U2

U2, il fuoco indimenticabile

Nati alla fine degli anni settanta, gli U2 hanno ridefinito il ruolo di rockstar. Raccontiamo la loro storia e i loro dischi storici


Il 20 settembre 1976 il giovane Larry Mullen affigge nella bacheca della Mount Temple School di Dublino un messaggio per trovare giovani musicisti per formare una band. Rispondono Adam Clayton, famoso per il suo atteggiamento spavaldo e da donnaiolo, David Howell Evans, detto The Edge, suo fratello Dick Evans e il ribelle Paul David Hewson, soprannominato Bono Vox. Il gruppo prende il nome di Feedback.

Dopo quasi un anno passato a provare nella cucina della casa di Larry, nel 1977 i Feedback fanno la loro prima apparizione alla Mount Temple School, presentando alcune cover. Dopo poco, il gruppo decide di cambiare il proprio nome in The Hype. Dalla formazione esce Dick Evans.

La band – che nel frattempo ha cambiato di nuovo nome in U2 – partecipa ad un concorso a Limerick, vincendo la possibilità di registrare un demo con la casa discografica CBS. Sempre in questo periodo, durante un concerto al Project Arts Centre di Dublino, avviene l’incontro con Paul McGuinness che diventa il manager del gruppo.

Verso la fine del 1978, gli U2 registrano il primo demo. Il demo impressiona favorevolmente i responsabili della CBS che decidono di pubblicare in mille copie numerate il primo singolo degli U2 un EP dal titolo U2 Three. Le copie vengono esaurite in poche ore. Gli U2 cominciano ad essere una realtà, almeno a Dublino.

Il 1979 è anche l’anno della prima tournée nei locali di Londra seguito da un 1980 che vede gli U2 on the road, almeno in Irlanda. Paul McGuinness ottiene un contratto con la Island Records. L’incontro con il produttore Steve Lillywhite, che collaborerà ai primi tre album del gruppo, segna la strada degli U2. Con Lillywhite la band pubblica un nuovo singolo dal titolo A Day Without Me, canzone scritta in onore di Ian Curtis, il cantante dei Joy Division, da poco suicidatosi.


Il 20 ottobre 1980 esce Boy, il primo LP degli U2. L’album è stato registrato durante l’estate nei Windmill Lane Studios di Dublino. Esce anche il nuovo singolo I Will Follow. Boy ha il sapore di un concept album sulla crescita, sulla perdita dell’innocenza. Il tutto condito da un sound che prende spunto dal punk rock, dalla new wave influenzato dai migliori Joy Division.
Il primo LP degli U2 è un disco rabbioso, profondo, stranamente maturo per dei giovanissimi musicisti. Il tour dell’LP 
li porterà a suonare nei Paesi Bassi e Belgio. In seguito il gruppo intraprende una tournée negli Stati Uniti, suonando in città come New York e Washington.

Nell’ottobre 1981 il secondo lavoro dei ragazzi è pronto e, preceduto di qualche giorno da un nuovo tour in Inghilterra, Paesi Bassi e Germania, esce col titolo di October. Raggiungerà l’undicesima posizione nelle classifiche UK. La prima traccia estratta dall’album è Gloria.
October è un disco meno a fuoco rispetto al primo lavoro della band. L’impressione è che il secondo LP degli U2 sia stato registrato in maniera più veloce e meno accurata rispetto a Boy. Nonostante questo – e la scarsa stima che gli stessi membri degli U2 nutrono per il loro secondo disco – 
la band riparte per un tour alla volta degli Stati Uniti. Nella seconda leg i quattro incontrano Anton Corbijn, il quale diventerà il curatore storico dell’immagine della band.

Il 28 febbraio 1983 esce War terzo disco degli U2. War è il disco più arrabbiato, politico degli U2. Sarà un ulteriore tassello nella carriera dei ragazzi, grazie a brani rivoluzionari come Sunday Bloody Sunday ma anche grazie a New Year’s Day dove la ricetta dei primi U2 viene mostrata apertamente: basso pulsante, chitarra che crea melodia eteree ma decise, batteria martellante e la voce perfetta di Bono. 

Nello stesso periodo viene pubblicato il singolo Two Hearts Beat As One e parte il tour promozionale. In una di queste date, precisamente la data di Denver – a Red Rocks – in un suggestivo anfiteatro roccioso e sotto una pioggia incessante viene registrato il video Under A Blood Red Sky che diverrà anche un disco dal vivo.

Nel 1984 la band fa la conoscenza dei produttori Brian Eno e Daniel Lanois per la registrazione di un nuovo album. Viene pubblicato il primo singolo che anticiperà il nuovo disco: Pride (In The Name Of Love). Il brano, scritto da Bono, è dedicato a Martin Luther King, riesce a raggiungere il terzo posto nelle classifiche inglesi. Il 1º ottobre esce nei negozi il nuovo album dal titolo The Unforgettable Fire.

