ANIMA

Thom Yorke, Paul Thomas Anderson e ANIMA

ANIMA è il terzo disco solista di Thom Yorke. Un artista che non smette di stupire e incantare, anche senza i suoi Radiohead


La carriera solista di Thom Yorke inizia, quasi a sorpresa, nel 2006. All’epoca i Radiohead stavano preparando In Rainbows e l’uscita del primo solista della voce del quintetto di Ofxord apparve come un evento. The Eraser era un piccolo gioiello elettronico, contaminato dall’uso di strumenti analogici.
Nel 2014 – un po’ meno a sorpresa questa volta – esce Tomorrow’s Modern Boxes.

Il disco, composto di otto tracce, e prodotto con l’aiuto del fidato Nigel Godrich, viene venduto al costo di sei dollari attraverso una inedita interfaccia di BitTorrent ed è accompagnato dal video di A Brain in a Bottle. In meno di un giorno l’album viene scaricato più di centomila volte nel mondo. L’innovativa modalità di vendita e distribuzione diretta rappresenta una nuova via per i musicisti di ottenere un maggior controllo sulle proprie opere.

L’uscita di ANIMA – che arriva a cinque anni di distanza dal precedente disco e a otto mesi dall’uscita dell’OST di Suspiria – era invece attesa da un po’. Il nuovo disco di Thom Yorke flirta con le basi elettroniche, con l’atmosfera da club già accennata nel disco del 2014. Quello che colpisce sono i suoni – sempre interessanti, freschi, intelligenti – ma anche l’uso dei testi. In fondo la penna di Paranoid Android ci aveva abituato ottimamente già nella carriera coi Radiohead.

ANIMA diventa un sussidiario dei nostri tempi, una sorta di gelida guida analitica per quello che riguarda ansie, paranoie, intolleranze dell’Uomo contemporaneo.
L’opener Traffic ci fa già capire come stanno le cose: beat ossessivi e la voce inconfondibile di Yorke. La successiva Last I Heard gioca ancora di più coi suoni, diventando psichedelica nel finale. Ascoltando il secondo brano di ANIMA si ha la sensazione che la voce dei Radiohead abbia sperimentato in studio, portando nuovi suoni e arricchendo notevolmente il suo bagaglio musicale.

Il terzo solista della voce dei Radiohead approfondisce non poco l’uso dei suoni che, in questo disco, diventano di vitale importanza. Un po’ come se l’esperienza di scrittura della OST di Suspiria di Luca Guadagnino abbia dato al nostro nuova ispirazione. 

Il disco ci proietta in un mondo a parte. Un mondo dove non esistono colori, ma beat elettronici. Un mondo dove la guida è la voce di Yorke. Una voce spesso trattata, filtrata, raddoppiata. Moltiplicata e fatta rimbalzare da un canale all’altro. E per questo resa irriconoscibile.
I cambi di tempo sono incessanti. Ascoltando i pezzi – il crescendo sinfonico di Not The News – sembra che alcune parti musicali siano state incollate tra un brano e l’altro con il risultato che spesso non si sa quale brano si stia ascoltando.

Il risultato è la perdita di stabilità proprio come il protagonista della copertina dell’LP. Ovvero un uomo che cade dal cielo precipitando sui grattacieli di una metropoli che sembra risucchiata dalla terra. L’immagine esprime la sensazione di incertezza, instabilità e pericolo espressa dalle canzoni dove si incrociano visioni incoerenti ed enigmatiche come l’auto lasciata col motore acceso in mezzo a un bosco che appare in Twist

I Am A Very Rude Person è l’unico brano che suona in maniera differente rispetto al resto del disco. Utilizzando il suono analogico del basso come lo avevamo ascoltato ai tempi di Paperbag Writer.
La conclusiva Runwayaway sembra un brano di The Eraser – uso della chitarra elettrica – ma poi la voce iperfiltrata di Yorke ci rimanda ai tempi di Ok Computer.
Ancora, Dawn Chorus ricorda i Radiohead di Motion Picture Soundtrack: non stupisce che questo brano sia stato pensato proprio per i cinque di Ofxord.

Con il disco è uscito anche un cortometraggio su Netflix. Si chiama ANIMA ed è stato girato da Paul Thomas Anderson. Il cortometraggio della durata di quindici minuti diventa una chiave di lettura molto interessante per scoprire nuovi elementi del disco e per approfondirne altri.

ANIMA è un disco poco accomodante. Dà la sensazione di mettere a cuocere tanti suoni. I primi ascolti possono risultare stranianti. Man mano che si procede con gli ascolti si intravedono degli squarci di luce. ANIMA è un disco profondo, variegato, oscuro. Un lungo tunnel nel buio che porta a maturità e consapevolezza. Quindi alla luce.

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