Captain Marvel

Captain Marvel: essere umani è il vero superpotere

La supereroina interpretata da Brie Larson fa da anticamera all’evento Avengers: Endgame. La nostra recensione


Con l’uscita nelle sale di un nuovo film Marvel raduno la comitiva e andiamo in gruppo, entusiasti e in religiosa trepidazione. Anche questa volta non ci sono state eccezioni. A distanza di pochi giorni ho deciso di ritornare da solo al cinema. Ho voluto guardare con maggiore attenzione le avventure di Brie Larson nei panni della supereroina Marvel più discussa degli ultimi mesi. Prima del gran finale, atteso per fine aprile con Avengers: Endgame, il film su Carol Danvers chiude un ciclo narrativo enorme ripercorrendo varie fasi del MCU. Le cose da dire su questo film (che a quanto pare ha raggiunto un nuovo record di incassi) sono veramente tante.

Il film inizia in con i ricordi sbiaditi della protagonista nel bel mezzo di uno degli eventi mai ancora narrati prima, la guerra Kree- Skrull. Il film accenna brevemente a questo fatto, senza troppi particolari ma con una presentazione delle razze tutto sommato adeguata. A cercare di recuperare la spaesata “Verse” (il nome Kree di Capitan Marvel) è il suo mentore Yon-Rogg, interpretato da Jude Law. Quest’ultimo addestra la supereroina che, inspegabilmente, ha dei poteri molto particolari. Dopo una missione finita male, Verse viene rapita dagli avversari Skrull e in quel momento riesce a comprendere parte dei suoi ricordi. Da qui inizia una escalation di eventi alla ricerca della sua identità perduta che, non con pochi colpi di scena, la porteranno a diventare uno dei pilastri della narrazione Marvel.

Con Captain Marvel, dopo ben 11 anni dal primo Iron Man, Marvel porta nel cinema un film che lascia con il fiato sospeso e fa contare i giorni all’evento dell’anno Endgame. Brie Larson è la persona perfetta per il ruolo della supereroina. Sotto certi aspetti sembra una figura d’ispirazione per il sesso femminile, determinata e forte già da bambina, prima ancora di ricevere i superpoteri. Il lato umano della nostra eroina è sottolineato anche dall’uso dei suoi poteri, impiegati con saggezza e compassione per proteggere i più deboli. Carol è una terrestre come noi, con una vita fatta di successi e pure di fallimenti, alti e bassi dove la differenza è la forza di volontà e il coraggio di rialzarsi. Sembra una grande parabola su ciò che spesso Stan Lee diceva.

Come insegnato anche da Superman, essere un eroe non è tanto possedere i poteri ma avere consapevolezza di chi si è e di come questi saranno usati. In tutto il film non mancano le sorprese che fanno rimanere a bocca aperta soprattutto i lettori di comics. L’origine dei poteri della protagonista è stata quasi completamente rielaborata come diretta conseguenza della manipolazione di una delle gemme dell’infinito, probabilmente uno degli elementi principali di Avengers: Endgame.

La cosa che salta immediatamente all’attenzione del pubblico è questo richiamo agli anni ’90. Una bella Harley 883 cromata con serbatoio peanut arancione, la t-shirt dei Nine Inch Nails, Come as you Are dei Nirvana e altre raffinatezze rock come soundtracks. In una scena, dopo essere stata catapultata sulla Terra, la nostra eroina “atterra” in un punto vendita Blokbuster. Non nego che ho sentito il bisbiglio dei più giovani curiosi di capire cosa fosse questo sconosciuto (per chi non lo sapesse era il luogo dove poter noleggiare videocassette e videogame). Le scene che si susseguono sembrano ricalcare film già visti.

Si passa da uno scontro laser a bordo di navi spaziali, come in Star Wars, a un inseguimento con nemici mutaforma, come in Terminator, fino a un omaggio a Top Gun, per giungere in tema Marvel movie. Le tute indossate dai Kree sono fantastiche come anche il make-up degli Skrull. Favoloso il giovane Nick Fury in carriera e pronto all’azione come sempre. Un lavoro eccezionale e curato che offre alla narrazione un ritmo armonioso e piacevole. Tutto collima alla perfezione nella continuity del MCU. Il film rende poi omaggio alla sceneggiatrice che ha rilanciato il personaggio, Kelly Sue DeConnick. Non manca il cameo del compianto Stan Lee. Non solo è  presente in una delle sue ultime apparizioni post-mortem ma addirittura al centro della sequenza iniziale del logo Marvel, a lui interamente dedicata.

La cosa che più mi ha colpito è stato vedere Stan Lee seduto con un fumetto e ripete la frase “fidati di me vero credente”. Agli appassionati Marvel sarà venuta la pelle d’oca. Captain Marvel, in generale, è piaciuta al pubblico e molto si deve anche alla rivisitazione di alcuni suoi aspetti. Carol è più simpatica e “alla mano”, un pochino diversa da quello che abbiamo letto nelle pagine del fumetto. Sembra quasi che il film sia nutrito da un senso quasi politico, schierato dalla parte dei disperati profughi Skrull. La scena durante i titoli di coda ci mostra che l’eroina sarà molto presente in Avengers: Endgame e, sono certo, la rivedremo nei successivi film Marvel.

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