Il quarto disco degli U2 abbandona le strade post-punk ed è un lavoro più maturo e più studiato in fase di produzione. L’impressione, ascoltando il disco, è quella di una band che si mette in gioco, che non rinuncia al suo suono – ascoltate Wire o Indian Summer Sky – ma che riesce a scrivere pezzi memorabili su tutti la stessa Pride, ma anche Bad e The Unforgettable Fire. Per la prima volta vengono utilizzati anche dei sintetizzatori.

La consacrazione definitiva degli U2 arriva 13 luglio. La band partecipa al Live Aid, concerto che raccoglie tutti i più grandi artisti mondiali su due palchi a Londra e Filadelfia. Durante la loro esibizione, gli U2 eseguono Bad e Sunday Bloody Sunday, con Bono che prolunga il primo brano e si getta ripetutamente fra il pubblico. Gli U2 sono una realtà a tutti gli effetti.


Il 9 marzo 1987 esce l’album The Joshua Tree, forse la loro opera più celebre, che porta i quattro irlandesi in cima alle vette delle classifiche di tutto il mondo. Alla fine saranno vendute quasi trenta milioni di copie. Il singolo di lancio è With Or Without You, terza traccia dell’album e ancora oggi uno dei loro brani di maggior successo.

The Joshua Tree segue filosoficamente il discorso intrapreso col precedente LP. Il disco è un viaggio all’interno della cultura america e del sound dell’America, già accennata e omaggiata col precedente lavoro. Il suono del quartetto si fa più duro, più oscuro e più maturo.
Il suono della chitarra di The Edge prende la forma che oggi è conosciutissima. Il basso di Adam Clayton tesse riff memorabili mentre la batteria di Larry Mullen è sempre potente, precisa, incessante.
La voce di Bono poi, al suo apice, può fare di tutto. Il disco contiene un pugno di brani che ancora oggi i quattro irlandesi propongono costantemente dal vivo. Oltre alla conosciutissima With Or Without You ci sono anche Where The Streets Have No NameI Still Haven’t Found What I’m Looking For e Bullet The Blue Sky. La copertina del disco curata da Anton Corbjin diverrà iconica e farà conoscere The Joshua Tree in tutto il mondo.

La passione per l’America viene raccontata nel film Rattle And Hum. Il film è un viaggio in bianco e nero della band nella cultura americana attraverso il proprio tour, con varie canzoni nuove ed altri successi in versione live. A questo punto della loro carriera gli U2 possono fare quello che vogliono. Ma la pressione, i problemi personali e la voglia di cambiare metteranno in seria discussione la band.

Bono ed Edge propongono di convertirsi ai nuovi suoni britannici e tedeschi, mentre Adam e Larry vogliono seguire la vecchia strada rock. Per una mediazione dei due stili è Brian Eno che riesce a mitigare le differenze emerse, riuscendo letteralmente a trasformare gli U2. Da rockstar seriose e col broncio ad artisti a tutto tondo, capaci di prendersi e prendere per il culo. 

Il risultato di questa trasformazione alchemica è Achtung Baby, l’album del rinnovamento. La realizzazione del materiale fotografico del disco viene eseguito dal fotografo Anton Corbijn in Marocco. Anche l’immagine degli U2 sta cambiando. A settembre vede la luce il primo attesissimo singolo: The Fly. Il cambiamento è forte, e molti fans sono letteralmente spiazzati. Bono ha abbandonato il gilet di pelle e si è creato un proprio personaggio ironico: Mr. The Fly, la rockstar per eccellenza, la figura che la band aveva tanto rifiutato nella prima parte di carriera.

Achtung Baby ha un ottimo riscontro di critica e pubblico. Gli U2 si reinventano senza dimenticare le proprie origini, con ironia ed un nuovo sound. Le nuove sonorità introdotte si fondono perfettamente con il vecchio stile U2 e con la vena intimistica delle nuove liriche di Bono. One è il brano simbolo del disco. Una ballata preziosa sull’unione e l’amore. Ma ci sono anche brani più trascinanti come The Fly, Zoo Station, Mysterious Way.

Lo ZooTV Tour è il tour più grosso mai pensato dagli U2. Lo show poggia la sua base scenografica sui messaggi multimediali e sulle provocazioni, dove campeggia lo slogan Everything You Know Is Wrong. Nel corso del tour, ad ogni serata, Bono telefona in diretta a vari personaggi più o meno famosi del pianeta. Il più attaccato è il Presidente degli Stati Uniti d’America per la questione Sarajevo.

Nel luglio 1993 viene pubblicato il nuovo album Zooropa che è un vero e proprio album con dieci pezzi. Molti dei brani venivano già proposti durante lo ZooTv Tour. Zooropa è il gemello di Achtung Baby, ma suona ancora più sperimentale del precedente lavoro. L’album non resta a lungo nelle classifiche a causa di una bizzarra strategia di lancio dell’album, il cui primo e unico singolo, Stay (Faraway, So Close!) esce soltanto quattro mesi più tardi, infatti Numb era una VHS, Lemon a tiratura limitata. The Wanderer, brano che chiude il disco, è cantata da Johnny Cash.

