Terminator

Terminator, il futuro secondo James Cameron

Terminator di James Cameron ha cambiato la storia del cinema di fantascienza. Raccontiamo la storia dei primi due capitoli della saga


Quando nei primi anni ottanta James Cameron si mette al lavoro sul suo nuovo film, ha le idee abbastanza chiare. Il suo secondo film – dopo Piranha Part Two: The Spawning – dev’essere ispirato alla fantascienza anni cinquanta, a John Carpenter e a Interceptor.

La trama di Terminator è notissima: nel 1984 viene inviato un androide cibernetico col compito di uccidere Sarah Connor. Sarah darà alla luce John che nel futuro darà filo da torcere alle Macchine. Nel 1997 è prevista l’Apocalisse con le Macchine che prenderanno il sopravvento sull’Uomo. John è quindi un elemento fondamentale nella lotta.
Nello stesso anno viene inviato anche il soldato Kyle Reese col compito di proteggere Sarah. Kyle è stato inviato da John in persona per proteggere la madre.

Sarah Connor è al centro di questa lotta tra bene e male. Una lotta che Sarah non conosce e probabilmente non vedrà. Anche lo spettatore non la vede, se non in una particolare, inquietantissima scena: quella delle Macchine che schiacciano teschi umani.

Arnold Schwarzenegger interpreta il Terminator. Schwarzenegger ha solo diciotto battute nel film, e meno di cento parole. Il suo è il ruolo di un killer che non si ferma davanti a niente e nessuno. Terminator ha un solo scopo: uccidere Sarah Connor. Non ha coscienza, non prova empatia, è una macchina di morte.

Il film esce tra il gennaio e il maggio del 1985 in tutto il mondo ed è un successo tanto di pubblico quanto di critica. Con gli anni Terminator verrà considerato una pietra miliare del filone fantascientifico cyberpunk. Non a caso la terza stagione di Stranger Things rende omaggio al primo capitolo della saga.

Il successo del primo lungometraggio spinge  Cameron a pensare a un sequel. In realtà il regista canadese aveva già in mente un paio di elementi utili per un secondo capitolo, compresa la natura del nuovo Terminator che doveva essere composto di metallo liquido. Idee che verranno sviluppate nel secondo film Terminator 2: Judgment Day del 1992.

La tecnologia cinematografica si è evoluta e James Cameron è considerato dai più un regista di culto – nel frattempo ha diretto Aliens e The Abyss – che col secondo capitolo realizza un film mainstream di fortissimo impatto. Cameron fa tornare Arnold Schwarzenegger nei panni del Terminator. Un Terminator buono inviato dagli uomini per salvare il piccolo John Connor. La vicenda ha infatti luogo nel 1995, alla vigilia dell’Apocalisse prevista nel 1997.

Tante cose sono cambiate: Sarah Connor è rinchiusa in un manicomio, il piccolo John è affidato a una coppia di estranei e vive una vita allo sbando. L’arrivo del Terminator buono sarà l’occasione per John di provare empatia nei confronti di qualcuno. Anche le Macchine hanno inviato un nuovo Terminator, il T-1000 composto di metallo liquido e all’apparenza indistruttibile.

Il secondo capitolo di Terminator è un film che esalta i momenti di azione – gli inseguimenti sono spettacolari e mozzafiato – assieme ad altri più riflessivi come il finale.

Terminator 2: Judgment Day è il primo film a superare la soglia dei cento milioni di dollari di budget diventando il film più costoso mai realizzato fino a quel momento. L’investimento viene abbondantemente recuperato grazie ad un incasso che si aggira sui cinquecentoventi milioni di dollari.

I due film di Cameron si completano a vicenda: più grezzo e affascinante il primo, più fighetto e visivamente spettacolare il secondo. Terminator e Terminator 2: Judgment Day hanno dato vita a una saga cinematografica di indubbio livello.
Siamo dell’idea che questi due lungometraggi siano essenziali e sufficienti per raccontare l’Apocalisse come mai si era immaginata prima.

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