fare di testa sua, inventandosi una professione: indagatore dell’incubo.

Un altro personaggio che gravita attorno alla vita di Dylan è l’ispettore Bloch. Da sempre amici, i due si aiutano a vicenda anche se Bloch – sempre in procinto di andare in pensione – è sempre riluttante alla richieste del suo Old Boy. Allergico al sangue, vicino alla depressione – non rido dal 1954 è una sua frase storica – aiuta in ogni modo Dylan, spesso rischiando la pensione.
Non mancano le donne. Dylan è circondato da donne, ne frequenta di bizzarre, di matte scatenate che ogni tanto prova a sposare, salvo poi scappare a gambe levate.

E poi ci sono le storie. E che storie. Il #1 L’alba Dei Morti Viventi, uscito alla fine di settembre del 1986 durante le prime settimane fa fiasco. Poi la voce si sparge e Dylan Dog diventa un fenomeno di costume, un’icona. Il boom lo raggiunge negli anni novanta. Le storie di Dylan Dog sono storie auto conclusive, ma hanno il pregio di lasciare più di una domanda al lettore. E lo fanno con storie mozzafiato, che trattano di vampiri, spiriti, fantasmi, uccisioni, killer, misteri.

Nelle storie di Dylan Dog sono presenti citazioni più o meno palesi di altre opere, sia cinematografiche che letterarie o persino musicali.

Nel #1 L’alba Dei Morti Viventi si trovano riferimenti a film horror anni settanta e ottanta come Night Of The Living Dead (La Notte Dei Morti Viventi) e Zombi di George A. Romero e An American Werewolf In London (Un Lupo Mannaro Americano A Londra) di John Landis. Alcune storie traggono spunto da un luogo o una situazione celebre per sviluppare una trama differente come per esempio nel #3 Le Notti Della Luna Piena in cui ambientazione e alcuni personaggi sono citazioni di Suspiria di Dario Argento.
Omaggi al cinema di Argento compaiono anche nel #5 Gli Uccisori dove il regista compare in un cameo tra la folla o nel #26 Dopo Mezzanotte dove un punk passa a Dylan una lattina di Coca-Cola piena di cocaina da sniffare dalla cannuccia proprio come facevano i punk di Dèmoni.

Psycho di Alfred Hitchcock è citato nel #20 Dal profondo con il Bates Motel e nel #243 L’assassino E’ Tra Noi con la sequenza dell’omicidio sotto la doccia. Il #9 Alfa e Omega cita chiaramente 2001 A Space Odyssey (2001 Odissea Nello Spazio).
Nel #11 Diabolo Il Grande ricorda Jack Nicholson in The Shining, mentre nel #14 Fra La Vita E La Morte un barbone ha le sembianze di Gene Wilder.

#19 Memorie Dall’invisibile è una delle storie più toccanti del primissimo Dylan Dog. Racconta di un uomo solo al mondo che assiste, suo malgrado all’omicidio dell’unica donna che ama. Il fumetto cita Fabrizio De André, Charles Chaplin e persino il pittore Edward Hopper, confermando la natura eclettica di Dylan Dog.

Il #33 Jekyll! richiama Strange Case Of Dr Jekyll And Mr Hyde (Lo Strano Caso Del Dottor Jekyll E Del Signor Hyde) e che, insieme alla poesia The Crow (Il Corvo) di Edgar Alla Poe, è fonte di ispirazione per una trama originale. Anche il #60 Frankenstein! che esce nel settempre 1991 parte dalla storia di Mary Shelley.

Nel #62 I Vampiri luoghi, personaggi e nomi all’inizio della storia sono una citazione ancora una volta di Zombi di George A. Romero ma poi la trama se ne discosta in maniera originale. Il #67 L’uomo Che Visse Due Volte è un omaggio a Il Fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello in quanto il cliente di turno si chiama Matthew Pascal e il suo alter ego è Adrian Mehis. Il #47 Scritto Col Sangue cita il lavoro di Stephen King.

Nel #40 Avvenne Domani Groucho venuto in possesso di un giornale che riportava le notizie del giorno dopo telefona al suo allibratore che riporta le fattezze di Chico Marx e il nome di uno dei cavalli su cui Groucho scommette è Duck Soap, altro film dei Fratelli Marx.

Il #44 Riflessi Di Morte cita High Noon (Mezzogiorno Di Fuoco), western del 1952, El Angel Exterminador (L’Angelo Sterminatore) e The Evil Dead (La Casa) di Sam Raimi.

Anche la musica è fonte di ispirazione. Nel #19 Memorie Dall’invisibile in cui una vecchia nana termina la sua frase con le ultime parole di Un Giudice e in cui Dylan dona gli ultimi versi di Giugno ’73 a una sua fidanzata. Nel #31 Grand Guignol il dottore cita Un medico. Nell’albo #19 La Peste c’è un chiaro riferimento ad un passo dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Molto spesso, specie nei primi numeri, Dylan Dog ascolta le colonne sonore dei film di Brian De Palma. Il regista viene omaggiato anche nel #42 La Iena dove compaiono citazioni del suo Scarface.

Se pensate che le citazioni siano solo cinematografiche vi sbagliate di grosso. Il fascino di Dylan Dog sta nell’unità di diverse forme artistiche. Se vi capita di sfogliare #41 Golconda troverete una copertina che cita Golgonde di René Magritte, in una trama che invece assorbe l’opera di Lucio Fulci Paura Nella Città Dei Morti Viventi e Angel Heart (Ascensore Per L’inferno) di Alan Parker.

Nel giugno 1990 esce il #57 Ritorno Al Crepuscolo. Numerose sono le citazioni tra le quali troviamo The Elephant Man di David Lynch, Two Evil Eyes (Due Occhi Diabolici) di George A. Romero.

Per gli appassionati di Twin Peaks due numeri fondamentali sono i #64 I Segreti Di Ramblyn e il suo seguito #65 La Belva Delle Caverne. I due numeri escono rispettivamente nel dicembre 1991 e gennaio 1992 in piena moda Twin Peaks. 

Dylan Dog è sempre stato influenzato – almeno in questi primi numeri – dalla cultura del momento. Ad esempio nell’aprile 1992 esce il #80 Il Cervello Di Killex una delle storie più importanti che avrà anche un seguito qualche anno dopo. Il protagonista è liberamente ispirato ad Hannibal Lecter di The Silence Of The Lambs (Il Silenzio Degli Innocenti) di Jonathan Demme.

Dylan Dog continua a racimolare citazioni e a farne un uso assolutamente originale. Un fumetto eterno che non smette di farci sognare, sorridere e rabbrividire.

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