Endgame

Avengers: Endgame, il gran finale è arrivato

Il film Marvel, ormai kolossal, pone fine a un’avventura lunga undici anni. La nostra recensione NO SPOILER


La fine dei giochi è giunta. Per un supereroe la fine è parte del viaggio e dopo undici anni c’era da aspettarselo. Dopo ventidue film volge al termine il primo grande filone narrativo del Marvel Cinematic Universe, la Saga dell’Infinito.
Avengers: Endgame è stato molto atteso dai fan che hanno contato i giorni con ansia. Dopo Captain Marvel hanno iniziato un countdown con trepidante attesa, ampiamente ripagata per quello che è il film evento del 2019.

Endgame, in pochi giorni di proiezione, conquista record di incassi scalando subito la vetta della classifica dei film più visti. Il film ha incassato 1,209 miliardi di dollari nei primi cinque giorni e solo in Italia, nel primo giorno di proiezione, arriva a oltre 5 milioni di euro di incassi. Kevin Smith (regista, sceneggiatore e autore di fumetti Marvel) l’ha audacemente definito epico dicendo che “non c’è mai stato un film come questo”. Come dargli torto! Sarà dura parlare di questo film senza incappare nel rischio spoiler ma adoro le sfide e dunque ci provo.

Il film, pur in evidente continuity con Infinity War, sembra avere una sua anima che lo pone su un piano diverso dal suo predecessore. Tutto sommato può essere diviso in tre parti. Una prima parte, breve ma intensa, una seconda che offre ritmo e sviluppi alla trama e la terza, la parte finale, che fa venire la pelle d’oca.

Gli elementi in questo film sono tanti, troppi ma la resa agli occhi dello spettatore supera ogni aspettativa. Proprio la prominenza di tutti questi elementi potrebbe indurre alcuni a non capire il film, a provare un senso di antipatia (soprattutto se non si è fan della Marvel, sia a fumetti che cinematografica) e per questo sarebbe opportuno rivedere il film. Io l’ho fatto proprio per poter porre fine allo scontro tra il fan Marvel e l’appassionato di cinema che coesistono in me.

Gli effetti speciali, la sceneggiatura, il montaggio e la fotografia sono superlativi e difficilmente potrei muovere critiche vista la loro elevata qualità. Le soundtracks sono impareggiabili, alcune danno quel senso di epicità e onnipotenza alle scene che mettono i brividi. Le scene d’azione sono studiate alla perfezione e curate nei particolari. Gli ingressi dei vari personaggi sono bilanciati e azzeccati in tutto il film così da creare una escalation di eventi perfettamente incastrati tra loro. I dialoghi tra i personaggi sono fatti bene e hanno un peso rilevante in certe parti.

Qualcosa ci sarà che non va? Due punti, quelli che mi hanno maggiormente colpito. Il primo riguarda le scene comiche. Aiutano a smorzare i toni della narrazione ma essendo troppe rischiano di far perdere un po’ la bussola allo spettatore. Il secondo punto sono i ruoli di alcuni personaggi, forse poco presenti e incisivi sugli avvenimenti del film. Captain Marvel, ad esempio, nei titoli di coda del suo film faceva pensare a una sua presenza massiva in tutto Endgame e invece no.
Come lei tanti altri che, pur potendo avere più spazio, non gli è stato concesso il giusto peso. Una scelta tutto sommato comprensibile vista la mole di materiale presentato durante il film e, giustamente, si è fatta una scelta tutto sommato azzeccata.

Alcuni lamentano una disconnessione da Infinity War anche per Thanos e il suo destino. C’è molto nel film, tanti sono gli alti e bassi, molti fatti sono esaltati e, pur ponendo una linea di confine con Infinity War, il legame con questo non viene assolutamente meno. Vista la moltitudine di fattori verrebbe da pensare che qualcuno potrebbe storcere il naso e invece le scene salienti, quelle epiche e dense di sentimenti, recuperano tutto facendo dimenticare qualche piccola virgola fuori posto.

Emozionarsi durante il film era scontato. Io per primo ho versato qualche lacrima e applaudito durante alcune scene. Era impossibile non farlo. La seconda parte del film è un viaggio nel tempo dove non si può fare a meno di ricordare alcune tappe delle storie degli Avengers e dei singoli personaggi.
Vengono concluse per bene tutte le trame del MCU. Non è solo la storia di un gruppo di eroi ma anche di uomini e donne con i loro affetti e le loro debolezze, delle loro paure per ciò che è stato e per ciò che, eroicamente, potrebbero perdere per cercare una soluzione al problema. I diversi momenti, da quelli strappalacrime a quelli più spassosi e di suspense, combaciano alla perfezione. Il fan, quello che segue i supereroi dal lontano 2008, sarà catapultato al settimo cielo. L’appassionato di cinema si ritroverà al sesto, portandosi dietro qualche riserva tutto sommato concepibile.

In definitiva il film va visto senza pensarci due volte. La Saga dell’Infinito è tutta un record, a partire dagli incassi per finire con l’Oscar di Black Panther. Marvel ha lavorato bene, ha fatto cose straordinarie in ben undici anni. Ha fatto apprezzare e amare i suoi eroi anche a chi i comics a stelle e strisce non li legge.
Dopo Endgame le domande sul futuro del MCU sono tante. Tutti si chiedono se ci sarà un seguito e quali saranno le novità da introdurre.

Sono stati già annunciati i nuovi titoli ma sarà un viaggio diverso da quello che abbiamo visto fino ad ora. Anche se saranno collocati nel MCU nulla sarà come prima. Per undici anni abbiamo seguito col fiato sospeso Iron Man, Hulk, Captain America e tutte le altre teste calde degli Avengers. Dopo tre ore di filmone Marvel ho ricordato perché, dal 2008 ad oggi, sono tornato al cinema a ridere, esultare e piangere pur di rivedere in azione i miei eroi preferiti e come me se lo saranno chiesti in tanti.

Sarò cattivo ma preferirei che tutto si concluda qui senza prosecuzioni. Il fatto che in sala molti fans hanno versato almeno una lacrima (me compreso), hanno applaudito e urlato di gioia, fa capire che non ci sarà spazio nel loro cuore per altri personaggi. Si conclude un’era che ha attraversato generazioni. Tutto giunge al termine, è ineluttabile.
È stata la fine di un viaggio, bello e avvincente. Preferirei che tutto continui a rimanere come la visione epica di tanti sognatori e veri credenti, come i sogni di quel vecchietto sorridente che urlando Excelsior ha cambiato le sorti dei fumetti e del cinema.

D’altronde Marvel vuol dire “meraviglia”. Nomen omen.

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