Con questo disco la band si spinge ancora più in là in territori inesplorati. Il tour procede intanto con la presenza di uno strano personaggio che si aggira verso il finale dei concerti sul palco: Mister MacPhisto. Bono si è creato questo alter ego che durante i concerti incarna l’icona della vecchia rock star, consumata dagli eccessi del rock’n’roll. E’ l’apice sperimentale degli U2.

A luglio del 1995 esce il singolo Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me che farà parte della colonna sonora del film Batman Forever, la band inoltre realizza insieme a Brian Eno il progetto dal nome Passengers: Original Soundtracks 1.

Il 6 novembre esce l’album dove per Passengers si intendono gli U2 assieme a Eno, Luciano Pavarotti ed Howie B. L’album è molto influenzato dalle idee di Eno, e la band ha più volte dichiarato che vi hanno trovato posto molte canzoni che non sarebbero mai comparse in un album degli U2.

Il gruppo comincia a pensare al nuovo lavoro, per il quale decide di affidarsi proprio a Howie B, tentando la via della sperimentazione su una strada ancora mai affrontata dalla band. Il 3 marzo 1997 esce in tutto il mondo il nuovo album Pop. Nel disco la band ha ormai estremizzato le sonorità chemical e dance di Howie B. Ma non fatevi ingannare, la parte melodica degli U2 resta sempre in primo piano anche se la tripletta iniziale Discotheque, Do You Feel Loved, Mofo è qualcosa di devastante. Brani come Staring At The Sun, Please, Wake Up Dead Man sono brani molto più classici nell’impostazione.

Il PopMart Tour è mastodontico. Il palco è composto da uno schermo di cinquanta metri per diciassette, un arco dorato alto trenta metri, un’oliva illuminata di quattro metri impalata su uno stuzzicadenti alto trenta. E ancora mille riflettori, una pedana da ballo in plexiglas, un limone motorizzato che si trasforma in una palla di specchi da discoteca e oltre a cento luci stroboscopiche. Lo scopo è quello di ironizzare sul concetto del kitsch e del prodotto da supermarket, di carente qualità e dall’utilizzo immediato. 

Il 23 settembre, poi, finalmente Bono corona un sogno rincorso negli ultimi cinque anni: il PopMart infatti sbarca a Sarajevo e, pur se sotto il tiro dei cecchini, ci sono quarantacinquemila spettatori.


A fine 1998 viene pubblicato il primo The Best Of che comprende i maggiori successi dal 1980 al 1990. Allo stesso tempo, il gruppo torna in studio per cominciare i lavori che porteranno al nuovo album.

Il The Best Of 1980-1990 ha il compito di riavvicinare i fan verso sonorità più rock. Il nuovo disco degli U2 segna un ritorno verso lidi già conosciuti. All That You Can’t Leave Behind – anticipato dal singolo Beautiful Day – è un ritorno verso il suono che negli anni ottanta ha fatto grandi gli U2. Walk On, Elevation, Peace On Earth, Stuck In A Moment segnano un deciso distacco dalla folli sperimentazioni degli anni novanta. Dopo quattro anni esce How To Dismantle An Atomic Bomb, forse l’LP meno ispirato degli U2. Ci sono citazioni più o meno volontarie del passato – Vertigo è la nuova ElevationCity Of Blinding Lights cita Where The Streets Have No Name – ma nonostante questo il Vertigo Tour segna sold out in tutto il mondo. 

Gli U2 del nuovo millennio sono meno estremi, indubbiamente imborghesiti e riappacificati con il mondo. La rabbia dei primi dischi è un lontano ricordo così come la voglia di stupire e di eccedere. Nel 2009 esce No Line On The Horizon che del nuovo corso è indubbiamente il disco più interessante. Vengono assoldati Steve Lillywhite – storico produttore dei primi dischi del quartetto – assieme a Brian Eno e Daniel Lanois.

No Line On The Horizon sin dalla copertina – creata da Hiroshi Sugimoto – segna un deciso stacco dai due dischi degli anni zero. La sensazione è di trovarsi davanti a un LP studiato a tavolino sin nei minimi dettagli, ma il tutto funziona alla grande. L’opener No Line On The Horizon è una marcia rock di ottimo stampo, così come il soul di Moment Of Surrender, il rock deciso di Breathe o White As Snow.

Nel 2014 la band pubblica, anzi regala sulle piattaforme Apple, il nuovo album Songs Of Innocence a cui segue nel 2017 Songs Of Experience. I due album raccontano la gioventù degli U2 e tracciano un bilancio profondo e personale del percorsi dei quattro. Non a caso la copertina di Songs Of Innocence ritrae il figlio di Larry Mullen, mentre quella di Songs Of Experience ritrae i figli di Bono e The Edge.

Con quarant’anni di carriera alle spalle, gli U2 hanno dato e dimostrato il loro valore tanto nei dischi in studio quanto nei fragorosi live, dimostrandosi una delle poche rock band sopravvissute agli anni ottanta.

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